Che lavori può fare un robot? Tutti, molti sono già svolti da automi

Che lavori può fare un robot
Che lavori può fare un robot? – tmeier1964 / Pixabay

Che lavori può fare un robot?

Ad ascoltare alcuni catastrofisti, già porsi questa domanda rischia di minare le solide basi della società contemporanea.

I robot possono lavorare? Sì e no.

Sono strumenti impiegabili in alcune mansioni, utensili più o meno come un martello.

Diresti mai che il tuo martello o il tuo tostapane lavorano?

Il lavoro automatizzato e la paura dell’innovazione

L’introduzione e l’uso della tessitura e del telaio hanno accompagnato la storia e l’evoluzione del genere umano fin dal neolitico.

Che lavori può fare un robot
Che lavori può fare un robot? Hans / Pixabay

Sebbene il telaio fosse diffuso e ampiamente impiegato in tutto il mondo, nel 1787 l’applicazione di un motore a vapore segna una vera rivoluzione: la nascita del telaio meccanico.

La conseguenza, qualche tempo dopo, è il boicottaggio della produzione industriale messa in atto dal movimento operaio del Luddismo.

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I macchinari introdotti a seguito della rivoluzione industriale venivano considerati colpevoli della rinegoziazione delle condizioni salariali e additati come seria minaccia al mondo del lavoro.

Il proletariato diventa, da agricolo, industriale.

Nonostante la paura e le proteste, puoi vantare di indossare un solo capo che non sia stato tessuto meccanicamente?

Il cuoco

Dimenticare di salare l’acqua? Può capitare a uno chef umano ma non succederà mai a un robot, una macchina programmata per cucinare.

Che lavori può fare un robot?  Il corriere

Amazon ha recentemente ottenuto i permessi dal Governo Britannico per testare strategie di consegna tramite droni aerei, lo ha dichiarato attraverso reuters.

Che lavori può fare un robot

Entro il 2017 per Amazon in UK sarà possibile effettuare consegne aeree, mentre Google non sta a guardare e studia dei droni postini.

Il barman…

Scambiare due chiacchiere col barman potrebbe rivelarsi una operazione complicata se il barman è un robot.

Già pienamente operativo sulle navi da crociera della Royal Caribbean, il robot non antropomorfo è costituito da due bracci meccanici che mescolano cocktail e preparano aperitivi con precisione certosina.

…e il cameriere!

Una ventina di studenti olandesi ha aperto il primo Drone cafè all’interno del campus della Eindhoven University of Technology, con ordinazioni servite via aerea da Blue Jay, drone completamente autonomo che non ha bisogno di un pilota per consegnare il beverage.

Lavori da robot: Il chirurgo

Se hai una visione romantica del futuro, immaginerai probabilmente un mondo in cui i lavori pesanti siano svolti da sofisticate macchine in modo che l’uomo possa dedicarsi a operazioni più virtuose.

C’è un problema: i robot sono efficienti.

Talmente efficienti da poter sostituire l’uomo anche nelle operazioni chirurgiche più impegnative e complesse, forte di una enorme capacità di calcolo, mani saldissime e nervi d’acciaio.

Che lavori può fare un robot
Di Nimur da en.wikipedia.org, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3158337

Già adesso molti chirurghi operano attraverso un pannello di controllo dotato di interfaccia, utilizzando precisissimi strumenti di chirurgia robotica come il sistema chirurgico Da Vinci.

Magari i robot non serviranno solo per lavorare, chissà, potremmo diventare amici se fossero davvero carini come Dogmy!

