10 canzoni da ascoltare almeno una volta nella vita

Canzone, uno degli elementi principali della musica, frutto della creatività e spesso della sensibilità di un musicista. La sua genesi segue traiettorie tra le più disparate: l’ispirazione per la sua scrittura può arrivare da un qualsiasi stimolo. Se la storia della discografia mondiale ci ha regalato una miriade di opere di vario genere, tuttavia ci sono alcune canzoni da ascoltare almeno una volta nella vita.

canzoni da ascoltare almeno una volta nella vita

Ecco la top ten, secondo Pinguino Mag, di quelle che ci piace considerare le canzoni che tutti dovrebbero ascoltare almeno una volta.

Canzoni di una volta: Pink Floyd, Wish you were here

Quello dato alle stampe il 12 Settembre 1975 è uno dei brani che si possono considerare come perle della produzione dei Pink Floyd; tratto dall’omonimo album, Wish you were here è una canzone molto intensa. Scritta praticamente a quattro mani da David Gilmour, autore del riff di chitarra che fa da tema portante a tutta la canzone, in collaborazione con Roger Waters, è dedicata a Syd Barret, ex batterista della band inglese, che fu allontanato dal gruppo per i gravi problemi mentali causati dall’abuso di alcool e droghe.

Con questo brano, Gilmour, intende manifestare la sua amarezza nel non poter in qualche modo più condividere la vita quotidiana e perché no anche i momenti e l’atmosfera che si creano durante la produzione di un album, visto che lo stato psico-fisico di Barret in quel frangente gli impediva di essere presente a concerti e lavoro in studio.

 

 

Yesterday, la canzone per eccellenza

Un brano che merita un posto in vetta a questa speciale classifica è senz’altro Yesterday dei Beatles, canzone scritta da Paul Mc Cartney ma poi accreditata alla coppia Lennon-Mc Cartney.

Probabilmente uno dei pezzi più noti della band di Liverpool, il testo racconta sostanzialmente di un amore finito in cui il protagonista non riesce a capire fino in fondo cosa sia effettivamente andato storto. Il suo cruccio è quello di voler tornare indietro nel tempo per  cercare di cambiare in qualche modo il corso degli eventi.

Questa canzone, davvero da ascoltare, vanta un singolare record, quello del numero di cover realizzate nel corso degli anni. Secondo il Guinness Book of Records, infatti, sembra siano state più di 1600 le cover del brano realizzate dal 1965 al 1985.

Piccola curiosità, il brano ha raggiunto una notorietà ed un successo tali da indurre molti tra addetti ai lavori e non  a identificarla come esempio di canzone per eccellenza, quella cioè che per certi versi segna in positivo la carriera di un artista.

 

Bohemian Rhapsody, la “grande opera” Mercuryiana

Nel 1975 i Queen, nella fattispecie Freddie Mercury, compongono un brano che si colloca al centro esatto tra l’opera sinfonica e il rock più graffiante. Tratto dall’album A night at the Opera, Bohemian Rhapsody è forse il brano della produzione dei Queen nel quale Mercury ha messo tutta la sua vena artistica.

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Nessuno è riuscito finora a comprendere il reale significato del brano, sia per la struttura musicale – basti pensare che nell’arco temporale di sei minuti (la durata record del brano), s’intrecciano stili musicali differenti (ballata, assolo di chitarra, hard rock e opera) -, sia per il testo vero e proprio che appare difficile da decifrare.

Tuttavia la canzone ottenne un notevole riscontro positivo da parte del pubblico al punto da essere considerata già due anni dopo la sua uscita la canzone migliore degli ultimi 25 anni, oltre ad essere nominata canzone del secolo nel Regno Unito nel 2000.

