Maurizio Pignotti, fotografo paesaggista in notturna [INTERVISTA]

Abbiamo l’onore di ospitare Maurizio Pignotti, fotografo marchigiano annoverato tra gli otto migliori fotografi al mondo.

Le fotografie di Maurizio Pignotti sono state pubblicate su giornali di prestigio come National Geographic, Natur (rivista specializzata tedesca), The Huffington Post UK, Daily Express e Telegraph.

Foto di Maurizio Pignotti
Foto di Maurizio Pignotti

I suoi scatti colpiscono per il gran gusto compositivo. Come nasce l’idea? Sono ispirazioni del momento o c’è un lavoro di preparazione e ricerca del soggetto desiderato?

Normalmente ho in mente un progetto ben preciso, che tendo a costruirmi già nella mia testa, poi in base alle circostanze posso anche improvvisare e dare spazio all’estro e alla fantasia, ma parto sempre con un progetto ben delineato.

Lei scatta principalmente paesaggi notturni, che richiedono tanta pazienza e forza d’animo e, spesso e volentieri, anche la sopportazione delle avverse condizioni meteo. Per eseguire questo tipo di scatti, quanta importanza riveste l’attrezzatura usata? E quanta, invece, l’occhio del fotografo?

L’attrezzatura è innegabile che sia importante, ma “saper vedere” una determinata scena può fare la differenza, quindi il proprio senso artistico più è marcato e maggiormente aiuta. In ultimo, e non per minor importanza, la padronanza dei meccanismi della post produzione. 

Nella fotografia notturna è molto importante la post produzione, quindi bisogna conoscere e saper usare bene i software a disposizione.

Foto di Maurizio Pignotti
Foto di Maurizio Pignotti

 

Sul suo sito è possibile leggere alcuni resoconti dei suoi lavori migliori. Personalmente ho particolarmente apprezzato “Notturna ai Laghi di Pilato” nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini e “Il mio Pollino”. Leggendo i suoi articoli, si può notare come queste uscite fotografiche richiedano, tra le altre cose, grande sforzo fisico e mentale: lei si avventura nella natura selvaggia in solitaria, trasportando strumentazione e viveri. Cosa può consigliare a chi vuole vivere la stessa tipologia di avventura fotografica?

Queste mie avventure in solitaria sono la valvola di sfogo di tutta la mia passione per la fotografia paesaggistica, in particolare modo notturna. Vivere il paesaggio incontaminato completamente soli, amplifica ogni emozione, tutto questo mi consente di trasportarle nelle mie foto cercando di rapire lo spettatore.

Bisogna però fare molta attenzione, chi vuole fare una cosa del genere non può lasciare nulla al caso: essere da soli vuol dire anche pericolo e spirito di sopravvivenza, quindi preparazione fisica e psicologica, attrezzatura adeguata e studio nei dettagli dei luoghi.

Nell’esecuzione dello scatto panoramico, lei consiglia l’uso di grandangoli spinti (come un 14 mm) oppure grandangoli standard (24 mm) ?

Vanno bene entrambi, dipende dal tipo di panoramica, se dobbiamo abbracciare ampli angoli di campo è importante usare ottiche molto corte, altrimenti anche un 24mm va benissimo.

Nei  gruppi fotografici, in particolare sui social come Facebook, si leggono spesso pareri discordanti sull’uso di software di post-produzione come Photoshop, tra chi lo demonizza e chi invece lo considera vitale. Quale importanza riveste, secondo lei, la post-produzione di uno scatto e qual è il limite che non deve essere mai superato?

Parlare oggi come oggi di post produzione ancora come un tabù, mi sembra piuttosto ridicolo: il file raw nativo ha per forza di cose bisogno di una post produzione per essere “sviluppato” l’importante è non eccedere e cercare di rimanere il più vicino possibile alla realtà. Si può eventualmente contestualizzare una scena con un certo tipo di stampo artistico, personalizzando un po’, ma non bisogna uscire dai recinti del buon gusto.

Un suo lavoro molto apprezzato è stato il timelapse realizzato nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Come nasce l’idea per la realizzazione del timelapse?

Quello è stato il mio primo Timelapse, poi ne sono susseguiti altri anche di maggior successo. Credo che un vero Fotografo moderno debba cimentarsi anche in questo mondo, che appartiene completamente a quello della fotografia, perché di fotografia si tratta. [inlinetweet prefix=”@Pignott” tweeter=”@PinguinoWeb” suffix=””]Creare un Timelapse che desti interesse non è semplice e del tutto scontato[/inlinetweet], bisogna avere in mente un progetto studiato e ben definito che dia un senso a quei brevi ed intensi quattro minuti.

Foto di Maurizio Pignotti

 

Cosa si sente di consigliare a chi si avvicina per la prima volta all’arte della fotografia? E quale strumentazione può consigliare a un neofita con un budget limitato?

Per chi inizia sconsiglio di spendere cifre folli per maxi attrezzature, non ne vale la pena, bastano modelli semplici di fotocamere con ottiche anche non professionali, per iniziare ad affacciarsi in questo fantastico mondo.

Ci vuole soprattutto molta passione e forza di volontà, non bisogna mai abbattersi anche quando le cose non riescono come vorresti. Soprattutto consiglio nel tempo di crearsi una propria identità ed un proprio stile inconfondibile, solo così potrete emergere.

 

Ricordiamo ai nostri lettori il prossimo workshop  di Maurizio Pignottiinsieme a Luca Giustozzi che si svolgerà in uno dei suoi luoghi preferiti, Castelluccio di Norcia, il 14 e 15 Marzo 2015. Ce ne saranno altri a maggio, giugno e luglio.

Ringraziamo Maurizio Pignotti per la disponibilità e vi invitiamo a visitare il suo sito: www.mauriziopignotti.com

 

 

Commenta su Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *