Turismo digitale, l’innovazione porta l’Italia verso il futuro?

Turismo digitale, l'innovazione porta l'Italia verso il futuro?
Foto: condesign / Pixabay

 

La prossima settimana prenderà il via uno dei più importanti appuntamenti per il turismo italiano, la Borsa Internazionale del Turismo, quest’anno al 35° appuntamento. Dal 14 al 16 febbraio un’area della manifestazione sarà dedicata anche al turismo digitale, per favorire l’incontro tra i principali operatori del mondo tecnologico-digitale e i più innovativi servizi di business & networking.

Innovazione nel turismo digitale, i dati

Un elemento da non sottovalutare dato che, secondo i dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano, “la spesa digitale degli italiani per il turismo si attesta attorno ai 7 miliardi e ammonta al 22% della spesa totale (31,5 miliardi, escluso l’incoming e cioè la spesa di turisti stranieri in viaggio in Italia)”.

Turismo digitale, l'innovazione porta l'Italia verso il futuro
Infografica da: anat.ro

 

È soprattutto il mobile commerce dei turisti italiani ad essere aumentato, per un valore di circa 340 milioni nel 2014, con un aumento del 40% rispetto a un anno fa. Sebbene gli acquisti 2014 per turismo e viaggi in Italia e all’estero siano quasi stazionari rispetto all’anno precedente, è proprio

“il peso della componente digitale sul totale sia in valore, passando dal 16% del 2013 al 18% del 2014, sia a livello di importanza attuale e prospettica nelle considerazioni strategiche delle aziende di settore. Se guardiamo alla spesa digitale complessiva, il 46% della spesa turistica digitale è riconducibile a viaggi domestici, in crescita dell’11% rispetto al 2013. Il 34% è generato dai viaggi di italiani all’estero (outgoing), in crescita del +9% rispetto al 2013. Il rimanente 20% è la spesa degli stranieri in Italia (incoming), in crescita del 6% rispetto al 2013”.

 

Gli obiettivi del TDLAB

I risultati del TDLAB, il laboratorio del turismo digitale del MiBACT istituito per definire e favorire l’attuazione della strategia digitale per il turismo in Italia, lasciavano ben sperare, anche grazie all’individuazione degli ambiti di intervento sui quali concentrare le risorse: interoperabilità e big data, sviluppo digitale, promozione e commercializzazione.

E tuttavia le critiche al MiBACT non sono tardate ad arrivare dopo lo scivolone di verybello.it, macroscopico digital flop della vigilia dell’inaugurazione di uno degli eventi che più apriranno l’Italia all’accoglienza dei turisti stranieri.

Turismo digitale, l'innovazione porta l'Italia verso il futuro

Verso l’Internet of everything

Anche al BTO 2014 di Firenze c’è stato spazio per il tema “Turismo e innovazione digitale”. Gli scenari tecnologici e di mercato illustrati durante l’appuntamento vertono (senza troppe sorprese) su app per smartphone, ma anche sull’adozione dell’IPv6, ossia il nuovo protocollo Internet in grado di introdurre nuovi servizi semplificando la configurazione e la gestione delle reti IP, consentendo di collegare un’infinità di oggetti (Internet of everything).

Ma [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”null”]il turismo del futuro per l’Italia prevede anche una Carta dei diritti di internet, l’accesso universale, una identità digitale per persone e imprese[/inlinetweet], un progetto banda larga e uno per il wifi aperto e facile, la trasformazione della scuola in digitale e in cloud. Almeno nella visione di Paolo Barberis, consulente per l’innovazione del governo Renzi.

Forse però non basta questo a dare una scossa al turismo italiano, che nonostante si esprima nella bellezza e nella ricchezza culturale dei siti storico-artistico-archeologici presenti praticamente su tutto il territorio nazionale, in molti casi non ha mai conosciuto servizi ormai sorpassati come una carta del turista che integrasse patrimonio culturale, eventi e mobilità.

[inlinetweet prefix=”null” tweeter=”null” suffix=”null”]Sempre di più la visita turistica non è solo cultura, ma anche esperienza e intrattenimento[/inlinetweet]. Appuntamenti fissi potrebbero diventare ad esempio, le bellissime installazioni di 3d mapping, in grado di calamitare l’attenzione di viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo, e che probabilmente grande senso avrebbe soprattutto per fornire ricostruzioni curate di tanti siti archeologici che, invece, attualmente, per i numeri di ingressi, non hanno purtroppo senso di esistere, se non in ottica di conservazione.

Turismo digitale, l'innovazione porta l'Italia verso il futuro
Foto: SplitShire / Pixabay

 

Modelli ed esempi già in atto

Se tante restano le idee, alcune realtà già esistono, come l’esempio virtuoso della Regione Puglia, che per il secondo anno, con il suo MyPugliaExperience ha ospitato ragazzi provenienti da tutta Italia per permettere di scoprire e soprattutto raccontare, attraverso foto, video, blogging e social network, le varie declinazioni di una vacanza nella terra delle orecchiette e della taranta.

Un altro bellissimo esempio, quello di Bologna, che ha candidato i suoi portici (praticamente l’intero centro storico) a bene tutelato dall’UNESCO. E per sostenere la candidatura, ecco un progetto 3D dei portici di Bologna: un modello virtuale nato non senza difficoltà, vista la particolare configurazione architettonica e la sua estensione.

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4 thoughts on “Turismo digitale, l’innovazione porta l’Italia verso il futuro?

  1. Spesso lo sviluppo tecnologico non va di pari passo con le reali esigenze dei potenziali fruitori. Credo che molti servizi digitali siano persino inutili o autoreferenti. Anche in ambito turistico e culturale, ci sono start up italiane e innovative che non trovano la giusta considerazione. Per quanto mi riguarda, vorrei contribuire a rendere la fruizione del patrimonio culturale maggiormente inclusiva. M.in.A-Museum Inclusive Access è l’idea mia e dei miei colleghi, ci piacerebbe vederla crescere. http://goo.gl/ne0SUD

  2. Ciao Eugenio, sono d’accordo con te sullo sviluppo tecnologico e anche sulle Startup. Ma soprattutto penso che in Italia siamo ancora lontanissimi da una azione programmatica che permetta di coordinare il lavoro di tantissimi operatori del settore. Nella specificità delle diverse realtà territoriali di cui l’Italia è fatta bisognerebbe trovare il compromesso tra sviluppo e possibilità di fruizione reale da parte dell’utente.

    Ci piacerebbe saperne di più di M.in.A, ti va di scrivermi a redazione@pinguinomag.it per darmi qualche dettaglio in più?

    Grazie! 🙂

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