Saturno, un album di quotidianità di Simone mi odia

Saturno, un album di quotidianità di Simone mi odia (2)

Si chiama Saturno il primo album full length di Simone mi odia, progetto solista di Simone Stopponi (Petramante, Pedro Ximenex), con la produzione di Lorenzo “Buzzino” Corti (chitarrista per Nada, Cristina Donà, Le luci della centrale elettrica, DeltaV, Cesare Basile, Dimartino, Giulio Casale, e altri).

Si tratta di nove brani che uniscono sonorità rock, art-punk e psichedeliche a testi che parlano di problemi e piccole cose della quotidianità. Canzoni malinconiche ma tutt’altro che tristi, che sicuramente toccheranno la sensibilità di molti.

Simone ha risposto ad alcune domande di Pinguino Mag.

Saturno, un album di quotidianità di Simone mi odia

Saturno è un pianeta (oltre che una figura mitologica) da sempre associato alla malinconia. Per quali motivi lo hai legato a questo lavoro?

Esatto, è proprio il mood di Saturno che mi piaceva, insieme all’immaginario spaziale sci-fi, ripreso anche nella grafica del disco. Non è un lavoro triste, però mi affascina cantare di cose malinconiche su accordi allegri e viceversa, e in questo mi ricorda un po’ Mellon Collie degli Smashing Pumpkins.

I toni del disco sono molto familiari, parlano di cose semplici ma non banali, non sono mai eccessivi. Non è più difficile farsi notare così, rispetto a chi punta su trasgressione ed eccessi?

Mai fatto calcoli di questo tipo.
Non si tratta di testi urlati, è vero, e sembrano parlare solo di ricordi di infanzia e piccole cose quotidiane. Invece c’è dentro l’irrequietezza di tutta la mia generazione, e lo so perché spesso chi ascolta Saturno mi scrive che si è ritrovato in qualche canzone.

Perché Simone ti odia?

Perché è [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”null”]un bacchettone, salutista, preoccupato, frustrato, sottomesso, disgregato… E ti amo Mariù![/inlinetweet]
Ma ho bisogno di lui, anche perché condividiamo la stessa pelle.

Saturno, un album di quotidianità di Simone mi odia (3)

Quanto sono state importanti le tue precedenti esperienze musicali, per la nascita di questo lavoro?

Questo è il mio decimo disco, anche se il mio primo davvero “solista”.
Cerco di andare sempre avanti, ma a ben guardare sono evidenti certe mie fissazioni armoniche e tematiche, per questo mi sono affidato alla produzione di Lorenzo “Buzzino” Corti, che ha una provenienza musicale ben diversa dalla mia.

L’album trova il modo di dare spazio a diversi generi (rock, punk, psichedelia), al suo interno. Ce n’è uno al quale sei più attaccato, che senti più tuo?

Allacciandomi alla risposta precedente: io avevo in mente un album piuttosto cantautorale, poi siamo stati trascinati in una deriva più elettrica, quasi art-punk, e sono molto grato a Lorenzo e ai miei musicisti, perché così Saturno ha trovato il suo suono.
A proposito, avete mai sentito il “suono” degli anelli di Saturno registrato dalla Sonda Cassini? Quello sì che è psichedelico!

Quale “sciocco consiglio” daresti anche tu, come il ragno della tua canzone, ai lettori di Pinguino Mag?

Il ragno della canzone non dava consigli poi così sciocchi, mi diceva di rinunciare un po’ ai sentimenti per abbandonarmi alla vita, alla natura… Tutte cose belle, ma non ho mai sopportato chi dà consigli non richiesti, quindi oltre a Simone non vorrei ritrovarmi con tutti i vostri lettori che mi odiano.

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