Cosa significa Ad maiora e altre espressioni latine che usiamo in italiano

Cosa significa Ad maiora? Il significato di Ad maiora è quello di una formula di augurio. Questa locuzione latina serve oggi ad augurare il conseguimento di risultati sempre più positivi nel lavoro, negli studi o in una relazione sentimentale.

L’hai letto, l’hai sentito dire e qualcuno l’ha usato perfino come saluto nell’ultima email che hai ricevuto. Ma allora cosa significherà questa espressione latina che usiamo in italiano ancora oggi e ne esistono altre?

Altro che lingua morta, il latino a quanto pare è vivo e vegeto, tanto da entrare nell’uso comune, sia in conversazioni formali che in circostanze più informali. Quante volte avrai sentito dire “creato ad hoc“, per esempio. Ma andiamo con ordine e cominciamo dal capire cosa significa Ad maiora e da cosa deriva.

Cosa significa Ad maiora e altre espressioni latine che usiamo in italiano

Cosa significa Ad maiora, da dove deriva e come si risponde

Il significato di Ad maiora è quello di una formula di augurio, dicevamo.

Alla lettera ad maiora si traduce come “a cose maggiori” o “verso cose più grandi”.

L’espressione è utilizzata spesso anche in occasione di un brindisi, sempre col significato di buon augurio.

Ad maiora è un’espressione semplice, ma di grande effetto proprio perché in lingua latina, che le conferisce un senso di solennità maggiore rispetto all’augurio. Anche nella sua variante Ad maiora semper (cioè sempre verso cose più grandi), il significato è quello di una maggiore durata di questa fortuna.

Ad maiora e Ad maiora semper: significato

Una seconda espressione prevede l’utilizzo congiunto di ad maiora e ad meliora, per rafforzare l’augurio canonico: ad meliora et ad maiora semper

L’espressione ad maiora e le sue varianti, è una delle tante espressioni latine sopravvissute al tempo, cristallizzatesi come formule quasi rituale, che sono giunte fino a noi passando tanto nel lessico scritto che in quello orale.

A livello grammaticale, maiora è un neutro plurale del comparativo di magnus (grande), e indica quindi le cose più grandi, mentre ad, seguito dall’accusativo (complemento oggetto) di maiora indica un moto a luogo, cioè verso le cose più grandi.

Cosa significa Ad maiora e altre espressioni latine che usiamo in italiano

Se vuoi sapere come rispondere quando qualcuno ti augura Ad maiora, sappi che non c’è una formula altrettanto consolidata, ma puoi sempre  contraccambiare con il rafforzativo semper, per rinviare l’augurio anche al mittente.

La semplice espressione Ad maiora non va confusa con altre espressioni declinate e più specifiche, che assumono significati differenti, anche in espressioni latine altrettanto note in italiano.

L’espressione Ad maiorem rei memoriam, spesso abbreviata in A.M.R.M., è usata soprattutto nelle iscrizioni e significa “A più duraturo ricordo della cosa”, a sottolineare l’idea di ricordo che merita ciò di cui si parla, usata spesso in alternativa all’espressione latina Ad perpetuam rei memoriam.

Ad maiorem Dei gloriam, invece, significa “a maggior gloria di Dio” (l’abbreviazione che incontreremo in questo caso è A. M. D. G.). Questa espressione risale a san Gregorio Magno (540 circa – 604) e si riferisce probabilmente alla prima lettera ai Corinzi di san Paolo: “Sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio”. Questa locuzione è anche il motto dei Gesuiti, l’ordine di cui fa parte l’attuale Papa della Chiesa cattolica.

Cosa significa Ad maiora e altre espressioni latine che usiamo in italiano

Non solo Ad maiora: altre espressioni latine che conosci e usi normalmente in italiano: Ad hoc

Tra le espressioni che ti è sicuramente capitato di utilizzare o almeno di sentire c’è sicuramente la locuzione ad hoc. Letteralmente questa espressione significa “per questo” e la utilizziamo per indicare che un elemento è adatto al contesto di cui stiamo parlando o è stato pensato e creato appositamente per quella funzione (ad es. pensato ad hoc).

LEGGI ANCHE: Parole latine e modi di dire latini che usiamo in italiano

Cosa significa Ad maiora e le altre espressioni latine che usiamo in italiano: Dulcis in fundo

No, non si tratta di un’espressione nata da una delle ultime edizioni di Bake Off, ma Dulcis in fundo è un’espressione latina che indica “Il dolce (viene) in fondo”. Questa locuzione deriva da un proverbio del latino volgare che spesso è citato per indicare qualcosa di bello (o, al contrario, di brutto) che arriva per ultimo e in modo inatteso.

