Casa made in Italy, Venturini – Prima Linea realizza i tuoi sogni

Casa made in Italy - Silvia Venturini
Casa made in Italy – Silvia Venturini

 

La casa made in Italy: Venturini Arredamenti, come suggerisce il nome, è la ditta condotta dalla mia famiglia e nata dall’esperienza di mio padre e mia madre nel settore.

Io e mia sorella, terminati gli studi, abbiamo iniziato a collaborare in azienda portando la nostra grinta e la nostra passione.

 

Abitare una casa made in Italy significa non considerare casa solo il posto in cui si dorme, si mangia, si vive.

Casa è una parola dalle mille sfaccettature e significati. Il posto in cui dormiamo e mangiamo lo è di certo, ma è anche il luogo in cui amiamo il nostro partner e i nostri figli, in cui sogniamo i nostri desideri e diamo forma alle nostre aspettative. La casa made in Italy è il nostro modo di essere italiani, mentre scoliamo gli spaghetti, telefoniamo alla nonna, guardiamo il telegiornale.

[inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=””]La casa italiana è quel posto in cui ci ritroviamo con mamma e papà, con i fratelli e le sorelle fuori sede all’università[/inlinetweet]. È il focolare in cui accogliamo gli amici, è dove festeggiamo il natale. È il rifugio sicuro dopo ogni tempesta, la palestra delle nostre ambizioni.

Per questo ho chiesto a Silvia Venturini di spiegarmi come si progetta una casa made in Italy, come si arreda assieme e non per il cliente e se ancora oggi il valore del prodotto unico e su misura sia superiore alla produzione industriale. Insomma, se ci sia, effettivamente, [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=””]differenza tra una casa made in Italy e una qualunque abitazione arredata Ikea[/inlinetweet].

E, cosa altrettanto importante, perché una intera sezione del sito aziendale sia dedicata alla collaborazione degli esperti del settore, architetti, designer e geometri, come se volessero riunire tutte le professionalità intorno ad una tavola, per essere, in fondo, sempre a casa.

Made in Italy, forse la parola più inflazionata del momento. Ma davvero esistono ancora i falegnami?

Made in Italy è un’espressione sicuramente inflazionata ma non è solo un’etichetta. Nel nostro settore è ancora sinonimo di qualità e design.
Sicuramente il falegname esiste ancora ma con sempre più specializzazione, si ritrova a fare lavori dove il “su misura” non è solo un imperativo ma un’arte. La nostra sfida e il nostro impegno quotidiano è proprio quello di utilizzare un prodotto, nella maggior parte dei casi industriale, creando il personalizzato e il su misura.

Per fare questo ci avvaliamo delle possibilità date dalle ditte che offrono servizi di precisione quasi sartoriale, senza far però lievitare eccessivamente i costi.

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La casa made in Italy di Prima Linea

 

Hai meno di 30 anni. I fornitori dell’azienda di famiglia non ti dicono mai, al telefono “Ciao bella, passami papà”?

Purtroppo i miei 30 anni scattano con l’inaugurazione dell’Expo di Milano, quindi non manca molto. L’età in questo caso, come in ogni altro lavoro, non è penalizzante, tutto quello che serve è la preparazione e il carattere, accompagnati da una buona dose di cortesia.

Studiare, specializzarsi, viaggiare e poi tornare all’azienda di famiglia e alla casa made in Italy. Un valore aggiunto o un porto sicuro in cui tornare?

La famiglia è sempre un porto sicuro dove tornare, ma lavorativamente il mio viaggiare, il mio conoscere le lingue e i miei studi in generale non possono che essere un di più.

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La casa made in Italy e il mercato cinese –  legolas846568170 / Pixabay

Quanto è importante l’aspetto digital nel tuo lavoro? Si può ancora sopravvivere economicamente senza ecommerce e social network per realizzare una casa Made in Italy?

[inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=””]Nel nostro lavoro, per come l’abbiamo impostato, vige ancora l’antica regola del passaparola[/inlinetweet].
Noi facciamo ogni singolo progetto applicando le nostre conoscenze e la nostra esperienza alle esigenze del cliente.

