Pietro Berselli, post rock tutt’altro che Debole [INTERVISTA]

Pietro Berselli, post rock tutt'altro che Debole [Intervista] (2)

Debole (Senza Regole) è il primo EP del cantautore bresciano Pietro Berselli, e pure il primo ad uscire per la padovana Dischi Sotterranei. Un lavoro di chiara ispirazione post rock, che è soprattutto frutto di una ricerca del suono, per creare un equilibrio solido con le storie raccontate dalle parole, in un’atmosfera che spesso lascia all’ascoltatore la possibilità di immaginare.

Andiamo a conoscerlo meglio con questa intervista per Pinguino Mag.

 

 

Nelle varie recensioni che hai ricevuto, il termine più utilizzato è “cantautore”, declinato nei modi più diversi. E tu, come definiresti quello che fai in musica?

Direi che in fin dei conti il termini cantautore è azzeccato, più per i suoi aspetti legati alla lingua italiana, se queste canzoni fossero scritte in inglese dubito che si potrebbe parlare di cantautorato. La parte musicale è sicuramente più legata ad una volontà di ricerca, tento di allontanarmi dalle sonorità tipicamente “cantautoriali”, per l’appunto, alle quali siamo abituati, per legarmi ad un sound più aperto e sensibile a richiami post rock sicuramente.

C’è un equilibrio tra parole e musica, in questo lavoro, per cui spesso le prime lasciano spazio alle seconde, senza fretta, come se questo non fosse un disco della durata di quindici minuti circa. E in effetti l’ho ascoltato come se potesse durare molto di più.

È proprio questa la chiave di svolta. Tentare di trovare un equilibrio tra le parole e la musica. Trovare parole che suonino bene e musiche che riescano ad accogliere un testo.

 

Pietro Berselli, post rock tutt'altro che Debole [Intervista]

 

Come nascono i tuoi brani?

Beh, prima nasce un abbozzo della parte musicale, su quella si lavora un po’ finche non si capisce se sarà un brano strumentale oppure se avrà bisogno di una linea vocale, nel secondo caso si scrive la linea vocale, la maggior parte delle volte il testo nasce contemporaneamente a questa in quanto le parole devono avere un suono specifico senza tradire il significato generale del pensiero a cui si vuole dare una voce.

Quali sono i tuoi album preferiti, quelli che hanno contribuito di più alla tua formazione?

Domanda difficile. Non citerò tutti i miei album preferiti sennò ci mettiamo una vita! Ne citerò alcuni che hanno influito maggiormente nella creazione di questo progetto: sicuramente Blinking lights and other revelations degli EELS, poi Return to cookie Mountain Dei Tv on the Radio, Takk… dei Sigur Rós sicuramente ha avuto una grande influenza, poi des Visages des Figures dei Noire Désir, Drowning by numbers di Michael Nyman, Kid A dei Radiohead, Passage degli Exitmusic, solo per citarne alcuni, ma sono sicuro che ora me ne sfuggono molti!

 

Pietro Berselli, post rock tutt'altro che Debole [Intervista] (3)

 

Debole (Senza Regole) è stata la prima produzione di Dischi Sotterranei. Quanto sei legato alla scena di Padova?

Padova è la città che mi ha dato la possibilità di nascere come musicista e ora c’è bisogno di farsi conoscere il più possibile partendo da qui. Son molto legato alla scena padovana proprio per questo. Senza la realtà padovana dei Sotterranei starei ancora scrivendo le mie canzoni a casa in camera mia senza alcun risultato effettivo.

Cosa vorresti che ti regalasse il futuro?

Allora, non per fare il sentimentale, ma direi che già quanto mi ha regalato il presente e quest’anno dal punto di vista musicale è già abbastanza! Le prossime date che avrò sono eccezionali (una tra tutte il 16 luglio a Sherwood nella serata organizzata proprio dai Sotterranei) e per questo devo ringraziare la neonata Dischi Sotterranei che si sta facendo davvero in quattro per me e per tutti i suoi artisti. Diciamo che per il prossimo futuro spero soltanto di riuscire a produrre un disco di qualità.

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