Per la tradizione completa di questa espressione ti rimando alla voce di Wikipedia dedicata, che ci parla anche di una formula di latino inesistente, dato che grammaticalmente la traduzione con cui l’espressione si è tramandata nella lingua italiana non è propriamente corretta.

Cosa significa Ad maiora e altre espressioni latine che usiamo in italiano

Lupus in fabula, una delle espressioni latine che usiamo in italiano

Si tratta propriamente di un’espressione proverbiale, che si utilizza quando sopraggiunge una persona di cui si stava appunto parlando, o a cui si alludeva. L’espressione è comunemente riferita alla presenza del lupo nelle favole esopiane e da qui deriva anche la traduzione comune, ma poco corretta, che ne viene data comunemente “il lupo nella favola”.

In realtà l’espressione si trova in Terenzio (Adelphoe IV, 1, 21), e in Plauto, poi in Cicerone (ad Att. XIII, 33: de Varrone loquebamur: lupus in fabula venit enim ad me) per indicare il fatto che il sopraggiungere di una persona interrompe il discorso che si stava facendo, con un riferimento alla credenza che quando qualcuno è visto per primo dal lupo, perda la parola per la paura (cfr. Virg., Ecl. IX, 53: vox quoque Moerim Iam fugit ipsa: lupi Moerim videre priores «anche la voce stessa ha fuggito Meri: i lupi hanno visto per primi Meri»).

Anche Leonardo da Vinci aveva usato questa espressione nello stesso significato, scrivendo:

ancora si dice il lupo avere potenza, col suo sguardo, di fare alli omini le voci rauche

Il significato di un’espressione latina come Non plus ultra

Il Non plus ultra indica il limite massimo che è possibile raggiungere.  Questa iscrizione, secondo la tradizione, era posta sulle colonne d’Ercole ed è divenuta nel tempo un motto proverbiale.

Sembra che da essa Carlo V avesse tratto il motto per una delle sue imprese (effigie iconografica che indicava una casata o una persona), in cui figuravano due colonne legate da una fascia con su scritto plus ultra.

Nel linguaggio comune, ancora oggi, l’espressione è usata come singolare maschile (il non plus ultra), per indicare anche ironicamente il limite estremo al quale è possibile arrivare.

Cosa significa Ad maiora e altre espressioni latine che usiamo in italiano

Cosa significa Qui pro quo

L’espressione latina che usiamo ancora in italiano quid pro quo, o più frequentemente qui pro quo significa propriamente “qualcosa al posto di qualcos’altro”.

Questa locuzione viene utilizzata nella lingua italiana e in altre lingue per indicare un fraintendimento, cioè lo scambio involontario di un’idea o una proposizione per un’altra. Secondo il dizionario Treccani l’espressione deriverebbe “probabilmente dal latino quid pro quo, titolo di una sezione che in alcune compilazioni farmaceutiche del tardo medioevo includeva i medicamenti che si potevano dare in luogo di altri”.

In inglese, invece, l’espressione quid pro quo è utilizzata, allontanandosi dal suo senso originario, per indicare uno scambio reciproco di beni o favori, là dove in italiano si userebbe do ut des.

L’espressione quid pro quo fu utilizzata anche  da Karl Marx ne Il Capitale per definire la trasformazione dei prodotti del lavoro in merce.

Do ut des, le espressioni latine giuridiche

Do ut des è una frase latina il cui significato letterale è “io do affinché tu dia” e il cui senso traslato è “scambiamoci queste cose in maniera ben definita”.

In un certo senso si può parlare di un riferimento a un contratto che viene siglato con l’accettazione dell’offerta da parte del secondo attore, che si impegna a consegnare quanto pattuito. Nel diritto privato i contratti di scambio sono appunto indicati come do ut des, in contrapposizione ad esempio a quelli do ut facias in cui il pagamento è a fronte di un’opera.

La frase oggi è usata anche nel senso comune di fare qualcosa solamente per un tornaconto diretto oppure per stigmatizzare uno scambio avvenuto tra due terze parti.

Quali altre espressioni latine che utilizziamo ancora in italiano ti vengono in mente? Faccelo sapere sulla nostra pagina Facebook!

 

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