Tormentone estivo, i successi e le hit degli ultimi 25 anni

Lo stiamo aspettando tutti, il tormentone estivo 2015. C’è chi lo ama e non aspetta altro che la radio passi la canzone più inflazionata dell’estate per cantarla a squarciagola, e c’è anche chi lo odia e ogni anno, nonostante tutto, ne conosce a memoria ogni singola strofa.

Quella del tormentone estivo, in ogni caso è consuetudine consolidata da quando la musica ha iniziato ad avere maggiore diffusione grazie a Jukebox e Cinebox.

Il tormentone estivo 2015: Ci serve un Wurstel!

Quest’anno abbiamo già la nostra personale proposta, una canzone che per allegria, ironia e capacità di far ballare si candida al primo posto come tormentone estivo 2015: Wurstel, il primo singolo di Manuel Vozza.

Un brano nato da una discussione quotidiana e leggera sull’amore, sul modo in cui lo viviamo e sulla necessità di non prendersi troppo sul serio. Almeno quando si tratta di divertirsi, cantare e ballare.

 

 

Manuel, che ci ha già raccontato come è nata Wurstel nella bella intervista a cura di Fabio Casciabanca, tra social network, musica e radici salentine, ha messo un po’ di se stesso nella creazione di questo brano, che racconta le calde serate passate in spiaggia con gli amici, intorno a un falò e in compagnia del suono della sua chitarra.

Storia delle canzoni dell’estate, dalle Notti magiche dei tormentoni anni 90 al tormentone estivo 2015

Ma quella dei tormentoni estivi è davvero storia ormai. Lo ha raccontato bene Rai Storia, in uno speciale dedicato proprio ai tormentoni dell’estate.

tormentone estivo 2015
vkmedia / Pixabay

 

Nella mia memoria il primo tormentone estivo risale al 1990. Classe ’83, la sigla dei mondiali Italia ’90 è uno dei miei primi ricordi musicali, accompagnato da Ciao, l’insuperabile mascotte di quell’anno.

Quell’Estate Italiana ancora oggi ce la ricordiamo con enorme nostalgia e ogni volta che parte la voce di Gianna Nannini, sfido chiunque a non cominciare a cantare. Non c’è innovazione tecnologica che tenga al suono un po’ gracchiante, ma con i brividi lungo la schiena!

Dal 1991 al 1993, comincia l’epoca dei tormentoni anni 90 estivi e stranieri

Nel 1991 comincia la serie di tormentoni stranieri.

Chi non ha mai cantato, inventando un po’ le parole “Wararirawara Wararirawara Wararirawara”! A scuola cominciava a girare “la storia” che l’inglese era importante e bisognava studiarlo, ma noi non è che ci credessimo granché. Oggi invece tutti giù a pagare fior di quattrini per corsi di lingua e viaggi di studio all’estero.

Avessimo invece imparato il testo di Gypsy Woman (She’s Homeless) di Crystal Waters, oggi probabilmente non saremmo a lamentarci che in Italia non si trova lavoro.

1992, è l’anno dei tormentoni dell’estate. Non puoi non ricordare Please don’t go di Double You, ma che tu ci creda o no era anche l’anno di Hanno ucciso l’Uomo Ragno degli 883. E sì, c’era ancora Mauro Repetto a ballare come un forsennato accanto a Max Pezzali.

 

 

Tormentoni anni 90: Nord Sud Ovest Est

Anche il 1993 fu un anno ricco per gli appassionati di tormentoni. È l’anno di What Is Love di Haddaway, All That She Wants degli Ace of Base e del doppio colpo messo a segno dagli (allora davvero sulla cresta dell’onda) 883 con Sei un mito e Nord Sud Ovest Est.

Ma è anche l’anno in cui il tormentone dell’estate comincia ad essere legato alla pubblicità: come si fa a dimenticare la meravigliosa e super innovativa pubblicità della Levi’s sulle note di Mr. Boombastic di Shaggy?

 

1994-1996, dal Festivalbar al fenomeno Macarena

Questa devo proprio cantarla: “This is the rythm of the night, the night, oh yeah!”

Ti vedo, stai già ballando! Perché in fondo era proprio questo lo scopo di Corona, regina indiscussa delle notti del 1994. Ma era anche l’obiettivo di storiche trasmissioni come Festivalbar che ci hanno tormentato (anche loro, come la musica), hanno animato le nostre estati e alla fine ci hanno lasciato, con la nostalgia tipica di chi diventa adulto e ripensa alla sua adolescenza.

