Fare shopping: i 7 tipi di cliente più comuni

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Lo shopping è uguale in tutto il mondo? Cioè, fare shopping a Londra, acquisti a Milano o compere a New York è la stessa cosa? E lo shopping di Natale è uguale ai saldi estivi?

Sicuramente no: come per tutto il resto, ogni luogo ha le sue abitudini, i suoi orari e, anche, un modo diverso di approcciarsi all’acquisto.

Inoltre, a meno che tu non sia in grado di fare shopping in inglese, meglio rimanere dalle nostre parti.

Fare shopping online o nel negozio di quartiere?

Starai pensando: “Beh, posso fare shopping online e acquistare in tutto il mondo!” Vero, ma credo ci sia un fattore umano indispensabile alle transizioni beni-servizi: la socializzazione cliente-addetto alle vendite.

Rapporto misterioso, dai contorni sfumati. Come ci vedono i commessi dei negozi? Che tipo di cliente siamo? Quando lo shopping compulsivo ti prende, dove vai? Per caso ti capita di sognare di fare shopping? Ami tutte le parole con shopping dentro, come shopping bag, shopping cart e shopping room? Hai programmato una shopping night in uno shopping club?

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Chi ha visto Clerks (Commessi, appunto), opera prima di  Kevin Smith del 1994, conosce più umanamente la giornata e le peripezie quotidiane degli addetti alle vendite.

Un film low budget, girato interamente (guarda caso) in bianco e nero. Come vengono visti i clienti da questi ragazzi? Ecco, se non lo avete visto, non iniziate prima di aver finito di leggere l’articolo!

 

Quindi, per una volta, spezziamo una lancia in favore di chi ci accoglie col sorriso quando lo shopping online non ci basta più e abbiamo proprio bisogno del costume da bagno all’ultimo grido, preferibilmente in saldo, disponibile in tutte le taglie e colori.

Perché sarà pure vero che il lavoro nobilita l’uomo, ma la pazienza è la virtù dei forti, che non sono tanti e, probabilmente, non lavorano nella vendita al dettaglio e non servono panini. Credo.

Questa è una lista scherzosa sui tratti che ogni persona incarna quando si trasforma in una variabile pericolosa: il cliente. Ti riconosci in qualcuna di queste figure?

L’osservatrice

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Una tipologia un po’ particolare: l’osservatrice non è una vera cliente, lei osserva (appunto). Passa in rassegna tutta la merce esposta in vetrina occupando il suo pomeriggio libero o l’eterna attesa dell’autobus di provincia. Scruta, confronta, valuta, entra.

Stessa procedura anche all’interno: l’osservatrice soppesa, odora i materiali, mette all’orecchio la pochette sperando misticamente che le parli, fotografa minuziosamente ogni angolo, centimetro, cucitura e sfumatura del prodotto che ha in mano.

E poi va via. Missione compiuta, osservazione conclusa.

PRO: Eh?

CONTRO: Se non hai tanta voglia di lavorare, è la cliente perfetta!

 

La fantasiosa

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Il cliente (o la cliente) fantasioso ha perfettamente in mente il capo di abbigliamento o l’oggetto da acquistare. Solo che questo… non esiste!

In pratica è una roba tipo: “Vorrei quel maglione blu, ma arancione a righe verdi”, oppure “Mi fa provare quel sandalo? Però col tacco più basso e il cinturino dorato”. Insomma, il cliente fantasioso più che un acquirente è un creativo, uno spirito libero limitato dalle strette, misere vetrine degli showroom. Uno shopper con tanta fantasia.

PRO: Una persona tanto fantasiosa sarà anche flessibile, giusto?

CONTRO: Preparati a rimettere a posto tutta la merce in negozio…

 

La frettolosa

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La vita è frenetica, lo shopping donna. Quando il tempo è poco gli acquisti si fanno in modalità flash: entra trafelata superando la soglia d’ingresso con un balzo olimpionico, afferra un paio di pezzi al volo e via, di corsa verso al cassa più vicina. Non importa se il prodotto sia in saldo, un nuovo arrivo o uno scarto di magazzino: lo vuole e ha fretta.

PRO: Vendita super, super rapida.

CONTRO: Cambio quasi assicurato.

 

Il contrattatore

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Non è affatto una questione di prezzo! O meglio, lo è sempre: al contrattatore seriale non importa di risparmiare, non gli importa di pagare un prodotto realizzato a basso costo in un paese dell’est e rivenduto a 200 volte il suo valore in Italia. Gli importa di spuntarla, spuntare un prezzo migliore, abbattere l’iva, scontare il saldo, insomma: pagare meno del prezzo imposto.

Gadget, discussioni, buoni e offerte non gli interessano: pagare meno, pagare meno, pagare meno. Punto.

Il contrattatore seriale sfodera le sue affilate armi nella pugna del prezzo: “In un altro negozio l’ho visto alla metà”. Può fare di meglio: “Dai che ti mando qui anche mio cugino, io poi ho tre figlie femmine, sai quanto comprano quelle?”.

Sì, venderebbe anche la sua famiglia per uno sconto.

PRO: Ce ne sono? Forse se ha una famiglia abbastanza numerosa.

CONTRO: Allenati molto e resisti con coraggio se non vuoi cedere la tua azienda per un piatto di lenticchie.

 

Il simpatico

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Che sia una giornata uggiosa d’autunno o un caliente pomeriggio di agosto, iniziare la giornata con un gran sorriso non può che fare bene!

Migliorare l’umore col cliente simpatico è una delle variabili più sane e gradite che un addetto alle vendite possa incontrare.

Modi gentili, spiritoso, con la battuta facile. Hip Hip Hurrà per il cliente simpatico!

PRO: Già detto tutto qui sopra.

CONTRO: Rischi di perderti in aneddoti e storielle, ricorda che stai lì per lavorare!

L’indeciso

Riassunto:

“Sì, questa felpa mi piace… però forse è troppo casual… Magari meglio questa camicia a righine blu sottili, sottili che fa tanto dirigente. 

Ma se poi coi jeans scuri non sta bene? Forse sarebbe meglio comprare dei jeans. Certo, ma poi le scarpe? Mi faccia vedere qualche mocassino con la suola, anzi no, meglio uno tubolare con i lacci. Ma poi non ci sta con la felpa col cappuccio… Faccio, così, ci penso, nel caso passo”.

Il tecnologico

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L’ha puntato quel modello di scarpa, per questo entra deciso col passo fermo, degno di una star del Far West.

L’ha visto su internet, ha valutato i costi con l’aggiunta della spedizione e ha deciso di comprarlo in negozio.

Ha le idee chiare, lui. Gli altri della sua rete sociale, meno: il cliente tecnologico è solitamente under 30 super informato sulle tendenze e le novità, non solo del fashion; calzato l’oggetto desiderato, il whatzappomane non si guarda allo specchio, scatta una foto ai suoi piedi e la invia al gruppo di messaggistica istantanea appena creato. O, peggio, la posta su un social network, delegando alla risposta delle masse la scelta del colore.

Contro: Non tutti sono sempre liberi di rispondere al momento dell’acquisto e l’operazione può durare ore.

Pro: Le tue scarpe piaceranno a tutti, già lo sai. Non è mica poco, no? E poi, la necessità dell’approvazione del branco produrrà un inaspettato effetto: il posto in cui lavori riceverà pubblicità a costo zero!

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