Ma quanto caos sul car sharing

Ma quanto caos sul car sharing (4)

Di recente c’è stato un grande aumento dell’offerta del car sharing in alcune città, o almeno come tale è stato presentato dalla stampa, specie on line.

Si è partiti da un unico servizio, quello a standard ICS, con in genere obbligo di riportare l’auto dove si è presa, o solo come eccezione in altri posti predefiniti.

Molti limiti, poche auto forse (600-700 in Italia), finanziato in avvio dal Ministero dell’Ambiente dal 2001 ma anche la completa interoperabiltà con gli stessi strumenti (tessere) e lo stesso software ed hardware e un logo “più o meno” unico.

Con limiti imposti dalle amministrazioni locali, ossia un numero massimo di clienti per auto, in caso di incremento del parco clienti andava aumentato il numero delle auto, a fronte di vantaggi certi per un servizio per lo più gestito da controllate dei Comuni, ovvero possibilità di percorrere le corsie riservate , accedere ad eventuali ZTL, parcheggiare gratuitamente.

I difetti di questo sistema

Purtroppo queste agevolazioni valevano solo localmente e non si è mai riusciti a integrare i dati, cosa che sarebbe stata semplice, limitando le libertà di accesso dei clienti ad un servizio che consente di noleggiare l’auto per molti giorni.

Ma quanto caos sul car sharing
By Pava (Own work) [CC-BY-SA-3.0-it (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/it/deed.en)], via Wikimedia Commons

 

Ovviamente, spesso clienti di Bologna che andavano a Rimini o Firenze, o viceversa, oppure clienti di Torino che percorrevano le strade di Milano e Genova, hanno dovuto pagare multe.

Questo problema non è mai stato superato, vista la mancanza di una legge nazionale o di una integrazione al Codice della Strada.

La crescita di ulteriori servizi come Car2go ed Enjoy, orientati a servizi diversi, come l’auto presa e rilasciata su strada in qualsiasi posizione, costo a minuto, più che a ora, più i chilometri percorsi, ha smosso una situazione in lentissima evoluzione. Ovviamente, si tratta di servizi non interoperabili tra loro e nemmeno con l’esistente, nonostante la tecnologia Enjoy replichi fin troppo quella ICS.

I Comuni, sempre in crisi economica, di fronte a un numero di macchine che cresceva in maniera rilevante e con una vasta clientela, hanno trovato interessante far pagare ai privati che offrivano un servizio le commodities che venivano messe a disposizione.

Per cui per i nuovi gestori si prospetta prima o poi un contributo per la sosta e l’accesso alle ZTL o zona C a Milano, cosa che sta puntualmente accadendo.

ZTL, corsie riservate e dati non controllati

L’obiettivo successivo è la possibilità di percorrere le corsie riservate. Premetto che personalmente sono sempre stato contrario al loro uso per il car sharing, ma sempre minoritario perché era ritenuto di grande effetto.

Ma quanto caos sul car sharing (3)

Gradualmente le grandi città tolgono (ovviamente in maniera non ordinata e non concordata) questa possibilità ai vari gestori, magari iniziando da poche zone.

Finirà ovviamente che le ZTL più di pregio e le corsie riservate, prima percorse da “decine” di auto e adesso da molte centinaia, verranno inibite a tutti i gestori.

Tornando sui numeri dei servizi, ICS ha tanti limiti ma da dati controllati, estratti da un unico database e magari verificati dal Ministero o dalla autorità locali che controllano il servizio.

I nuovi gestori danno i dati autocraticamente (il che non vuole assolutamente dire che siano falsi), e i numeri sono diversi di almeno un’ordine di grandezza da quelli forniti da ICS, molte decine di migliaia contro poche migliaia.

Anche ammettendo che il servizio sia più smart e abbia un appeal formidabile, dato che l’iscrizione è rapida e gratuita, spesso il cittadino Paolo Rossi sarà iscritto a più servizi, finendo per essere contato più volte.

Ma se il “Libero Mercato” è il massimo regolatore e favorisce la concorrenza non resta che sedersi e vedere che succederà tra tre o quattro anni. Il dato positivo sta nel fatto che in ogni caso si sono fornite più alternative valide e intelligenti, e con molte auto, a tante città. E questo è di certo un bene per tutti.

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