Second Life, il futuro di ieri che usiamo oggi

Second Life, il futuro di ieri che usiamo oggi (6)

Second Life, il metaverso che nei primi anni del Duemila ha fatto girare la testa al mondo, spingendo grandi brand a massicci investimenti in campagne basate, sostanzialmente, più sul ritorno mediatico che su un effettivo coinvolgimento dell’utenza, ha anticipato molte delle tecnologie che oggi utilizziamo con frequenza e senza alcuna sorpresa.

Dubiti dell’effetto rivoluzionario di Second Life sul mondo contemporaneo? Bene, probabilmente conosci la famosa campagna con cui Barack Obama ha conquistato il web e la presidenza americana e come abbia poi confermato la strategia per la rielezione.

Ok, con meno successo, ma ci aveva provato John Edwards.

Proprio su Second Life, il candidato alle primarie insieme a Hillary Clinton e Barack Obama, disponeva di uno spazio liberamente visitabile, contenente informazioni, programmi, fotografie. Precursore ma perdente. Le principali critiche mosse furono riguardo ai numeri che l’utenza di Second Life, gli abitanti, potevano garantire. Non abbastanza, sembra, rispetto ad aggregatori molto più ampi come i social network, strategia risultata poi vincente per Obama.

Utenza? In realtà no, direi, meglio, abitanti del mondo di Second Life

La motivazione di questa scelta fu nell’individuazione del target da raggiungere:[inlinetweet prefix=”#SecondLife” tweeter=”” suffix=””] il popolo di Second Life è composto da precursori, utilizzatori e amanti della tecnologia[/inlinetweet], validi creatori di contenuti e contemporaneamente fruitori dei servizi dei Linden Lab, prosumer insomma!

Second Life, il futuro di ieri che usiamo oggi (7)
Il palco del Festivalbar – Corso Como – Milano

 

Scelta innovativa ma, alla luce dei risultati elettorali, non vincente. Questo non nulla toglie al valore innovativo che la piattaforma ha rappresentato, scoprendo un potenziale enorme nella condivisione, addirittura fisica, degli stessi spazi e contenuti virtuali. [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=””]Second Life, forse troppo per l’inizio degli anni Duemila[/inlinetweet]: perfino oggi le potenzialità del web, pure grandemente supportate da strumenti tecnologici prima impensabili, si contraggono nel post sul social network, nel selfie, alla meglio in un canale su YouTube.

Condividi su Second Life

Passeggio senza meta, fra isole di ogni nazionalità. [inlinetweet prefix=”#SecondLife” tweeter=”” suffix=””]Curiosare è bello, su Second Life, volando (sì, qui si fa) e teletrasportandomi in giro[/inlinetweet].  Ci trovi di tutto. Mi imbatto in un autoscontro, gli occhi del mio avatar, Fabio Taov, si illuminano. Mi siedo al volante e me la spasso ma… sono solo!

Novello Adamo, nell’immenso paradiso virtuale che come me, dentro e fuori dallo schermo, cambia ogni secondo che passa, invito la mia amica Sivi Arida a raggiungermi.

Giochiamo, ce la spassiamo, chattiamo. Ci divertiamo, insomma, solo che lei è a Milano e io a Taranto, ma i nostri avatar per salutarsi si abbracciano. Altro che faccina faccina smack. Questo, sì, è condividere una esperienza, mica postare un articolo di Lercio.

Second Life, il futuro di ieri che usiamo oggi (5)
La piazza di centrale dell’isola di Nokia Trends Lab su Second Life

 

Streaming audio/video

Lo usi continuamente, ma proprio sempre. Pensa alla nostra emozione e a quella degli avventori di Spazio ’50 quando, seduti sulle nostre sedie, vicini reali e virtuali, guardavamo lo stesso film su uno schermo, come al cinema, chattando, chiacchierando quindi, proprio come si fa in sala.

Spazio ’50 era un’isola tematica, caratterizzata da un aspetto retrò tecnologicamente avanzato, una specie di steampunk con Grease come colonna sonora. Costruirla, gestirla, organizzare eventi e concerti insieme a Cleofe e Artemide Congrejo, rubando traffico a realtà molto più grandi che si limitavano a regalare random L$, costringendoti, in un mondo in cui si può volare, a fare il pupazzo. Invece io avevo Alessandro Moz Simoni che mi dava una mano con gli script!

Senza una integrazione forte dei servizi di streaming audio e video presenti sulla piattaforma, sarebbe stato impossibile dare a vita a tutta una serie di eventi: discoteche, concerti, sfilate sono all’ordine del giorno nel metaverso.  [inlinetweet prefix=”#SecondLife” tweeter=”” suffix=””]Ballavamo, letteralmente, all’Hollywood sull’isola di Corso Como – Milano creata da Boomer[/inlinetweet], intraprendente realtà milanese con cui ho avuto la fortuna di collaborare all’organizzazione di alcuni tra i concerti più seguiti nel panorama italiano. Sul palco del Festivalbar di quell’isola si esibirono anche Paola e Chiara, per il lancio di un disco.

Second Life, il futuro di ieri che usiamo oggi (3)
Hollywood Rytmoteque – Corso Como Festivalbar

 

La critica concettuale che spesso mi capitava di ascoltare riguardava appunto le strutture: in un mondo dalle infinite possibilità esplorative e di interazione, la tendenza era quella di replicare gli ambienti esistenti, fatti di mattoni.

Esperienza esaltante, quindi, lavorare con Cesare Lemmon e lo staff affiatato di IAKI sulla coloratissima isola di Nokia Trends Lab, tutta dedicata alla musica.

La programmazione del Nokia Trends Lab su Second Life è stata roba seria, da far invidia e accostandosi al mondo reale, se questa distinzione ha ancora senso: nel 2008 il celebre volto di MTV (poi de I soliti idioti e ora in gara nell’edizione di Sanremo 2015) Francesco Mandelli, si esibisce con gli Orange, proprio su quel palco.

Ecommerce e criptomonete su Second Life

Organizzare un evento su Second Life (come sui social adesso) richiedeva un notevole sforzo impegnando risorse e competenze, tanto quanto un evento reale. Oltre all’organizzazione in senso stretto, era necessario reclutare collaboratori, acquistare attrezzature di scena o codici per implementare funzioni specifiche. A volte, in caso di richieste più considerevoli, reclutare professionisti in real life, adeguatamente retribuiti, per sviluppare i contenuti.

Ad ogni modo, il lavoro più comune (guarda caso) nelle land (così si chiamano comunemente le isole) italiane è quello del PR. Identico, per molestia, a quello reale, il suo lavoro, scopo e passione era invitare quanta più gente possibile all’evento e naturalmente animare l’ambiente. Che il compenso fosse minimo, 250 L$ per un’ora di lavoro, ai tempi credo corrispondente ad un euro, poco importava. Per tutto questo c’è bisogno di moneta. Che tu scelga di procurarti degli shop dove vendere le tue creazioni o rivendere quelle di altri, che ti parcheggi per giorni intere su land regala soldi, come nella vita in Second Life i soldi sono tutto, o quasi.

Second Life, il futuro di ieri che usiamo oggi (1)

 

Mitologiche le storie di imprenditori orientali diventati orrendamente ricchi comprando ed affittando lotti di terreno virtuale, però a me qualche euro al mese entrava, vendendo la mia versione di Vespa indossabile. [inlinetweet prefix=”#SecondLife” tweeter=”” suffix=””]Il tasso di cambio che variava assieme al dollaro trasformava tutti noi in piccoli trader[/inlinetweet]. Oggi che i Bitcoin hanno un preso posto tra le valute utilizzate on e offline, guardo a quella innovazione come ad una occasione che poteva essere sfruttata più adeguatamente.

In Second Life 250 L$ sono tanti, ed un’ora di lavoro per cui avresti preteso cifre decisamente più alte, di venti o trenta volte, lì ti permette un bel paio di scarpe nuove, o l’animazione che ti piace per baciare il tuo sposo virtuale. Hai letto bene, matrimoni su Second Life, e anche divorzi. E questo ci porta, dritto dritto, al prossimo punto.

Sesso virtuale

Chiariamoci: il sesso, l’onanismo e tutto quello che ci gira intorno, prescinde in tutti i modi dalla tecnologia utilizzata. Base della spinta riproduttiva ed evoluzionistica, poco importa alla libido da cosa arrivi la sua soddisfazione. E senza stare a ripetere che la parola più cercata su Google (al mondo) è sesso, che YouPorn è più popolare di Facebook, il sesso vende e vende bene anche su Second Life.

Se proprio come PR eri una frana (succede, in tutto ci vuole bravura) un piccolo investimento di qualche decina di euro (migliaia, nel mondo virtuale) poteva assicurarti un corpo mozzafiato col quale sedurre i cercatori dell’emozione facile e la mano rapida. Mano rapida, già. L’altro fenomeno più volte bandito, modificato, regolarizzato e discusso è stato, sempre, il gioco d’azzardo. Come nel resto del web, giusto?

Second Life, il futuro di ieri che usiamo oggi (2)
Spazio ’50 – La land a tema retrò

 

Stampa 3D

Non ti usciva nulla dalla schermo, ma progettavi e costruivi tutto tu. Prosumer, produttore e consumatore nella stessa persona. Ti serve una casa? Te la fai. Vuoi un’auto nuova? Apri Autocad, Maya, Blender o ciò che usi meglio e fattela. Se viene bene la vendi pure. Come sarà da qui a poco, pochissimo tempo.

Conference Call su Second Life

Sai che WhatsApp ha introdotto le chiamate?” – “Wow, davvero???

Praticamente preistoria per chi bazzicava Second Life oltre una decade fa, nelle riunioni di lavoro nel metaverso, oltre a parlare in Voice, testavamo fisicamente i progressi provando le animazioni, indossando le tshirt promozionali, testando i sistemi di contest dall’interno. Davvero sembra così strano che gli adesivi su Facebook mi paiano manine colorate sulla roccia?

Metaverso, multiverso, vita alternativa. Second Life contro real Life, distinzioni senza senso oggi, meno qualche anno fa. Se l’innovazione rapida ci fa paura e ci intimorisce, tanto che il veicolo spaziale internet ci serve per scambiarci emoticons nei loculi delle nostre camerette, andiamo pure avanti a mandarci poke.
Second Life, il futuro di ieri che usiamo oggi (4)

.

Commenta su Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *