Ti serve un Wurstel, intervista a Manuel Vozza

Ti serve un wurstel - Manuel Vozza
Ti serve un wurstel – Manuel Vozza

 

Ciao, mi chiamo Manuel e sono un musicista, ti serve un wurstel?“. Manuel Vozza è così, semplice e diretto come leggiamo sul sito dedicato a Wurstel, il tormentone estivo 2015.

Non mi sono lasciato sfuggire l’opportunità di fargli qualche domanda sui motivi che l’hanno spinto a passare da una vita rock anni ’90 allo spiritoso tema reggae dell’ultimo singolo Wurstel e della bonus track Una Botta.

Ti serve un Wurstel, come è nata l’ispirazione per un tema così complesso?

L’ispirazione di questa canzone è arrivata quando la mia vicina di casa, che negli anni è diventata anche una grande amica, continuava a lamentarsi dei rapporti con gli uomini, di come fossero banali e superficiali e dell’insuccesso delle sue storie d’amore.

Si chiedeva spesso come facessero le amiche a mantenere relazioni  più o meno stabili vivendo le esperienze in maniera spensierata.

Ti serve un wurstel - Manuel Vozza
Ti serve un wurstel – Manuel Vozza

Data la grande amicizia e la stretta confidenza che si andava creando col passare del tempo, ho provato a darle alcuni consigli dal mio personalissimo punto di vista maschile, cercando di capire davvero come mai fosse così polemica e ripetitiva nelle sue considerazioni, ma cercando di scavare un po’ più a fondo nella sua vita e tra le sue burrascose esperienze vissute.

Ho scoperto, non senza qualche insistenza e difficoltà, che in realtà nei rapporti con gli uomini si fermava prima di conoscerli “del tutto”, un po’ per paura un po’ per una educazione che ha sempre visto il sesso come qualcosa di impuro o, almeno, da tenere nascosto.

O forse, semplicemente, perché avere una relazione completa proprio non le interessava ed era molto più semplice addebitare ad altri gli insuccessi personali.

Ti serve un wurstel - Manuel Vozza
Ti serve un wurstel – Manuel Vozza

 

Nella mia mente si è fatta strada l’idea che la sua insoddisfazione fosse proprio dovuta al fatto che, non arrivando mai in “zona rossa” con gli uomini, non potesse che vedere molte cose in maniera incompleta rispetto alla realtà a tutto tondo di noi altri, vivendo la vita con una attitudine gioiosa, felice e spensierata.

Sebbene l’argomento fosse decisamente esplicito, mangiando una piadina con wurstel ho avuto l’illuminazione: “Sai cosa?” le ho detto “Ti serve un wurstel!“.

Anni e anni di musica rock, poi la svolta con Ti serve un wurstel

Anni di musica suonando (letteralmente) in giro per l’ Italia, poi l’ incontro con un altro tarantino a Reggio Emilia dove vivo adesso: Salvo De Pasquale, un tuttologo della musica che mi ha un po’ ripulito le idee, aiutandomi ad arrangiare i miei pezzi a cui mi sembrava mancasse sempre qualcosa.

Ti serve un wurstel - Manuel Vozza
Ti serve un wurstel – Manuel Vozza

 

 

[inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”#tiserveunwurstel”]Tra le sue magiche mani i miei brani diventavano più fluidi e meno personali[/inlinetweet]: tagliando senza pietà i miei amatissimi assoli di chitarra elettrica (indispensabili anche nella sigla dei Puffi, secondo me) il mio lavoro un po’ troppo autoreferenziale diventava apprezzabile per un pubblico più vasto, tanto che la nostra collaborazione prosegue e siamo diventati grandi amici.

Abbiamo allestito insieme un piccolo studio e sudiamo ogni settimana sette camicie su progetti nuovi e allegri ricordi:  [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”#tiserveunwurstel”]il tempo vola perché ci divertiamo davvero come bambini![/inlinetweet]

Wurstel e il relativo Ti serve un wurstel raccontano esattamente la storia di qualcuno o è un invito (non tanto) disinteressato a tutte le donne?

Come ti dicevo prima, il concetto del ti serve un wurstel è ispirato precisamente ad una persona a cui ero e sono tuttora molto legato.

Si chiama Enza ed è stata la prima persona a cui ho fatto ascoltare il loop improvvisato di Wurstel, spiegandole in maniera giocosa cosa pensavo della sua situazione nervosa e del suo modo di fare. [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”#tiserveunwurstel”]In fondo la musica serve per comunicare, giusto?[/inlinetweet]

Per dirla tutta, alla fine del pezzo non l’aveva presa molto bene: [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”#tiserveunwurstel”]il sesso è un argomento delicato per chiunque, uomini e donne[/inlinetweet] e sicuramente non è troppo piacevole accorgersi di vivere male la propria sessualità. E non fa piacere nemmeno sentirselo dire…

 

Ti serve un wurstel - Manuel Vozza
Ti serve un wurstel – Manuel Vozza

 

 

Poi, ascoltandola ancora e ancora, ha iniziato ad incoraggiarmi chiedendomi di registrarla, in modo da poterla ascoltare anche in auto andando al lavoro o a casa, senza obbligarmi ad improvvisare concertini live praticamente dovunque. Insomma, era pur sempre [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”#tiserveunwurstel”]una canzone scritta a posta per lei, un po’ la mia Beatrice[/inlinetweet]!

