Car pooling, la nuova forma di social network reale

Car pooling, la nuova forma di social network reale
Foto: clara & james – Indian Style Carpooling

 

Parlando di car pooling è bene chiarire prima di tutto cosa sia. Personalmente definisco car pooling l’uso in comune di una auto di proprietà di un privato, con alla guida il padrone dell’auto.

Questo lo diversifica da diverse altre cose:

  • il car sharing, in cui l’auto è ad uso di tutti senza conducente
  • la gestione flotte, in cui i dipendenti usano vetture dell’azienda
  • il car sharing peer to peer, in cui vi è l’uso dell’auto di un altro privato, senza la sua presenza

Banalizzando, si potrebbe dire che il car pooling è l’utilizzo di un “passaggio” da una persona appartenente a un gruppo definito, rappresentato da un sito di riferimento o da una “”comunità” simile.

La versione più in auge attualmente consente di dividere le spese del viaggio e questo ha lanciato, grazie agli investimenti e alla lungimiranza di qualche gruppo di persone un servizio che non è da sottovalutare.

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Molti anni fa col prodotto GO, di Andrea Costa di Cart, avevamo progettato un sistema simile che è stato usato “teoricamente” da molti mobility manager della provincia di Bologna. In realtà il sistema è stato solo in parte usato dal Comune e da una impresa che lo aveva intelligentemente associato e integrato alla gestione flotte.

La mia esperienza col car pooling

Non abbiamo avuto successo per molti motivi:

  • abbiamo assunto che non tutti (specie le ragazze) avrebbero usato un servizio in cui serve un cellulare
  • abbiamo verificato che era difficoitoso gestire i pagamenti, anche fiscalmente
  • abbiamo avuto tanti dubbi in caso di incidenti con le assicurazioni che avrebbero potuto non coprire o i passaeggeri o il conducente
  • implicitamente lo promuovevamo come servizio di area, non nazionale
""Pool It" Sign North of Vancouver, Washington, Was a Reminder That the Gasoline Shortage Was Not over in March, 1974 and Sharing Rides Was a Good Idea 03-1974" by David Falconer - U.S. National Archives and Records Administration. Licensed under Public domain via Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:%22Pool_It%22_Sign_North_of_Vancouver,_Washington,_Was_a_Reminder_That_the_Gasoline_Shortage_Was_Not_over_in_March,_1974_and_Sharing_Rides_Was_a_Good_Idea_03-1974.jpg#mediaviewer/File:%22Pool_It%22_Sign_North_of_Vancouver,_Washington,_Was_a_Reminder_That_the_Gasoline_Shortage_Was_Not_over_in_March,_1974_and_Sharing_Rides_Was_a_Good_Idea_03-1974.jpg
“Pool It” Sign North of Vancouver, Washington, Was a Reminder That the Gasoline Shortage Was Not over in March, 1974 and Sharing Rides Was a Good Idea 03-1974″ by David Falconer – U.S. National Archives and Records Administration. Licensed under Public domain via Wikimedia Commons

 

Oggi questi punti sono stati ritenuti superabili e si sono avviati servizi operativi e ben pubblicizzati.

Per assurdo avevamo ideato anche tool innovativi, che forse non sono ancora la norma, come:

  • servizi per sole donne (o soli uomini..)
  • servizi per solo non fumatori
  • servizi per soli non conviventi con animali per le possibili allergie
  • servizi di gradimento e valutazione degli autisti, delle auto e dei passeggeri

La strategia

La strategia era la stessa di alcune imprese, offrire in una bacheca virtuale le corse disponibili per vedere se qualcuno era interessato a condividerle. Ovviamente focalizzando un servizio per “colleghi” più orientato al tragitto casa-lavoro abbiamo trascurato quello che è diventato un mercato reale.

Sono sinceramente felice che il sistema esista e, pur mantenendo alcuni dubbi sulle normative in essere,  che si stia incrementando il numero di persone interessate.

Focalizzandosi anche su tragitti interurbani si sono raggiunti nuovi possibili utenti e magari anche la massa critica per gestire una impresa.

Il car pooling come social e rimedio alla crisi

L’idea nell’era dei social network è diventata molto più interessante e consente anche a chi non si conosce ancora di dividere costi e magari migliorare la qualità del viaggio, visto che da soli un Milano-Roma è veramente noioso.

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La base del progetto è quella nota a tutti gli studenti non benestanti o, per esempio, ai dipendenti di una azienda; ci sono poche auto o costi troppo alti e si trova modo di distribuirli, condividendo la vettura di chi ne ha una disponibile, a fronte di un ritorno di parte delle spese.

La crisi economica ha innalzato la sensibilità alle spese e, spero, il mondo attuale ha di fatto innalzato la sensibilità ecologica di tutti.

In passato mi sono trovato con venti amici a una cerimonia, con venti auto diverse e almeno 30.000 cc di cilindrata. Ci siamo resi conto che l’impronta ecologica dell’evento era disastrosa. Ma era anni fa e di recente facciamo molto meglio.

Vi sono poi i casi di car pooling improprio, dovuti non all’ecologia, ma al codice della strada e ai controlli sull’alcool: chi ha un amico che non beve di norma è ben lieto di farlo guidare, riconoscendogli parte o tutta la spesa del carburante e anzi, attualmente chi non beve è attivamente ricercato per le cene.

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