Il crowdfunding assistito di innamoratidellacultura.it

Il crowdfunding assistito di innamoratidellacultura.it

Come promesso in un precedente post parliamo oggi della piattaforma di crowdfunding reward based innamoratidellacultura.it.

Nata come startup nell’incubatore I3P del Politecnico di Torino, fa ora parte dell’acceleratore “Nuovi Rinascimenti” di Torino, un hub dedicato alle imprese sociali.

Durante una chiacchierata telefonica, Emanuela Negro-Ferrero – insieme a Lorenzo Pennacchioni una delle ideatrici e attualmente CEO di innamoratidellacultura.it – ci ha raccontato la genesi e le particolarità di questa piattaforma.

Emanuela proviene dal mondo del marketing e del fundraising legato soprattutto a progetti culturali; prendendo atto della sempre minore capacità e volontà dello Stato di finanziare la cultura, delle difficoltà di coinvolgere le aziende e del nascente fenomeno del crowdfunding ha deciso di creare, insieme a Lorenzo, una piattaforma per permettere che progetti piccoli e grandi legati al mondo della cultura – in particolare arte, spettacolo e restauro – potessero trovare fondi e partnership.

Apparentemente il sistema è quello classico di altre piattaforme: chiunque può inserire un progetto (solo nella fase di test è stata effettuata una selezione), esiste la possibilità di scegliere tra una soluzione “tutto o niente” (prelievo effettivo solo al raggiungimento della cifra obbiettivo, con una commissione del 7% +iva) o “flessibile” (si riscuote comunque la cifra raccolta, con una commissione che varia dal 7 all’11% + iva a seconda che sia stato o meno raggiunto l’obbiettivo, secondo quanto riferito da Emanuela), sono previste ricompense per i donatori.

innamoratidellacultura.it
PublicDomainPictures / Pixabay

 

Il “crowdfunding assistito”

In realtà il modello è più complesso e potremo parlare di [inlinetweet prefix=”null” tweeter=”null” suffix=”#crowdfunding”]“crowdfunding assistito”; il progettista può scegliere di affidarsi al team di innamoratidellacultura.it per farsi assistere, guidare e affiancare nella progettazione e gestione della campagna.[/inlinetweet] Può, per esempio, usufruire di una consulenza one-to-one via skype con un professionista (con una tariffa oraria) oppure partecipare a dei corsi pratici e gruppi di lavoro tenuti da crowdfunding manager. Questo per ovviare a una criticità di cui ho parlato nel post “Progettare una campagna di crowdfunding in modo consapevole” il progettista spesso sottovaluta la complessità e lo sforzo necessario per mettere in piedi e condurre in porto una campagna.

Esiste anche un livello superiore di coinvolgimento della piattaforma nel rapporto con il creatore di un progetto: una campagna progettata insieme, con un attività di co-marketing e fundraising. Emanuela parla giustamente del [inlinetweet prefix=”null” tweeter=”null” suffix=”#crowdfunding”]crowdfunding come di un ottimo veicolo promozionale per le aziende[/inlinetweet], che possono “sfruttare” la componente social e virale di una campagna per promuovere il loro brand, associandolo a progetti culturali. Se si vuole, un’evoluzione del meccanismo che da anni le aziende usano, per esempio, per finanziare il restauro di opere d’arte.

Il settore del crowdfunding è ancora giovane, in continua trasformazione. Emanuela sta già pensando ai passi successivi da compiere: evoluzione della piattaforma, nuovi strumenti in grado di aiutare i progettisti, nuovi modelli di business da esplorare.

La piattaforma ha raccolto in un anno circa 80.000 euro, con una media di 8.000 euro donati per progetto e di 80 euro donati per singolo finanziatore: quest’ultimo dato indica una maggiore capacità finanziaria dell’utente medio rispetto ad altre piattaforme.

Tra i progetti finanziati segnaliamo tre progetti molto diversi tra loro; “Il Mistero di Anne D’Alençon. I luoghi della Marchesa del Monferrato”, una ricerca storica volta ad approfondire e forse ritrovare le tracce della marchesa discendente di Filippo III il bello, “Gipo, lo zingaro di barriera” finalizzato alla realizzazione di un film documentario sullo chansonnier piemontese e “Tra Ponente e Levante. Avventure di mare”, progetto per un film dedicato a una comunità marinara ligure.

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