Ti serve un wurstel è un messaggio adatto al panorama musicale italiano?

Sai cosa? Non so davvero! Il circuito radiofonico passa quasi esclusivamente musica a tema romantico, almeno per quanto riguarda le produzioni italiane.

Già, [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”#tiserveunwurstel”]viviamo nel Paese dell’amore, di Romeo e Giulietta[/inlinetweet]; poi c’è il Vaticano e la Chiesa, anche se Papa Bergoglio sembra molto più moderno e aperto agli argomenti considerati tabu dai sui predecessori.

Ti serve un wurstel - Manuel Vozza
Ti serve un wurstel – Manuel Vozza

 

 

La musica “diversa” segue vie spesso non molto convenzionali, ma radio e tv difficilmente spingeranno prodotti di questo tipo, affidati sempre più spesso a piattaforme condivise come YouTube o SoundCloud.

Quindi, media nazionali a parte, in Italia è possibile emergere con messaggi più leggeri o frivoli come Ti serve un Wurstel?

Ho provato più di una volta a seguire il blasonato San Remo, ma mi sono accorto che anche quando si esibiscono gruppi un po’ più leggeri, se così possiamo definire grandi artisti come Elio e le Storie Tese, in questa manifestazione si annullano un po’ e perdono di freschezza.

[inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”#tiserveunwurstel”]Ci sono ovviamente delle regole: non tutto può essere trasmesso![/inlinetweet]

Il fattore doppio senso a basato sul sesso potrebbe non essere visto positivamente o risultare inadatto alle grandi platee ma so perfettamente che [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”#tiserveunwurstel”]la gente più curiosa e più originale ha bisogno di stimoli nuovi[/inlinetweet], di vivere le passioni e sì, anche della risata, anche di ti serve un wurstel.

Quali sono stati i tuoi maestri e i modelli a cui si ispira la tua produzione?

Beh, in realtà ascolto davvero di tutto, da bambino sognavo di dividere il palco con Vasco Rossi, poi ho seguito molto Ligabue, Negrita e Timoria, tutti gruppi in cui le chitarre erano protagoniste indiscusse e che mi spingevano a studiare tanto e imparare ogni giorno.

 

Ti serve un wurstel - Manuel Vozza
Ti serve un wurstel – La copertina del singolo WURSTEL

 

 

Parallelamente amavo anche Eugenio Finardi, ma anche gli Skiantos che ancora oggi mi fanno sorridere con basi musicali davvero piacevoli.

Apprezzo anche Simone Cristicchi e Caparezza, che sembra dica cose frivole e in realtà affronta tematiche importanti con serietà e ironia, forse sarcasmo. Ecco, quello che ho tentato di fare con Wurstel e Una Botta.

Cosa vuoi fare da grande, Manuel?

[inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”#tiserveunwurstel”]Da grande mi piacerebbe fare quello che già faccio[/inlinetweet]: suono in giro per locali in tutta Italia e compongo pezzi  miei, mi diverto con un paio di cover band con gli amici e con [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”#tiserveunwurstel”]la musica: non riuscirei a pensare solo ad un giorno senza di lei[/inlinetweet].

Pensi che il successo della musica italiana all’estero sia legato solo ai temi d’amore?

Credo di sì, senza farne una valutazione di merito, i cantanti che hanno avuto maggiormente successo all’estero sono proprio quelli che fanno del sentimento puro la propria bandiera: Laura  Pausini, Tiziano Ferro, Biagio Antonacci ed Eros Ramazzotti che scrivono e cantano canzoni quasi esclusivamente d’amore.

Questo se per mercato estero intendiamo l’America latina in cui si parla una lingua molto simile alla nostra che agevola questo tipo di scambio: anche in italia sono famosi Miguel Bosè, Jarabe De Palo, Manà e molti altri. A livello più internazionale Pavarotti e Andrea Bocelli sono indiscutibilmente  dei mostri sacri.

 

Ti serve un wurstel - Manuel Vozza
Ti serve un wurstel – Manuel Vozza

 

Coinvolgere i social per far ascoltare la tua musica, perché?

Wurstel è una canzone allegra, in tutta sincerità [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”#tiserveunwurstel”]credo che la musica possa anche strappare una risata[/inlinetweet], allontanandoci temporaneamente dai temi più seri che ogni giorno condizionano la nostra giornata. Tre minuti per sorridere, insomma.

Anche io, come tutti, vivo i problemi banali ma tanto importanti della quotidianità, guardo i TG, leggo i giornali. Bene, non c’è nulla di male in un po’ di sano svago musicale! A questo vorrei arrivare, portare un sorriso, forse un po’ malizioso, sulle labbra di tanti un po’ sfiancati dalla serietà grigia del tran tran quotidiano.

E i social network possono aiutarmi, perché si basano sulla condivisione delle idee e delle esperienze ed è proprio quello che faccio ogni giorno suonando e cantando.

Dicci la verità… ti serve un wurstel?

[inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”#tiserveunwurstel”]Ti serve un wurstel è una metafora: credo che un wurstel serva a tutti[/inlinetweet], non riguarda solo Enza che ha ispirato la canzone; questo famoso wurstel è in realtà ciò che manca e serve a ciascuno di noi per star bene e vivere una vita tranquilla e soddisfacente.

Insomma, per farla breve, [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”#tiserveunwurstel”]se senti che ti manca qualcosa…prenditi un wurstel![/inlinetweet]!!

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