The Asylum, il b-business di Z Nation può battere The Walking Dead? [INFOGRAFICA]

Zombie Towns Of Georgia

La Genesi

The Asylum (Il manicomio) fu fondata dagli ex dirigenti della Village Roadshow, David Rimawi e Sharri Strain e dal regista David Michael Latt nel 1997. Inizialmente si concentrò a produrre film per il mercato homevideo di genere horror, successivamente si allargò al mercato fantascientifico catastrofico, che è stato uno dei trend più usati dalle Major hollywoodiane negli ultimi anni.

 

The Asylum si contraddistingue per un modello di business schematico e aggressivo abbastanza semplice: si mette in scia con i blockbuster dell’anno ancora in produzione, finanzia una sceneggiatura originale in poche settimane e produce in breve una propria versione del film, destinata al mercato dei dvd, allo streaming e ai canali tv come SyfyQuesta pratica si chiama creazione di mockbuster dal vocabolo mock (falso, parodia).

Dal 1997 al 2004 The Asylum resta inattiva, fino al lancio del titolo Vampires vs. Zombie, mockbuster del film Freddy vs. Jason. Ma è con la Guerra dei mondi, o meglio con la sua parodia stile Asylum H.g.Wells War of the Worlds, che Blockbuster (prima della chiusura) ne decreta il successo ordinando centomila cassette.

Da allora la Asylum non è mai andata in perdita e a fronte di investimenti minimi, sempre sotto il milione di dollari per pellicola, ha recuperato e generato profitti sia dalla circolazione delle videocassette noleggiate, che dai diritti televisivi.

Di seguito una delle bellissime recensioni di un famoso youtuber italiano specializzato in b-movies.

 

 

 

Il nuovo modello di business legato alle serie Tv

Dopo dieci anni di produzioni cinematografiche più o meno di successo, la Asylum quest’anno ha esteso la sua produzione alle serie tv, con la serie di punta Z Nation, ambientata in un universo narrativo post-apocalittico invaso dagli zombie molto simile al più famoso The Walking Dead della AMC. Pur uscendo con tre anni di ritardo rispetto al prodotto della AMC, Z Nation risulta comunque un prodotto credibile. Ogni puntata costa in media 700 mila dollari, in confronto ai 2,5 milioni di dollari delle puntate di The Walking Dead.

The Asylum un modello di business vincente basato sui b-movie

Ma ad universi narrativi identici e scenari post-apocalittici con zombie, corrispondono diverse trame narrative: in The Walking Dead nella quinta serie la meta da raggiungere sembrava essere Washington per sviluppare una cura basata sulle sedicenti informazioni di Eugene, risultate poi false; mentre in Z Nation è Murphy, il “sopravvissuto” ai morsi degli zombie, che dovrà essere portato in California per sviluppare un vaccino contro lo zombie virus.

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Credits: Prestolab.net

 

Qui la fine delle analogie. Differenti sono infatti gli stili narrativi della storia: in Z Nation le storie sono autoconclusive e non ci sono praticamente cliffhanger che costringono a vedere la puntata successiva, la religione è molto importante e permea la serie ogni volta che danno il colpo di grazia, “I give you mercy”, mentre in The Walking Dead questa pratica liberatoria non esiste o al massimo è implicita nel terminare la vita dello zombie.

The Asylum, il b-business di Z Nation può battere The Walking Dead

Il tema religioso è evidente in Z Nation, dove già nelle prime puntate si incontrano due sette, la prima di stralunati devoti della resurrezione che adorano gli zombie guidati da un prete, e in seguito le Sisters of mercy, le “sorelle della grazia”,  una comunità tutta femminile che si prende cura di un gruppo di bambini ma che elimina gli adulti maschi.

Inoltre in Z Nation c’è un deus ex machina che è la voce narrante, ma che è anche presenza costante e rassicurante del Cittadino Z, l’ultimo cittadino rimasto in vita nella base americana artica che, in compagnia di un husky, monopolizza i segnali radio e tv delle comunicazioni ed è una guida per il gruppo di sopravvissuti. Guida che non ha invece il gruppo di Rick in The Walking Dead, che spesso si divide per poi ricompattarsi a fatica.

Anche in questo caso il modello dell’Asylum risulta vincente, la serie Z Nation sta riscuotendo un discreto successo in termini di pubblico ma anche in termini di critica. Infatti non è così parossistica rispetto ai primi film di qualità certamente minore. Questa produzione sembra credibile e matura, sicuramente la sceneggiatura non è ai livelli della AMC, i dialoghi sono scontati e banali, ma il tutto è confezionato per essere un prodotto di consumo adatto tanto agli adolescenti, quanto agli adulti innamorati del genere.

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