Progetto Green Music, l’approccio musicale in sintonia con l’ambiente


Il termine green è divenuto davvero pervasivo negli ultimi anni, tant’è che anche la musica ne risulta attraversata. La green music si incastona alla perfezione in questo trend, con un obiettivo più o meno dichiarato di “musica sostenibile”.

Ma cos’è la Green Music?

Il suo ideatore, Francesco Carella ne parla in questi termini: “È una musica che si amalgama con le atmosfere che la circondano”. Elementi imprescindibili di questo innovativo approccio sono la predilezione per il suono naturale degli strumenti, con relativo rigetto di qualsivoglia sistema di elettrificazione, oltre alla preferenza dell’accordatura aurea a 432Hz, in alternativa a quella ufficiale a 440.
Carella, musicista ed antroposofo, nativo di Grottaglie in provincia di Taranto, ne parla in termini entusiastici ritenendola fautrice di un rinnovamento sociale e morale dell’uomo. Il regno di questa proposta socio-artistica è la natura con i suoi spazi verdi, quali foreste o giardini e parchi, ma anche luoghi silenziosi come i centri storici, piccole chiese antiche o rupestri offrono di solito un’acustica ottimale.

VIIGALEE / Pixabay
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Il rapporto con lo strumento naturale

Partendo dal presupposto che nel rapporto fra uomo e strumento naturale si verifica sempre un contatto diretto in cui sia coinvolto un elemento vivente (ad es. tatto-calore, fiato-aria), Carella sostiene che attraverso quel contatto “l’anima umana si manifesta nello strumento”. La parola e il canto ci introducono in questa analisi: la parola, composta di forma (movimento di bocca e lingua) e suono (vibrazione delle corde vocali), viaggia in nuvole d’aria, come bolle di sapone con all’interno il loro contenuto di suono che giunge all’orecchio dell’ascoltatore. Secondo Francesco Carella, l’utilizzo del microfono per il canto fa sì che la forma venga meno e resti soltanto la vibrazione catturata dal congegno elettronico. La simbiosi tra lo “Spirito umano” e lo strumento naturale viene sostituita così da un sentire riconducibile alla scrittura uditiva. Quest’ultima scaturisce dalla lettura per mezzo della quale ci immergiamo e riviviamo il mondo immaginifico dello scrittore, perdendo però quel carattere di unione che contraddistingue la comunicazione orale naturale. Se ci si affida allo strumento elettrico “l’elemento vivente viene reciso e la nostra anima vive di riflesso un surrogato dell’elemento sonoro”.

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I grilli e l’acqua

Punto cardine delle teorie di Carella è dunque il La a 432 Hz. Il musicista grottagliese ha effettuato delle ricerche empiriche per avvalorare la scelta del cosiddetto diapason scientifico, studiando il verso dei grilli: ha constatato che il loro caratteristico frinire è in FA#, ma trattasi di un Fa# la cui frequenza è da ricondurre all’intonazione a 432 Hz del La. L’ennesima dimostrazione di come la natura tutta emani dei suoni che risultano sempre essere in sintonia con la risonanza terrestre di Schuman a 8 Hz.

Esperimenti in cantiere

Gli obiettivi di sviluppo e conferma di queste argomentazioni saranno perseguiti sulla falsariga dell’opera del saggista giapponese Masaru Emoto. Recentemente scomparso, le sue suggestive teorie sulla “Memoria dell’acqua” sono state però messe in dubbio dalla comunità scientifica internazionale. L’intenzione di Carella è di sperimentare la reazione delle particelle di una porzione di acqua sotto l’influsso del suono di una chitarra acustica  non amplificata, accordata sul La a 432Hz, per poi confrontarla con la reazione scaturente dal suono dello medesimo strumento collegato ad un amplificatore. Se l’esperimento, che ricorrerà alle fotografie microscopiche, dimostrerà che le particelle d’acqua si dispongono armoniosamente nel primo caso e non nel secondo, sarà avvalorata la teoria alla base della green music sugli effetti benefici del suono naturale sull’ambiente e sull’essere umano, prospettando una nuova frontiera della musicoterapia.

Francesco Carella, in arte FrenkCarella, ha promosso il progetto Green Music con la sua ultima realizzazione artistica intitolata “Il Viaggio di Johnny Scacciapensieri”. Il suo sogno dichiarato è “collaborare con più artisti possibile perché questo mi riempe di immensa soddisfazione, io cerco il suono primordiale nel cuore degli uomini”.

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