Il rapporto Ecosistema Urbano 2014 di Legambiente

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I 5 parametri dell’ecosistema urbano

Quest’anno il rapporto Ecosistema Urbano 2014 di Legambiente prevede l’incrocio di 5 parametri di rilievo per ogni città: aria, acque, rifiuti, mobilità, energia (due in meno dello scorso anno dove erano presenti anche ambiente urbano e gestione).

Il quadro generale che ne emerge è davvero desolante con città che viaggiano anzi ristagnano su tre velocità, lente, lentissime e stagnanti; anche le prime della classifica che dovrebbero essere le più virtuose hanno delle pecche le ultime in classifica hanno deficit davvero imbarazzanti.

Le cinque città virtuose

Come già anticipato sopra anche le prime cinque più virtuose, città italiane (Verbania, Belluno, Bolzano, Trento e Pordenone) hanno ognuna dei deficit in rispettivi settori,

Trento ad esempio ha una produzione eccessiva di biossido di azoto,Verbania e Belluno perdono un terzo dell’acqua immessa nella rete, Pordenone depura poco più dei suoi scarichi fognari. Non è difficile quindi immaginare i deficit di Agrigento e Isernia, Crotone e Messina, Catanzaro e Reggio Calabria in fondo alla classifica.

Il rapporto Ecosistema Urbano 2014 di legambiente

Ecosistema urbano in Nordeuropa

Nel resto d’Europa ci sono politiche ambientali lungimiranti: entro 20 anni Helsinki sarà car free, Copenaghen entro 15 e interi ecosistemi urbani saranno trasformati e resi fruibili per il pubblico come già succede  a Bilbao dove, dopo una fase precedente con interessi nel settore siderurgico, ora tutto ruota intorno al Guggheneim Museum.

Ma anche Parigi, Londra, Berlino stanno facendo tanto in termini di mobilità, bike sharing, velocità ridotte a 30 km/h, ZTL.

Il rapporto Ecosistema Urbano 2014 di legambiente (2)

L’attenzione dall’ambiente in sè alla governance ambientale

Abbiamo già anticipato che quest’anno l’attenzione del report era rivolto soprattutto alle politiche ambientali di ciascun territorio; dal set iniziale di 26  parametri si è scesi a 18. Di questi, tre indici sono composti dalla qualità dell’aria (concentrazione di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), tre indici sulla gestione delle acque (consumi, dispersione della rete e depurazione), due sui rifiuti (produzione e raccolta differenziata), due sul trasporto pubblico (il primo sull’offerta, il secondo sull’uso che ne fa la popolazione), cinque sulla mobilità (tasso di motorizzazione auto e moto, modale share, piste ciclabili equivalenti e isole pedonali), uno sull’incidentalità stradale e due sull’energia (consumi e diffusione rinnovabili).

Secondo il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza

“Non mancano i segnali di cambiamento: il successo della raccolta differenziata a Milano e Andria, il car-sharing a Roma e Milano, le pedonalizzazioni a Bologna, la mobilità a Bolzano – dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – pochi segnali positivi in una situazione bloccata. Eppure la discussione nel paese sta ripartendo, complice il dibattito sui fondi strutturali e le questioni aperte dalla istituzione delle città metropolitane. Al suo ventunesimo anno, Ecosistema Urbano ripete con evidenza che c’è bisogno di una strategia positiva di trasformazione delle città”.

Per maggiori info leggere il report 2014 di Ecosistema Urbano di Legambiente 

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