Un mondo di robot

Un Dalek in un negozio di libri per bambini. Da Wikipedia.
Un Dalek in un negozio di libri per bambini. Da Wikipedia

 

I robot costituiscono uno dei temi più comuni e di successo della fantascienza. Il termine fu coniato nel 1921 da Karel Čapek, nel suo dramma Rossumovi univerzální roboti, vale a dire I robot universali di Rossum. Venne quindi Isaac Asimov con le tre leggi della robotica. Nei decenni le macchine hanno quindi conquistato un ruolo sempre più importante, nella cultura popolare come nelle molteplici attività umane.
Nelle ultime settimane, tuttavia, molte voci autorevoli sono tornate a parlare in modo insistente e concreto dei rischi dell’intelligenza artificiale e di robot che ci sostituiscono nelle più disparate faccende. [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”null”]Ci sarà ancora spazio per gli uomini in questo mondo?[/inlinetweet]

I rischi dell’intelligenza artificiale

La scena della rivolta dei robot, dal dramma di Čapek. Da Wikipedia.
La scena della rivolta dei robot, dal dramma di Čapek. Da Wikipedia

 

Di recente, Elon Musk durante l’AeroAstro Centennial Simposium, ha manifestato la sua opinione sull’intelligenza artificiale come potenziale minaccia all’esistenza dell’uomo. Musk ha anche suggerito qualche forma di regolamentazione internazionale, prima che si faccia qualcosa di molto stupido. Il mese scorso, poi, Stephen Hawking si è espresso con una certa preoccupazione sul tema. Per il Professore, lo sviluppo di una piena intelligenza artificiale potrebbe segnare la fine della razza umana. Questa, limitata dalla lenta evoluzione biologica, non potrebbe competere e diverrebbe superata. Alla ormai celebre intervista ha fatto seguito quella di Eric Horvitz di Microsoft, che ha sminuito i rischi relativi alla perdita di controllo da parte dell’intelligenza artificiale. A contraddire Horvitz è stato addirittura lo stesso Bill Gates, che ha insistito sul fatto che essa costituirebbe un motivo di preoccupazione.

 

Commessi e giornalisti robot

Il giornalismo vive oggi una delicata fase di transizione, caratterizzata dalle innovazioni degli ultimi decenni che prendono piede, e che coesistono con le forme tradizionali. Novità e cambiamenti non smettono di rincorrersi però: l’ultimo viene dall’importantissima agenzia di informazione Associated Press, che grazie a un sistema implementato sei mesi fa, ormai produce un gran numero di articoli di natura finanziaria in modo completamente automatizzato. In coda non troverete il nome di un autore, ma solo la nota: “This article was generated using Automated Insights” (cioè “questo articolo è stato generato utilizzando Automated Insights“, che è anche l’impresa specializzata in giornalismo “robotico”).

Il giornalismo non è però l’unico settore nel quale i robot cominciano ad affacciarsi. I primi commessi robotici cominciano ad essere prodotti: il loro costo è relativamente contenuto, e anche se non sono ancora in grado di compiere determinate operazioni (come il prendere un prodotto da uno scaffale, o aprire una scatola) c’è già chi calcola il numero di posti di lavori che verranno persi nei prossimi anni. Si consideri che già Amazon sta cominciando ad automatizzare le proprie attività di magazzino.

Il dibattito sulla “disoccupazione tecnologica” dovuta ai robot può inquadrarsi nell’ambito della vecchia discussione circa l’automazione: le macchine tolgono lavoro agli esseri umani e arricchiscono pochi capitalisti, o al contrario creano opportunità e sviluppo?

 

Un drone su Marte

Resa artistica di Curiosity su Marte. Da Wikipedia.
Resa artistica di Curiosity su Marte. Da Wikipedia

 

C’è sicuramente un posto, tuttavia, nel quale è meglio che, almeno per il momento, ci siano le macchine e non gli umani. Molti ricorderanno la faccia di Arnold Schwarzenegger che si contorce e si deforma, nella parte finale di Total Recall durante la quale questi viene spinto sulla superficie di Marte senza tuta spaziale. Senza badare a quanto la scena del film sia scientificamente corretta, ricordiamo che l’esplorazione del pianeta rosso è finora avvenuta col tramite di sonde e altri mezzi che ne hanno esaminato il clima, la superficie e la geologia. Il Jet Propulsion Laboratory della Nasa sta perciò trovando il modo di realizzare un drone, funzionante ad energia solare e in grado di superare i limiti degli altri veicoli. Non mancano le difficoltà connesse alla più rarefatta atmosfera marziana e alla limitata autonomia (solo pochi minuti).