Metal stellare dagli Stati Uniti

Metal stellare dagli Stati Uniti

Il 2015 è appena cominciato, ma la musica non si è certo fermata. Già queste prime settimane del nuovo anno propongono un metal solido e di ottima fattura. Tra le tante possibilità, ne abbiamo scelte tre dagli Stati Uniti: Acheron dei Mechina, Novalis degli Entities e Fade di Cloudkicker.

Fantascienza e metal sinfonico coi Mechina

Era atteso da un po’ di tempo, il nuovo album Acheron dei Mechina, statunitensi di Chicago. Si tratta di metal sinfonico, con l’influsso dell’elettronica e voci che talvolta ricordano la world music.

I lavori di questo gruppo si caratterizzano per il tentativo di narrare una storia, portando avanti l’idea di concept album che spesso si ritrova nel progressive rock. In particolare, viene in mente il progetto Ayreon dell’olandese Arjen Anthony Lucassen.

Con Acheron si inizia un nuovo ciclo, però: le vicende di questa saga musicale muovono da quelle dell’ultimo album, che a sua volta fungeva da collegamento con gli eventi della trilogia ancora precedente. I testi parlano perciò di un universo fantascientifico nel quale il nostro pianeta è stato (probabilmente) distrutto, e nel quale si svolge un conflitto che coinvolge diverse fazioni, macchine e pianeti.

La band, composta da David Holch e Joe Tiberi, vede in questo album il contributo significativo della voce femminile di Mel Rose. Intermezzi “puliti” si sovrappongono e si alternano a distorsioni taglienti, e contribuiscono a creare in musica quell’universo descritto dalle parole.

Novalis, un album alla velocità della luce

Il nuovo titolo dei californiani Entities, Novalis, ci accoglie con sonorità dell’ambient music, che si affiancano ad altre, più distorte e tipiche del djent e del progressive e groove metal. L’album sta riscuotendo un certo gradimento da parte del pubblico: anche qui le atmosfere sono “stellari” e si viaggia alla velocità della luce.

Esuna, durante il quale suona anche Nick Arthur, è stato il brano scelto come singolo nelle settimane precedenti il lancio. Segnaliamo anche la trascinante Genetic Drift. In conclusione, questo lavoro ricorda sicuramente i classici del genere e può sicuramente considerarsi molto riuscito.

Cloudkicker: atmosfere e ispirazione

Infine, Fade di Cloudkicker. Con questo nome, sin dal 2007, vengono pubblicizzate le composizioni di Ben Sharp, da Pittsburgh in Pennsylvania. Qui la musica è solo strumentale e d’ambiente (a tratti persino shoegaze), collocandosi a metà tra gli ambienti post rock e progressive metal.

Non ci sono virtuosismi estremi ad ogni passo, ma piuttosto il tentativo (piuttosto riuscito) di orchestrare strati di chitarre e strumenti per creare brani ispirati e d’atmosfera. È difatti lo stesso Ben Sharp a occuparsi di tutto, dalla composizione, alla registrazione, al missaggio e alla masterizzazione dei brani. I pezzi maggiormente riusciti per il pubblico di bandcamp: From the Balcony, Seattle, LA After Rain, Making Will Mad.

Commenta su Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *