Mobilità innovativa, la strada verso i sogni

Mobilità innovativa, la strada verso i sogni

Un’idea davvero nuova in ambito mobility? [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=””]La mobilità innovativa parte dalla bicicletta elettrica ad energia solare[/inlinetweet].

In questa rivoluzionaria bici elettrica le batterie sono ricaricate attraverso i pannelli solari integrati nelle ruote.

Potrebbe sembrare una follia, ma se pensiamo ai pannelli moderni, l’idea si sostiene, eccome!

La mobilità innovativa parte dalle due ruote

Ovviamente non sempre le ruote (grossomodo verticali) sono nella posizione migliore per raccogliere l’insolazione, ma a una bici serve poca energia e quindi il mezzo si ricaricherebbe in 4-6 ore, sempre con la valida opzione alternativa della vecchia e sana pedalata.

Se un metro quadrato di un buon pannello solare può restituire 800 W/per ora, riconducendo i consumi a quelli di una bici, il risultato è ottimo.

Un prototipo parteciperà alla Milano-Astana, 8.000 km da percorrere in 60 giorni.

Un’idea davvero intelligente insomma!

Altre idee di mobilità innovativa

Anche sfruttare la dinamo per ricaricare lo smartphone o apparecchi simili è un’ottima idea.

Interessanti anche gli sudi su bici che ricarichino il motore solo pedalando, rinunciando a ricariche esterne e controllando dall’immancabile smartphone l’uso dell’energia.

Mobilità innovativa, la strada verso i sogni

Una vera ibrida “pura” o ZERO CO2. E sembra che oltretutto si riduca la fatica in pedalata.

Altri fronti di ricerca sono le soluzioni fai da te in kit di montaggio.

Riemerge l’idea, vista anche in Ducati Energia, di una ruota posteriore che trasformi una bicicletta normale in una bici elettrica.

Se il prototipo sarà valido (c’erano grandi progetti, forse non realizzati), sarà un’altra via verso la bici elettrica, ma i costi devono essere minori di una bicicletta elettrica standard.

In realtà esiste anche una city car in kit di montaggio, a meno di 3.000 euro. Il problema in questo caso è capire se sia già omologata o per lo meno omologabile.

Ovviamente con tanti limiti, ma a prezzi concorrenziali, e con la scommessa sull’arrivo per questi settori di batterie low cost derivate dai telefoni.

Anche sul fronte del trasporto pubblico si sperimentano veicoli a idrometano.

Parliamo di sperimentazioni reali a Ravenna nell’ambito del progetto europeo Life+.

Tanta attenzione anche ai biocombustibili: biodiesel e biogas dall’alcool di contrabbando in Svezia; agave tequilana in Australia (cerrcando ecologicamente di non entrare in contrasto con le coltivazioni  di agricoltura per uso umano).

Attenzione quindi a carburanti ecologici e nuovo interesse per le fuel cell o celle a combustibile (idrogeno non direttamente gassoso).

Il sogno è sempre un veicolo solare, ma credo che nel 2015, salvo alcuni concorrenti nelle solar race, non avremo novità reali.

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