 

 

Il 1995 è l’anno di Scatman (Ski Ba Bop Ba Dop Bop), di Scatman John. Ci abbiamo provato tutti a muovere le labbra alla stessa velocità, ma alla fine era solo ballare e tante risate. Eppure quel pezzo fu al primo posto nelle hit di quasi tutta Europa.

 

 

E fu poi la volta dei ritmi latini. Pensateci bene a quel 1996, ci sono sei mosse che tutti siamo stati costretti a ballare almeno una volta, a prova di tronchi di legno. Anche chi non ha mai messo piede in una sala da ballo e ha sempre preferito il bar alla pista delle discoteche, ha mosso i fianchi al ritmo di Los del Rio con Macarena.

 

https://www.youtube.com/watch?v=XiBYM6g8Tck

 

Ma è anche l’anno delle boy e girl band, ed eccoci tutti a cantare Thake That e Spice Girls, strappandoci i capelli per i divi più di tendenza.

Tormentoni estivi anni 90: dal 1997-2001, tutti in discoteca!

1997, è l’anno di Barbie Girl degli Aqua, un brano che per sarcasmo e spirito ci sembra richiami molto il tormentone estivo 2015 di Manuel Vozza. Il video era per certi versi avveniristico, anticipando provocazioni contemporanee come quelle dei due artisti argentini che recentemente hanno vestito la Barbie da Madonna (e non quella di Like a Virgin).

1998, nuovi mondiali, nuova canzone intramontabile. La copa de la vida di Ricky Martin ha mosso i piedi dei calciatori di tutto il mondo, ma anche quelli dei tifosi, pronti a seguire il ritmo latino dell’allora astro nascente della musica internazionale.
Le radio italiane intanto trasmettono anche Solo una volta (o tutta la vita) di Alex Britti, che con quella frase “speriamo prima che l’estate sia finita” non poteva che diventare uno dei tormentoni più trasmessi dell’estate ’98.

E sempre portato dal caldo e dal sole arriva nel 1999 anche il “dammi una Vespa, l’estate che avanza” dei Lunapop, in buona compagnia con il Mambo n° 5 di Lou Bega e il più trash, ma perfettamente costruito, Supercafone di Er Piotta.

 

Era il 2000 quando Paola e Chiara esplosero come fenomeno musicale estivo grazie a Vamos a Bailar. “Esta vida nueva” starai cantando prima che ti ricordi altri tre brani indimenticabili dell’estate di quell’anno. C’erano anche Ti amo, Ti amo di Alexia, Dipende (in italiano) di Jarabe da Palo e Frena di Carlotta. E anche se qualcuno ha continuato a produrre e altri meno, quelle canzoni non possiamo fare a meno di canticchiarcele ancora oggi non appena le sentiamo.

 

 

“Dammi tre parole…” e tutti in coro a gridare le tre parole più inflazionate dell’estate del 2001, e forse anche della storia della lingua italiana: sole, cuore e amore. Qui non si tratta di banalità, ma di mettere insieme semplicità e ritmo. Insomma la chiave vincente di ogni tormentone.

Ma il 2001 è anche l’anno di Candela di Noelia e dell’intro che ci preparava a scatenarci a ritmo latino “La musìca no quiere parar, la musìca no quiere parar!”. E c’era anche Manu Chao con il suo Me gustas tu, il modo migliore per corteggiare le ragazze in spiaggia, mentre Neffa cantava di lui e della sua signorina.

 

2002-2005, che Estate è senza tormentone estivo?

La Spagna comincia a entrare di prepotenza nell’immaginario estivo di tutti gli italiani nel 2002. La portano le tre ragazze di Cordoba che a ritmo di Asereje ci hanno fatto ballare per un’intera estate raccontandoci la storia di Diego, vittima proprio di un tormentone estivo e della sua scarsa conoscenza dell’inglese.

 

 

Il 2003 è l’anno del tormentone più breve della storia. Basta una parola, Chihuahua, per ricordarsi del brano di Dj Bobo che ci martellò la testa per tutta l’estate di quell’anno, insieme ad un altro brano che ha fatto storia per aver generato uno dei personaggi più discussi negli anni successivi, il figlio d’arte Francesco Facchinetti (all’epoca Dj Francesco) con la sua Canzone del Capitano.

