E se incontro il “lupo cattivo”?

Siamo quasi alla fine di questo “viaggio” alla scoperta degli aspetti principali dell’attività fisica del trekking. Ne abbiamo conosciuto i benefici e abbiamo capito come ci si orienta sul sentiero.

Ma come comportarsi in caso di incontri con la fauna selvatica e in particolare con cinghiali, lupi ed orsi?

La fauna selvatica

Foto presa dal sito della Provincia di Sassari
Volpe – Foto dal sito della Provincia di Sassari

 

Il trekking è il miglior modo per allontanarsi dalla frenesia della vita quotidiana e immergersi in luoghi in cui il silenzio e la pace fanno da cornice.
Qui gli animali selvatici sono gli indiscussi padroni, vivendo in un delicato equilibrio conservativo, che comprende sia il più piccolo insetto che il grande orso.

 

La fauna selvatica, ovviamente, cambia da nazione a nazione. In Canada, per esempio, troviamo l’orso grizzly e l’alce; in Alaska troviamo l’orso bianco e il grizzly, l’alce e il lupo.
Ma quali sono gli animali che è possibile trovare in Italia e che possono rappresentare un pericolo per l’uomo se non ci si comporta in maniera adeguata?
È bene ricordare che i boschi e le montagne sono in primis la casa degli animali selvatici, e la natura e i suoi abitanti vanno trattati col massimo rispetto, evitando di infastidirli e di interferire nella loro vita quotidiana.
Se non si seguono alcune semplici regole, può succedere di essere attaccati da queste fantastiche creature, come è successo per esempio al ricercatore di funghi in Trentino.

Il cinghiale

Esemplare di cinghiale - Foto presa da http://www.ninin.liguria.it/fileadmin/archivio/ninin/immagini/cinghiali_01.jpg
Esemplare di cinghiale – Foto da http://www.ninin.liguria.it/fileadmin/archivio/ninin/immagini/cinghiali_01.jpg

 

L’incontro con questo splendido animale sta diventando sempre meno raro, rispetto al passato. La costante ricerca di cibo lo porta sempre più a risalire il corso dei fiumi e ad avvicinarsi ai centri urbani, dove, per ovvie ragioni, lo trova con facilità.
Il cinghiale è un animale dalla fisionomia molto tozza e con un folto mantello e lunghe setole (giarra) soprattutto sulle spalle, è molto agile e scattante e si arrampica con facilità sugli alberi. Non è un animale territoriale e può percorrere facilmente moltissimi chilometri alla ricerca di cibo.
È diventato famoso per i danni che riporta all’agricoltura, e la stampa, con gli articoli di cronaca, ha contribuito a creare una vera e propria psicosi.
Nonostante sia stato dipinto negli anni come un animale aggressivo, in realtà è un animale molto schivo e normalmente non costituisce pericolo per l’uomo. Se si ha la fortuna di incontrarlo nel bosco, tende ad attaccare solo se ferito o se non trova via di fuga.
In tal caso, è bene adottare la tecnica del torero, ovvero scansarsi all’ultimo momento. Abbiate cura di non rivolgergli mai le spalle. Dopo la prima carica, il cinghiale difficilmente ripete l’attacco.

 

Se incontrate un cinghiale con i propri cuccioli, allontanatevi senza destare il sospetto di voler attaccare la prole. Come qualsiasi specie, compresa quella umana, il cinghiale diventa molto protettivo se sente che i propri cuccioli sono in pericolo.
Se siete in compagnia di un cane, qualunque sia la razza, dovete trattenerlo e calmarlo. Le lunghe zanne del cinghiale affondano con facilità nell’addome del miglior amico dell’uomo.

Il lupo

Esemplare di lupo italiano - Foto presa da http://qn.quotidiano.net/lifestyle/2014/01/27/1016904/images/2625922-lupo5italy-li.JPG
Esemplare di lupo italiano – Foto da http://qn.quotidiano.net/lifestyle/2014/01/27/1016904/images/2625922-lupo5italy-li.JPG

 

Iniziamo col dire che il lupo è una specie protetta. In quanto tale, l’uccisione di un lupo da parte di un essere umano comporta l’arresto immediato o pesanti multe.
Al contrario del pensare comune, il lupo non è un animale aggressivo con l’uomo. Basti sapere che non si registrano uccisioni di esseri umani ad opera del lupo negli ultimi 188 anni in tutta Italia, al contrario dei cani che mordono dalle 50.000 alle 70.000 persone all’anno e che addirittura ne provocano la morte.
L’incontro con un lupo è un evento rarissimo. Si tratta infatti di un animale molto schivo. Nonostante ciò, essendo un animale selvatico, potrebbe comportarsi in maniera imprevedibile sentendosi in pericolo.

