L’alluvione di Genova e le reti di risposta all’emergenza [INTERVISTA]

Negli ultimi giorni a Genova si è assistito all’ennesima esondazione di un fiume, con conseguente inondazione della città. Ingenti danni si vanno a sommare a quelli che avevano già devastato il capoluogo ligure nel vicino 2011, causando anche sei morti.

Almeno il 50% del territorio italiano è a rischio idrogeologico secondo i dati della protezione civile, che sembra negli ultimi anni sempre rincorrere queste emergenze anziché fermarle a monte.

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Reti di solidarietà nel territorio

Tuttavia, come spesso accade dopo terremoti ed emergenze naturali, si è attivata una incredibile rete di solidarietà nel territorio che ha portato gente comune, i cosidetti “Angeli del fango” a sporcarsi letteralmente le mani e a spalare tonnellate di detriti dalle strade, liberando accessi, garage, seminterrati.

 

Non è mancata, poi, nel caso dell’alluvione di Genova, la solidarietà di categorie come quella dei tassisti, che hanno effettuato corse gratis per soccorrere i feriti o trasferire i più bisognosi di aiuto da un posto all’altro della città.

 

Ma è sulle reti sociali che la risposta della cittadinanza attiva si è fatta sentire anche a Genova ed in particolare con l’associazione #opengenova attiva da qualche anno sul territorio.

 

Abbiamo parlato con Enrico Alletto, che da buon ingegnere informatico promuove il suo lavoro sul web, ma che in particolare traccia l’evoluzione dell’associazione #opengenova e si inserisce in un movimento nazionale ed internazionale, quello degli Open Data, ovvero dati sensibili della pubblica amministrazione resi facilmente consultabili su reti open source in qualità di mappe, documenti revisionabili, pdf , fogli Excel.

Innanzitutto Enrico in quanti siete nell’associazione attivi attualmente nell’emergenza dell’alluvione a Genova?

Siamo circa una decina, tutti attivi sia sul sito con scambio di informazioni, tweet, mappe, indicazioni di assistenza, ma anche nella vita reale a spalare il fango nelle strade.

Quanto sentite di essere utili in questa situazione di emergenza?

In realtà la fotomappatura di Genova nasce proprio da un senso di impotenza nel non poter fare di più per il territorio, per cui abbiamo messo a disposizione Instagram fotografici dei punti sensibili di offerta di aiuto alla cittadinanza e di presidio per Genova.

Cosa è di preciso questa fotomappatura?

È una mappa condivisa, creata con il contributo di tutti i cittadini. Questo è il nuovo progetto di Open Genova, per documentare le conseguenze dell’alluvione e fornire un nuovo strumento per fa sì che non accada più.

 

È una mappa Wiki, riunisce tutte le immagini condivise su Instagram con l’hashtag #alluvionegenova2014 e vuole essere uno strumento nuovo per documentare, aiutare e intervenire. Intervenire oggi per ripulire, ma domani per farlo in modo strutturale.

Cattura

Chi può scrivere sul wiki?

Per realizzarla abbiamo bisogno del contributo di tutti, dai negozianti ai cittadini, alle associazioni di categoria.

 

Tutti insieme, per realizzare qualcosa che non si è mai visto, per mettere i social network al servizio della cittadinanza.

 

Stiamo cercando di coinvolgere il maggior numero di persone possibile, chiediamo l’intervento di tutti, dai Gruppi Facebook, ai semplici utenti social, perché in questo caso è proprio il numero che fa la differenza e più saranno le fotografie condivise, migliore sarà la mappa.

 

Tutti possono partecipare e chiediamo a tutti di farlo. Basta scattare una foto, condividerla su Instagram con l’hashtag #alluvionegenova2014 e, cosa fondamentale, abilitare l’opzione “Aggiungi alla mappa foto”- sono le coordinate che vengono utilizzate per posizionare la foto sulla mappa.

 

 

Grazie ad Enrico Alletto e a tutto  lo staff di Open Genova, un fraterno abbraccio a tutti i genovesi che in queste ore stanno soffrendo.

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