 

 

È il 2004 quando Caparezza ci convince di essere Fuori dal Tunnel del divertimento e invece ci si piazza in testa con il suo tormentone esplodendo anche come fenomeno mainstream. Ma è anche l’anno di Luca Di Risio e del suo Calma e sangue freddo.

Il 2005 è l’anno dei Negramaro. Il titolo è già in prospettiva, Estate. Un Giuliano Sangiorgi decisamente più giovane e con qualche chilo in meno fa esplodere la sua voce grandiosa “in bilico tra santi e dalsi dei”.

 

Estate 2006, un solo grido: Popopopopo! L’italia vince il campionato Mondiale di Calcio!

2006, una canzone che in Italia spopolerà in versione trasformata in inno da stadio. Probabilmente ce la ricordiamo tutti come “Popopopopopo”, ma il brano della gioia per la vittoria dei Mondiali di calcio in Germania era Seven Nation Army dei White Stripes.
Stessa ispirazione per la più scanzonata Siamo una squadra fortissimi di Checco Zalone.

2007-2013, tormentoni estivi sotto tono?

Il 2007 è forse l’anno meno emblematico per i tormentoni estivi, oltre a una Bruci la città che riporta sulle scene Irene Grandi, ma in versione Second Life, con una sperimentazione che farà scuola per tante iniziative pubblicitarie di brand che si lanceranno proprio sull’innovazione e sul digital, resta solo la ballad dei Negramaro, Parlami d’amore.

 

 

Nel 2008 esplode il fenomeno malizioso e un po’ ammiccante Katy Perry. I kissed the girl turba i sogni dei ragazzi e dà il via ad una generazione di cantanti tutto balletti, colori fluo e provocazioni.

 

 

Strana, davvero strana e forse anche un po’ inquietante, ma musicalmente rivoluzionaria, il 2009 è l’anno di Lady Gaga. Il fenomeno mondiale esplode con Poker face ed è davvero inarrestabile. Per tutta l’estate si susseguono imitazioni e caricature, tutti comunque a emulare la nuova Star del pop, che, proprio come Madonna, non è la bellona di turno, ma ha una personalità esplosiva e diventa subito mito.

 

 

Se il 2010 è indiscutibilmente l’anno di Waka Waka, complici i Mondiali di calcio, nell’Estate 2011 è di nuovo Katy Perry a dominare le hit delle nostre vacanze, stavolta con Last Friday Night. Ma è anche l’anno della sempre sorridente Shakira, che con Rabiosa spopola nelle discoteche e in spiaggia.

 

 

Il 2012 era Gustavo Lima con Balada Boa ad animare le giornate e le notti estive, ma dalla Russia arriva anche il video, diventato subito caso mediatico, tra parodie e discussioni sulla liceità delle immagini, delle Serebro con Mama Lover. Ma chi non ricorda, nell’estate del 2012, quello che più che un tormentone è stata una vera e propria ossessione? È questo l’anno del tenero, ma un po’ stressante, Pulcino Pio!

 

 

Nuova Estate, nuovo fenomeno mediatico. Il 2013 è l’anno di Moreno, direttamente dal talent di Maria De Filippi, con Confusione, anche se personalmente preferisco ricordarlo come l’anno di Get Lucky dei Daft Punk e di My head is a jungle di Wankelmut.

 

 

2014, il web cambia il modo di creare tormentoni estivi

E veniamo allo scorso anno, il 2014, l’anno che si potrebbe dire ha sancito la fusione del fenomeno musicale, social e web, dato che il tormentone per eccellenza è stato anche merito della Rete e di una irrefrenabile voglia di ballare. Perché se è vero che Happy di Pharrell Williams era un pezzo che meritava di essere ascoltato, è altrettanto vero che tutti i video caricati su youtube in ogni parte del mondo fatti da gente comune pronta a ballare “because I’m happy”, hanno contributo allo stratosferico successo del tormentone estivo 2014.

 

 

Anche quest’anno Manuel Vozza si candida a diventare tormentone estivo 2015 con un’operazione social che punta al coinvolgimento del pubblico, per scoprirlo basta seguirlo sul sito ufficiale www.tiserveunwurstel.it, su Facebook o su Twitter.

E tu quale canzoni ricordi delle ultime estati?

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