Novità sugli impianti di ricarica delle auto elettriche

Novità sugli impianti di ricarica delle auto elettriche (2)Lo scorso 2 dicembre il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica. [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”null”]Questo potrebbe essere un colpo davvero efficace per smuovere un mercato stagnante[/inlinetweet] come quelle delle auto elettriche. E credo vada nella direzione giusta, di smart cities e di supporti intelligenti.

Cosa prevede il Piano infrastrutturale

Si punta sulla ricarica e come strumento si usa la sinergia pubblico-privato, piani di finanziamento e conferenze dei servizi che sono apparentemente bizantine, ma portano agli stessi tavoli attori diversi, tutti interessati a vario titolo alle auto elettriche.

Le risorse sono contenute nell’apposito Fondo istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e 47 milioni e mezzo di euro non sono pochi, per un orizzonte temporale che va dal 2013 (tipica retroattività italiana, poi ci lamentiamo se la UE ci bacchetta) al 2015.

Con queste risorse il Mit (Ministero Infrastrutture e Trasporti) cofinanzierà, fino al 50%, le spese sostenute per l’acquisto e l’installazione degli impianti per la ricarica dei veicoli elettrici, che non è poco.

Novità sugli impianti di ricarica delle auto elettriche

Infatti gli investimenti possono non essere imponenti se c’è sinergia tra enti locali e fornitori di energia, e qualcosa (poco magari) su strada c’è.

Interessante che un 80% sia riservato come trasferimento erariale alle regioni che riducano i costi della politica. Questa è la vera novità, chissà che oltre che incentivare le auto elettriche si incentivi l’onestà.

Il finanziamento non è sulle auto elettriche, ma darà forse più benefici, perché se esiste,  e magari  se è integrata, una rete di ricarica delle auto elettriche, c’è un incentivo reale a provare.

Cosa serve per incentivare l’uso delle auto elettriche

Adesso chi crede nell’auto elettrica deve organizzarsi per la ricarica: si ridurrà il gap e si potrà credere un po’ di più nella mobilità elettrica.

In effetti noi paghiamo la mancanza di garage a due auto e la disponibilità di energia elettrica per le case. Non sarà il massimo della vita, ma al nord spesso il riscaldamento è elettrico, per cui 3 o 4 kw in più non sono un problema.

Sembra poco, ma fa la differenza, considerato lo spazio disponibile in garage e la capacità di ricarica, può portare a propendere o meno per l’utilizzo dell’elettrico.

Visto che per scelte industriali il cavo non è integrato nell’auto o nella colonnina, ma libero, in certe periferie non durerebbe più di dieci minuti. E anche questo è un aspetto da considerare.

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