 

 

Canzoni da ascoltare almeno una volta nella vita:More than words degli Extreme

Può una rock band scrivere una canzone la cui melodia si presenta come diametralmente opposta rispetto alla propria produzione? La risposta è sì. Ci hanno pensato, tra gli altri, anche gli Extreme, rock band statunitense che nel 1990 “ha sfornato” un capolavoro musicale che risponde al nome di More than word, ballad lenta basata sull’unione di una melodia eseguita da una chitarra e la perfetta fusione vocale di due dei componenti del gruppo, il chitarrista Nuno Bettencourt e la voce di Gary Cherone.

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Il pezzo è in parte una provocazione, nel senso che le intenzioni di Bettencourt erano quelle di dire come le parole “ti amo” fossero in qualche modo abusate, svuotandole del loro senso e della loro importanza, pertanto il testo è un modo per dire che l’amore va anche dimostrato in maniera differente non solo a parole.

Il “gioco malvagio” di Chris Isaac

Chris Isaac, cantante californiano, nel 1989 lancia il singolo Wicked game tratto dall’album Heart shaped world, la melodia accattivante unita ad un videoclip molto sensuale girato alle Hawaii e che vede come protagonista anche la modella Helena Christensen ne decretarono il successo internazionale.

 

 

Over my shoulder dei Mike and the mechanics

Nati nel 1985 dall’idea del bassista e chitarrista dei Genesis Mike Rutherford, i Mike and the mechanics raggiungono un notevole successo nel 1995 con il brano Over my shoulder.

La canzone è molto orecchiabile anche per la presenza di una parte strumentale “fischiettata” dal cantante del gruppo Paul Young, omonimo dell’interprete di Every time you go away.

 

 

Il “fuoco acceso” dei Doors

Pubblicata nel 1967 ed estratta come singolo dall’album The Doors uscito l’anno precedente, Light my fire è la canzone che identifica i Doors; anch’essa vanta una numero di riproposizioni non indifferente, tra le quali spiccano quelle di Stevie Wonder e in tempi più recenti Will Young.

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Nel blu dipinto di blu e Meraviglioso il bis di Modugno

Dopo tanti brani stranieri, in questa top ten meritano di trovarsi in una posizione di ex equo due brani made in Italy, entrambi appartenenti a quel grande interprete che risponde al nome di Domenico Modugno: Nel blu dipinto di blu (Volare), canzone universalmente riconosciuta come italiana doc, e Meraviglioso, melodia e testo molto intensi.

 

 

 

Can’t help falling in love di Elvis Presley

Elvis Presley nel 1961 interpreta il brano Can’t help falling in love; si tratta di una ballad d’amore che Elvis pubblicò come singolo.

In seguito Elvis la utilizzò come brano di chiusura nella scaletta dei suoi ultimi concerti, tra i quali spicca quello tenuto alle Hawaii nel 1973.

 

 

Imagine di John Lennon

Imagine di John Lennon, data alle stampe nel 1971, è considerato un inno alla pace, idea però smentita dallo stesso Lennon e anche dalla sua compagna Yoko Ono. Lennon dichiarò infatti, che il brano più che un inno di pace, fosse un brano ispirato al manifesto del partito comunista, pertanto si presentava come anti nazionalista, anti religioso e anti capitalist,a ma accettato dai più solo per via della docile melodia che gli fa da sfondo.

Ispirazioni a parte, resta comunque una delle più belle canzoni di sempre della storia della musica, una di quelle canzoni da ascoltare almeno una volta nella vita, appunto.

 

 

Canzoni da ascoltare almeno una volta nella vita: Stairway to Heaven dei Led Zeppelin

“Last but not least” in questa speciale top ten delle dieci canzoni da ascoltare almeno una volta nella vita, c’è uno dei brani simbolo dei Led Zeppelin, Stairway to Heaven.

Il brano è il più controverso della produzione della band londinese, in quanto, sebbene acclamato per la sua costituzione musicale, è stato anche bersagliato dalla critica per i presunti messaggi subliminali che conterrebbe, presumibilmente inneggianti a Satana.

Che siano vere o no queste supposizioni, la canzone merita pienamente di entrare a far parte di questa speciale classifica.

 

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