Giorgio Moroder, il ritorno del re della musica elettronica

Moroder

Quanto possono essere straordinarie alcune vite, soprattutto quando si parla di una vita, o meglio di una carriera nella quale si intrecciano esperienze e incontri che segnano inevitabilmente l’esistenza di  grandi artisti?

In questo caso parliamo di Giorgio Moroder, eccellenza italiana d’esportazione nel campo della musica elettronica, un musicista eclettico dotato di grande talento, riconosciuto a livello mondiale, che non solo ha lavorato con alcuni dei più grandi interpreti della musica internazionale, ma che alla veneranda età di 75 anni torna con un nuovo album a distanza di 30 anni dal suo ultimo lavoro discografico personale.

Chi è Giorgio Moroder

Giorgio Moroder si potrebbe definire un figlio d’arte nel senso più ampio del termine visto che nella sua famiglia sono rappresentate più o meno tutte le arti, dalla scultura alla scrittura passando per la pittura. Questo gli ha permesso di avere una formazione artistica non solo scolastica, ma sostanzialmente da autodidatta.

La svolta della sua carriera musicale avviene nel 1972, quando diventa proprietario di uno studio di registrazione a Monaco di Baviera, l’Arabella House, poi diventato famoso col nome di Musicland studios.

Dalla metà degli anni ’70 inizia a collaborare con diversi artisti, tra i quali Donna Summer per la quale scrive e produce il brano I feel love. Parallelamente porta avanti  il suo lavoro di ricerca e sperimentazione musicale, che gli permette di sviluppare arrangiamenti nuovi e molto accattivanti per l’epoca, che incontrano il parere più che positivo di diversi artisti tra i quali Brian Eno e David Bowie.

Proprio per questo viene da molti addetti ai lavori considerato il vero fautore della disco music oltre che re indiscusso della musica eletronica.

Nel 1978 scrive il brano The Chase, tratto dalla colonna sonora del film Fuga di mezzanotte, che gli è valso il suo primo Oscar ricevuto durante l’anno seguente; nello stesso periodo collabora anche alla colonna sonora del film Grazie a Dio è Venerdì, che si aggiudicherà l’Oscar alla migliore canzone, Last Dance, cantata nel film da Donna Summer.

I grandi successi degli anni ’80

Negli anni ’80 la fama e la carriera di Giorgio Moroder sono in continua ascesa. Sono sue, infatti, le colonne sonore di alcuni dei film più importanti del decennio, Top Gun, Flashdance e La storia infinita, solo per citarne alcuni, ma tante sono anche le collaborazioni con grandi interpreti come Freddie Mercury per il suo album solista Mr Bad Guy, e in particolare per il brano Love Kills, che Moroder volle inserire nella colonna sonora di una riedizione, fatta proprio da Moroder nel 1984, dello storico film di Fritz Lang Metropolis.

Non ci sono però solo colonne sonore e arrangiamenti all’avanguardia nella produzione musicale del musicista trentino.

Tra gli anni ’80 e ’90, infatti Moroder compone i temi musicali portanti di grandi eventi sportivi, come le Olimpiadi di Los Angeles e Seoul, rispettivamente del 1984 e 1988. Ma è per la sua nazione d’origine che Moroder scrive una delle pagine migliori della sua decennale carriera: nel 1990 compone il brano To be number one che viene scelto come inno ufficiale dei Mondiali di calcio Fifa Italia 1990.

Il brano, che nella versione italiana divenne Un’estate italiana, scritto e interpretato dal duo Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, è uno dei pochi brani scritti per una manifestazione sportiva ad essere noto ancora oggi, nonostante il risultato ottenuto dalla nazionale italiana di calcio nel suddetto mondiale, oltre ad essere per così dire rievocato ad ogni competizione mondiale ed europea che vede impegnata gli azzurri.

 

 

Le collaborazioni più recenti e il nuovo album

La carriera di Moroder, sebbene un po’ meno attiva negli ultimi anni, non è stata avara di soddisfazioni, almeno sul piano strettamente personale.

Nel 2005 Giorgio viene nominato commendatore dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, un giusto riconoscimento ad un artista che col suo talento ha dato lustro all’Italia; cinque anni più tardi la Provincia autonoma di Bolzano gli conferisce il  Grande Ordine di merito.

Ma è il 2013 che segna la tappa iniziale del suo ritorno sulle scene. In quello stesso anno, infatti, il gruppo francese dei Daft Punk lo chiama per collaborare con loro all’album campione di vendite Random Access Memory, dalla collaborazione nasce il brano Giorgio By Moroder nel quale Moroder racconta in musica se stesso.

Nel 2014 si riaffaccia temporaneamente alla ribalta musicale proponendo in occasione dei Mondiali di calcio in Brasile una versione remixata del brano Un’estate italiana.

 

 

Gli anni si sa passano per tutti ma Moroder nonostante abbia tagliato il traguardo dei 75, ha ancora, per sua stessa ammissione, l’entusiasmo degli esordi, al punto da dare alle stampe in questi giorni il suo nuovo lavoro discografico intitolato Deja Vù. Un album che arriva a 30 anni di distanza dall’ultima sua produzione personale e che vanta prestigiose collaborazioni con artisti del calibro di Britney Spears, Kylie Minogue e tanti altri.

L’album è stato anticipato nei mesi scorsi da tre brani: il primo, dal titolo 74 Is the New 24, è stato pubblicato lo scorso novembre, seguito da Right Here, Right Now, brano realizzato con la partecipazione vocale di Kylie Minogue, uscito a gennaio di quest’anno. Il terzo singolo è la title track dell’album, Déjà vu, che vede la partecipazione vocale della cantante australiana Sia, uscito ad aprile.

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