In caso di incontro, quindi:

  • non avvicinarsi assolutamente e accontentarsi di guardarlo, e magari fotografarlo, da lontano.
  • Evitare di spaventarlo e di urlare ed emettere rumori.
  • Una volta che si è allontanato, non bisogna mai seguirlo.
  • Se si assiste ad una scena di caccia, evitare assolutamente di intervenire a salvaguardia della preda. Per quanto a livello empatico si patteggi per quest’ultima, il lupo è un fattore di selezione naturale che è utile all’equilibrio ecologico.
  • Se incontrate il lupo mentre si sta cibando della sua preda, allontanatevi in silenzio ed evitate di disturbarlo.

 

Se il lupo non si mostra diffidente e non si allontana, o se addirittura diventa aggressivo:

  • bisogna impedire all’animale di avvicinarsi entro i 100 metri da noi, magari lanciandoli sassi o bastoni oppure facendo rumore.
  • Bisogna apparire al lupo più grandi. Agitare, quindi, le braccia.
  • Allontanarsi lentamente ma senza esitazioni e soprattutto senza mai tornare indietro.
  • Evitare di avere cani al seguito, e comunque portarli sempre al guinzaglio.
  • I rifiuti non devono essere abbandonati nell’ambiente, per evitare il richiamo di lupi o qualsiasi altro animale.

L’orso

Esemplare di Orso Marsicano nel Parco Nazionale d'Abruzzo - Foto presa da http://www.parcoabruzzo.it/fotoNews/1-orso2008_1.jpg
Esemplare di Orso Marsicano nel Parco Nazionale d’Abruzzo – Foto da http://www.parcoabruzzo.it/fotoNews/1-orso2008_1.jpg

 

In Italia, l’orso è un animale poco aggressivo e soprattutto è cauto e diffidente nei confronti dell’uomo. Preferisce evitarci e, se aggredisce, è perché si trova costretto.
Non si registrano aggressioni mortali ai danni dell’uomo negli ultimi 150 anni.
In caso di incontro con questo magnifico animale a una distanza uguale o superiore ai 100 metri:

  • bisogna allontanarsi.
  • Se è necessario proseguire, evitare il contatto facendo una ampia deviazione.
  • Se non ci ha notato, è bene allontanarsi lentamente e facendo meno rumore possibile. Successivamente, fare molto rumore per evitare altri incontri.
  • Se l’animale, invece, ci ha visto cominciare a parlare lentamente e con calma (qualsiasi cosa va bene, non è importante che ciò che diciamo abbia un senso logico) e contemporaneamente allontanarsi lentamente, tenendo d’occhio l’animale senza mai fissarlo negli occhi. Tutto ciò serve per far capire all’orso che siamo umani, non rappresentiamo un pericolo per lui e che sappiamo anche difenderci.

 

Se l’orso è invece a breve distanza, sotto i 100 metri:

  • evitare di gridare e di fare movimenti bruschi, per evitare di spaventarlo.
  • Assolutamente vietato lanciargli addosso sassi o bastoni, oppure assumere atteggiamenti minacciosi. L’ importante è far capire all’animale che non rappresentiamo un pericolo e che lo lasciamo padrone del suo territorio e contemporaneamente che non siamo una preda.
  • Parlare ad alta voce, evitando di gridare. Anche in questo caso, non ha importanza che ciò che diciamo abbia senso logico.
  • Se l’orso si alza in piedi, vuol dire che sta annusando l’aria e cercando di identificarci. Non è un segnale di aggressività.
  • Tornare indietro molto lentamente, senza correre. Infatti la corsa può risvegliare l’istinto predatorio dell’orso.

 

Nel caso in cui l’orso attacchi, è utile premettere che sono quasi sempre atti dimostrativi che servono a dimostrare la loro forza.
Per salvarci la vita, possiamo stenderci a terra, fingendoci morti, a pancia in giù per proteggere l’addome e gli organi vitali e coprendo la nuca con le mani e le gambe unite, evitando di dimenarci. Tutto ciò solo e soltanto se l’orso è molto vicino o se si sta avvicinando. Una volta che l’orso si è allontanato, bisogna aspettare qualche minuto prima di rialzarsi.

 

Se incontriamo dei cuccioli, è bene tenere a mente che mamma orsa non lascia mai da sola la propria prole, quindi è sicuramente nei paraggi. È bene quindi allontanarsi molto lentamente ed evitare di lasciare cibo avanzi di cibo in giro. Gli orsi si abituano molto facilmente alle fonti di foraggiamento.

Cosa non fare a contatto con la fauna selvatica

La fauna italiana è definita dalla legge n. 157/1992 come “patrimonio indisponibile dello Stato”. Ciò significa che gli animali selvatici sono un bene di tutti, ergo non possono essere trattenuti da privati.
L’habitat ideale di un animale selvatico è la natura, dove ha il diritto di nascere, vivere e morire. La morte di un piccolo animale diventa automaticamente vita per un predatore, creando così quel delicato equilibrio ecologico che governa il mondo animale.

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