Biglietti da visita: gli errori da non commettere

I guru del personal branding e della reputazione aziendale ne stanno dibattendo da tempo. LinkedIn e i social network utilizzati a fini professionali possono sostituire e mandare agli archivi il biglietto da visita? La risposta sembra definitiva: no. Almeno per il momento.

Pare proprio che il vecchio e anacronistico biglietto da visita, quel rettangolino cartonato che teniamo nel taschino ogni volta che usciamo dall’ufficio per incontrare clienti o colleghi, non possa ancora permettersi di passare di moda. I social e i biglietti da visita sono complementari, non alternativi.

Internet e la rivoluzione digitale hanno moltiplicato lo spazio disponibile per parlare di sé e della propria attività, ma per farsi ricordare non c’è niente di meglio di un biglietto. Leggero, poco invadente, chiaro e conciso.

Ecco perché avere un biglietto da visita è importante, oggi come ieri. A maggior ragione se avete una ditta o un’azienda o se siete dei professionisti che vogliono farsi conoscere e farsi un nome nel settore di riferimento.

Biglietti da visita
Fonte: vice.com

Oggi è possibile ideare e stampare con pochi euro la propria business card su carta tradizionale, opaca, martellata, patinata o plastificata, sfruttando i rapidi ed economici servizi online di stampa biglietti da visita

Ci sono alcuni accorgimenti da tenere bene a mente per non sbagliare nella scelta del biglietto da visita. Ecco gli errori più comuni da evitare per non rovinare la propria immagine.

  1. Scegliere il supporto in modo superficiale
    Non puntare al risparmio usando carta di scarsa qualità. Il biglietto si consumerà presto. La business card rappresenta la prima impressione che dai al cliente: soprattutto nei progetti aziendali è bene trasmettere un idea di prestigio e professionalità.
  2. Usare un template già fatto
    Errore molto comune: usare un modello già fatto è semplice e veloce, ma non darà una sensazione di unicità. La tua azienda e la tua professionalità sembreranno soltanto una delle tante. Meglio ideare un design originale e personalizzato.
  3. Inserire troppe informazioni, o troppo poche
    Il biglietto deve essere sintetico, ma esaustivo: deve riportare tutte le info utili per farti trovare. Nome, professione, logo aziendale, contatti telefonici e email. Anche social o app di messaggistica come LinkedIn, FB o Skype, se utilizzati per lavoro.
  4. Dati non aggiornati
    Quante volte capita di imbattersi in biglietti con informazioni (indirizzo, numero di telefono) cancellate ed altre aggiunte a penna? Non una grandissima impressione, vero? Meglio aggiornare i biglietti ogni volta che capita un cambio di informazioni.
  5. Grafica poco curata e design incoerente
    Un design attraente esprime professionalità e rimane impresso nella mente. Occhio, però, a non esagerare: ok distinguersi dalla massa ma la grafica – sobria e istituzionale, oppure più creativa e colorata – deve essere sempre allineata al business e al settore di riferimento. No a troppi colori, basta quello aziendale.

Il biglietto da visita è parte integrante dell’immagine di ogni professionista e di ogni azienda. Dev’essere quindi realizzato con scrupolo e attenzione ai particolari. Le dimensioni possono variare ma le informazioni devono essere sempre ben leggibili.

Ultimo consiglio. Hai realizzato una bellissima grafica per il tuo nuovo biglietto da visita? Ok, non cadere proprio sul più bello allora. Nella scelta della tipografia online, stai attento al prezzo ma anche alla qualità. Business card in carta scadente si logorano facilmente e, presto, daranno di te e della tua azienda un’immagine… consumata.

LEGGI ANCHE: Viaggiare per lavoro e avere accesso a uffici in tutta Italia: nasce la Open Card da un progetto di due imprenditori, fondatori di Ufficiarredati.it

Articolo sponsorizzato

Commenta su Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *