Stato dell’arte e prospettive dell’auto elettrica in Italia

Stato dell'arte e prospettive dell'auto elettrica in Italia

Facendo il punto, a fine 2014, sullo stato di diffusione dell’auto elettrica in Italia, Quattroruote ci faceva notare che il successo di vendita è purtroppo nullo.

In Italia, infatti, sono state vendute 114 elettriche nel 2010, 302 nel 2011, 520 nel 2012 e 870 nel 2013. Con 648 immatricolazioni in sei mesi, è quasi sicuro che il 2014 farà registrare il record.

Le cause possibili sono state proposte in altri articoli. Ma si può rifare il punto sull’elettrico per il 2015.

Se nel 2013 c’erano incentivi possibili per 5000 euro, nel 2015 sarà possibile contare su un massimo di 3800 euro rottamando la vecchia. L’incentivo vale per le elettriche e le ibride con soglia di emissione di 50 g/km di CO2, che monopolizzeranno le vendite molto probabilmente.

Stato dell'arte e prospettive dell'auto elettrica in Italia
Foto: it.ibtimes.com

 

 

La differenza tra elettrici puri e ibridi o range extender è che gli elettrici puri vanno solo a batterie.

Gli ibridi usano il motore tradizionale anche per muoversi, mentre i range extender usano un piccolo motore per ricaricare le batterie, in ogni caso scollegato dalle ruote.

I modelli di auto elettrica in vendita

I modelli ci sono, alcuni sfiorano le supercar come la BMW i8, altri evolvono modelli noti come le Golf e le Up e in arrivo una Kia.

I modelli realmente in vendita – ovvero con tempi di consegna credibili – attualmente sono:

  • Opel Ampera bellissima e costosetta, ora range extendere a oltre 40.000 euro
  • Citroen C0, Mitsubishi Miev, Peugeot ion, stessa vettura di fatto, elettrica pura
  • Smart Electric drive, da 25.000 euro acquisto oppure noleggio auto e batterie
  • Nissan Leaf, da 25.000 euro e noleggio batterie
  • Renault Fluence, 29.000 euro e noleggio batterie
  • Renault Zoe, 22.000 euro e noleggio batterie
  • Renault Twizzy, piccolo veicolo con due posti stile moto, versioni sia elettriche che termiche da circa 7000 euro (senza finestrini ma col tetto)
  • Reanault Kangoo EV, van con ottima portata e autonomia
  • BMW i3, sui 40.000 euro
Foto: econews24.it
Foto: econews24.it

 

Il costo diventa difficile da calcolare perchè molti elettrici hanno un canone mensile sul noleggio delle batterie che varia con il chilometraggio, da 50 a 200 euro al mese.

L’elettrico più economico

Di certo con un pieno da 60 a 150 km per 3 o 4 euro si vede la convenienza dell’elettrico, anche per la manutenzione ridotta.

Per quanto riguarda le vetture ad aria compressa, a integrazione della mobilità sostenibile, personalmente credo che resteranno, al pari delle vetture a idrogeno, siano solo bei sogni.

Diventa difficile bypassare leggi fisiche complesse, ma in elementi semplici quel che si spende per caricare le bombole viene reso in mobilità al 50/60%, se il sistema sarà mai affidabile.

Foto: autoblog.it
Foto: autoblog.it

L’idrogeno

Sulle vetture a idrogeno pesa ancopra la maledizione dell’Hinderburg, quando un dirigibile a idrogeno si incendiò sancendo la fine dell’idrogeno come locomozione (per quanto nel dirigibile servisse solo a tenerlo in aria).

Chi di noi guiderebbe felice con sotto il sedile bombole a 300/400 atmosfere del più infiammabile gas noto? E se fosse stivato liquido a -270 C° ci piacerebbe probabilmente anche di meno.

Quanto alle celle a combustibile occorre vedere se e quando saranno economicamente convenienti.

Il caso dell’idrogeno nasce da un fatto fisico: l’idrogeno non esiste libero e può essere ottenuto dall’acqua (un bene che sarà sempre più raro) o dai combustibili fossili, spendendo energia.

Quindi per ora mi pare confinato solo ai progetti e ai sogni.

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