Il debutto per The Hangovers, tra cambiamento e leggerezza [INTERVISTA]

Il debutto per The Hangovers, tra cambiamento e leggerezza

L’estate si è conclusa, eppure sarà certo rimasta ancora nel cuore di molti. Prima che iniziasse, la  party band bolognese The Hangovers si era raccontata al Pinguino con un’intervista in occasione del singolo Qui da me. Un brano davvero molto estivo che annunciava il loro primo lavoro.

Con l’uscita del loro album di debutto Different Plots (per Unhip Records) ci sono motivi validissimi per risentirli ancora! I brani sono tutti molto freschi e leggeri, anche quando venati da una sottile malinconia. Non per questo però bisogna sottovalutare la profondità e la preparazione dietro questo lavoro: ascoltandolo, salirà spesso e sicuramente una piacevole eco di tanti brani del classic rock del passato. I temi sono quelli della vita di tutti: dall’amore agli errori, ai successi, ai fallimenti. Affrontati con i propri pregi e difetti, alle volte con cinismo, sicuramente senza drammi.

The Hangovers sono: Victor M. de Jonge (voce e chitarra), Tristan Vancini (basso e voce), Filippo Face de Fazio (chitarra e voce) e Michele Mantuano (percussioni e voce).

Cosa racconteranno al Pinguino questa volta?

Ci troviamo di nuovo, questa volta per un’altra occasione importante, quella del vostro primo disco. Dev’essere una bella emozione: come la state vivendo?

Siamo molto carichi, come sempre d’altronde. Volevamo uscire prima dell’estate ma non ci siamo riusciti (quindi sono stati soprattutto mesi di attesa), ma finalmente ci siamo! Questa settimana andiamo a ritirare le copie fisiche dei CD e quindi pronti a festeggiare con noi con un buon frizzantino in mano!

Different Plots è una canzone sul cambiamento, ma da cosa nasce e come mai l’avete scelta come titolo per il vostro album?

Different Plots nasce dal cuore agrodolce di Michele. Come dici giustamente tu il pezzo parla di cambiamento, parla di ripartire da te stesso guardando con malinconia l’esperienza appena finita, ma con positività a quello che ci attenderà in futuro. Alla fine il titolo ha anche vinto il ballottaggio come nome per l’album, la canzone ci piace molto ed è una delle poche canzoni calme e riflessive che abbiamo, meritava qualcosa di più.

Il debutto per The Hangovers, tra cambiamento e leggerezza

Se doveste scegliere un pezzo (oltre a Qui da Me) da consigliare al vostro pubblico, quale sarebbe?

Parlo a titolo personale perché abbiamo tutti gusti ed opinioni diverse, io dico Un anno fa e I’m all right. Un anno fa è incalzante e ha un ottimo ritornello, I’m all right è più rock n’roll e mi piace il “tiro” che ha.

Il debutto per The Hangovers, tra cambiamento e leggerezza (2)

Alcuni brani affrontano momenti anche delicati e dolorosi della vita, eppure la musica continua a comunicare una certa sensazione di leggerezza. È una cifra stilistica, il genere di musica che suonate, un approccio pure personale, o c’è un’altra spiegazione ancora?

Penso che la vita debba essere affrontata con una giusta dose di leggerezza, molti non hanno ancora capito che la vita scorre molto in fretta e che molto probabilmente è una sola: io non ho voglia di passarla piangendo, con l’ansia o con la paura addosso. La vita è fatta di momenti difficili e terribili che si alternano ad altri fatti di gioia e felicità: ognuno di noi deve gestire se stesso e i propri fantasmi, noi lo facciamo con la positività di chi sa che c’è sempre una luce in fondo al tunnel.

Il debutto per The Hangovers, tra cambiamento e leggerezza (2)

Cosa vorreste assolutamente dire di questo vostro ultimo lavoro?

Non vogliamo dire niente di particolare, raccontiamo le nostre esperienze e le nostre emozioni, amiamo la musica e quello che ascolterete è il risultato di quattro amici che hanno una bellissima passione e che hanno voglia di condividerla con voi.

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