Per ogni progetto infatti fissiamo diversi appuntamenti: uno per farci spiegare dal cliente le proprie necessità e farci portare le misure, in modo da poterci vedere una seconda volta con un bel progetto tridimensionale dell’arredamento, sempre visionato da mia sorella, il nostro principale architetto di riferimento.

La casa made in Italy di Prima Linea
La casa made in Italy di Venturini –  Prima Linea

 

In questo modo insieme si decidono i materiali e da lì si procede con un preventivo più che personalizzato.
Nella nostra azienda quindi l’aspetto digital è per lo più quello dei social network, che riprendono in chiave moderna quello che era il vecchio passaparola.
L’ecommerce per ora lo lasciamo ancora a coloro che trattano prodotti singoli e non così personalizzati, o a quei clienti che rivendono il precedente prodotto per fare spazio ai nostri progetti.

Qual è la tua visione del mercato dell’arredamento nei prossimi anni?

Come la tendenza degli ultimi anni ci suggerisce, a far da padroni sono il tatto e la vista. Dunque il ritorno al legno, il potere dei colori della terra e naturali, nuovi materiali sia innovativi che belli.

La casa made in Italy di Prima Linea
La casa made in Italy di Venturini – Prima Linea

 

Secondo te esiste un vero pericolo cinese per la casa made in Italy?

Il pericolo cinese c’è e non c’è. Come dicevo prima, la forza della Cina sono i grandi numeri non la personalizzazione, al contrario di come noi concepiamo l’arredo.

Tempo fa Flavio Briatore ha dichiarato che è meglio aprire una pizzeria che avviare una startup, credi abbia ragione?

[inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=””]Se non ci fossero le startup non ci sarebbe l’Italia[/inlinetweet]. A mio avviso l’Italia intera è fatta di piccole e medie imprese che ne sono la forza.

Casa made in Italy
Casa made in Italy vuol dire scolare la pasta – JESHOOTS / Pixabay

La tua è una azienda a conduzione familiare. Quali sono i limiti e i vantaggi di questa formula nell’economia globalizzata?

Ogni formula ha pregi e difetti.
Sicuramente la prima cosa che pensano tutti è che il bello di lavorare con la tua famiglia è che puoi stare a casa quando vuoi e non ci sono problemi. A loro rispondo che hanno ragione ma di conseguenza se sto a casa non lavoro e non ho i giorni di malattia o ferie pagate.

Abbiamo un carico di responsabilità molto elevato con conseguente mole di lavoro.
Il nostro lavoro lo portiamo a casa, nelle cene di famiglia, nei pranzi, nei viaggi in macchina e non è proprio immediato lo “staccare la spina”,[inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=””] i nostri clienti sono parte integrante della nostra vita[/inlinetweet].

La casa made in Italy di Prima Linea
La casa made in Italy di Prima Linea

 

 

Inoltre la formula della ditta familiare vuol dire che per lavorare insieme bisogna riuscire a scindere il lato personale da quello lavorativo. L’amore che si prova per i propri genitori o la propria sorella e il rispetto che si prova per un collega non possono mancare e devono convivere.

Il PIL italiano si mantiene grazie all’export. Anche per VENTURINI – Prima Linea è così?

[inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=””]Noi siamo friulani e la nostra regione è una realtà di confine[/inlinetweet]. In quanto tale i nostri clienti provengono anche da Austria, Slovenia e Croazia, anche se la maggior parte sono friulani o veneti, o provenienti dal Nord Italia.

Per il rapporto che amiamo avere con i nostri clienti ed il modo in cui ci piace seguire i cantieri generalmente rimaniamo entro un raggio di quattro ore di macchina.
Questo però non ci ha impedito, anche con trasferte, di operare diverse forniture in tutta Europa: a Vienna ad esempio, o a San Pietroburgo, Berlino ed in altre città. E lo stesso motivo non ci impedirebbe di lavorare anche oltre i confini europei con la stessa passione.

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