Ebook, non solo questione di IVA

Ebook, non solo questione di IVA (6)

“Say no to ebook discrimination”, recita così la home page di Un libro è un libro, la campagna promossa dall’Associazione italiana editori in favore del libro digitale. Il punto della questione è la differenza di IVA tra libro cartaceo ed ebook. Infatti, mentre il libro tradizionale ha l’IVA al 4%, la versione digitale subisce una tassazione del 22%, equiparata a quella degli altri prodotti digitali.

Lo scopo della campagna dell’AIE è quello di dimostrare che, indipendentemente dal tipo di supporto, i libri sono portatori di conoscenza, e che la versione tecnologica del libro potrebbe essere lo strumento con il quale favorire la lettura in Italia, dato che il nostro Paese è al penultimo posto in Europa per indice di lettura.

La direttiva europea in materia di IVA

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Ed è proprio l’Europa in effetti il principale ostacolo all’abbassamento e all’equiparazione dell’IVA, o almeno così sembrerebbe. L’UE infatti sovrintende a questa imposta, affinché venga applicata in modo omogeneo in tutti i Paesi. Secondo la direttiva comunitaria in materia di IVA del 2006, gli ebook vengono di fatto considerati come strumenti tecnologici e non come strumenti di cultura.

Stando al rapporto sullo stato dell’editoria in Italia nel 2014,

continua a crescere il mercato digitale, sia in termini di titoli disponibili (le nuove uscite, nel 2013, sono 30.382 pari a 40.800 manifestazioni, ossia i diversi formati di pubblicazione dei titoli, ulteriormente in crescita nel 2014), sia di peso sul mercato (3% nel 2013). Tanti ebook scaricati e letti, che però producono fatturati ancora modesti: non si arriva a 40 milioni di euro e con un’Iva al 22%, che limita le potenzialità di crescita del segmento editoriale digitale. È necessaria una svolta, uno spiraglio per dare una prospettiva nuova a tutto il settore.

Sebbene già altri Paesi, come Francia e Lussemburgo, abbiano abbassato la tassazione sul digitale, indipendentemente dal parere sfavorevole dell’Europa, in Italia si continua su una posizione “attendista”, e mentre si aspettano le decisioni dell’UE, si continua ad incassare il 22% di IVA. Il che, in un periodo di crisi, può probabilmente fare comodo. La miopia di questa posizione sta però nel non considerare che proprio il mercato degli ebook potrebbe essere il futuro dell’editoria e che una minore tassazione potrebbe portare benessere agli operatori del settore, ai lettori, ma in ultima analisi anche allo Stato.

Cosa rende l’ebook diverso dal cartaceo?

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Guardando alla natura materiale del libro digitale, effettivamente bisogna prendere atto del fatto che acquistare un ebook non esattamente come acquistare un libro cartaceo. Infatti, mentre si acquista la proprietà del libro cartaceo e quindi è possibile leggerlo, venderlo, regalarlo, del libro digitale si acquista in genere solo una licenza d’uso. Tecnicamente il libro digitale è un file, spesso protetto, che si può leggere sul dispositivo sul quale si è scaricato, ma senza poterlo cedere, scambiare, prestare.

A livello di contenuto tuttavia, “una storia è una storia”, indipendentemente dal tipo di supporto. E se il tempo che trascorriamo maneggiando smartphone e tablet cresce sempre di più, è necessario poter intercettare lettori e non lettori attraverso i device che utilizzano maggiormente per aumentare gli indici di lettura e dunque le vendite.

La rivoluzione dell’ebook

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“Metal movable text” di Metal_movable_type.jpg: Willi Heidelbachderivative work: Daniel. (talk) – Metal_movable_type.jpg. Creative Commons Attribution 2.5 – Wikimedia Commons

 

Se il passaggio dal manoscritto al libro stampato ha segnato tra Quattro e Cinquecento una delle grandi rivoluzioni nella storia culturale dell’uomo, altrettanto vasta sembra essere la portata innovativa del libro digitale.
La stampa a caratteri mobili, dando vita a un libro riproducibile identico (o quasi) in centinaia di copie, diede un primo importante input alla cultura, permettendo una diffusione dei testi mai conosciuta prima di allora. Sebbene non fosse un sistema di riproduzione totalmente democratico, dato che la carta aveva ancora dei costi piuttosto alti e dunque una copia di un libro continuava ad avere un prezzo non accessibile a tutti, il libro stampato ebbe il merito di permettere una diffusione della cultura molto più ampia di quella fino ad allora consentita dal manoscritto. Allo stesso modo, l’ebook potrebbe tendere verso una democratizzazione sempre più ampia del sapere, con prezzi più contenuti e soprattutto con la possibilità di raggiungere facilmente attraverso il web copie di testi ovunque queste siano state prodotte e diffuse nel mondo.

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Anche la pubblicazione del libro in senso stretto è cambiata nel tempo: se con la stampa era necessario consegnare al tipografo un testo definitivo prima di procedere all’impressione, con il manoscritto i testi cominciavano già a circolare attraverso le bozze diffuse dagli autori, magari inviate a qualche amico come anteprima e poi sfuggite al controllo diretto dell’autore. Con la stampa è tuttora necessario mettere un punto fermo allo stato di elaborazione del testo per poterlo pubblicare, mentre con l’ebook si torna potenzialmente a un genere di pubblicazione in divenire. Il libro, oltre a trasformarsi in ipertesto, si apre alla possibilità di collaborazione attiva del lettore, diventando un’opera “aperta”. Fino all’evoluzione dell’ePub che, rendendo il libro interattivo e multimediale, restituisce al lettore tutti i suoi sensi (ad eccezione forse dell’olfatto), riportandolo in una dimensione esperienziale totale, diversa da quella dell’uomo tipografico, che secondo Marshall McLuhan era caratterizzato dal prevalere del senso della vista. (Fonte: L’editoria italiana nell’era digitale, a cura di Claudio Marazzini)

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Al tempo stesso, di pari passo con le modalità di pubblicazione, si sono modificate, infatti, anche quelle di fruizione. E la lettura ha subito conseguentemente cambiamenti. Dalla lettura ad alta voce, tipica dei manoscritti, che si leggevano spesso in pubblico, attraverso veri e propri appuntamenti di lettura, l’uomo è passato alla lettura silenziosa del libro stampato. Ognuno possiede la propria copia e può leggerla nel privato del suo studio, della sua camera da letto, del suo posto in treno.
Oggi, grazie all’ebook, l’esperienza di lettura torna ad essere una esperienza condivisa, entrando in comunità virtuali di lettori, che permettono di conoscere le ultime novità, leggere recensioni, scambiare opinioni, aprire discussioni. E naturalmente non si contano anche i gruppi di lettori incalliti su social network come Facebook.
Il campo di discussione sull’ebook, insomma, è già vastissimo e non relegabile solo al problema dell’IVA. Il libro digitale apre moltissime nuove questioni per gli studiosi e moltissime nuove possibilità, ad esempio con progetti di biblioteche digitali collettive come quello del Progetto Gutenberg o con le massicce operazioni di digitalizzazione offerte da moltissime biblioteche in tutto il mondo.

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