Twin Peaks: tremate, a volte Lynch ritorna

Attenzione: questo articolo potrebbe contenere spoiler per chi non ha ancora visto Twin Peaks. Se vi riconoscete in questo gruppo di eretici fermate la lettura, andate a vedere le due stagioni e poi ne riparliamo.

Un fotogramma della sigla di Twin Peaks
Un fotogramma della sigla di Twin Peaks – it.wikipedia.org

 

La trama in sintesi

Una tranquilla e anonima cittadina americana, Twin Peaks, viene sconvolta dal ritrovamento del cadavere di una bella e brava studentessa del luogo, Laura Palmer. Durante la serie si scoprirà che Laura non era mica tanto brava e questo sconvolgerà la vita del suo ragazzo e della sua migliore amica, che appena Laura tira le cuoia si scoprono d’improvviso innamorati.

Ad indagare sul fatto arriverà un agente dell’FBI con una preoccupante dipendenza dalla caffeina e la strana abitudine di chiamare Diane un registratore. Stiamo parlando dell’agente Dale Cooper, uomo affascinante nonché fenomeno paranormale. Intanto in città succedono altre cose strane e l’agente Cooper, bene o male, avrà a che fare con tutte queste cose. Cose stranissime. Non vi dirò altro, è già troppo.

Il regista David Lynch - fonte wikipedia.com
Il regista David Lynch – en.wikipedia.org

 

Lo faccio. Non lo faccio. Lo faccio. Non lo faccio.

David Lynch davanti allo specchio del bagno di casa sua si chiede se riprendere in mano o meno un gioiello chiuso in un cassetto esattamente 25 anni fa. Riflesso nello specchio, Bob se la ride (come solo lui sa fare) e gode di questo tira e molla che, diciamocelo sinceramente, ha più a che fare con il marketing che con i conflitti interiori.

Commenti dei fan, trattative, post da parte del regista e da parte di Showtime – il canale statunitense che produrrà la nuova stagione – su Facebook.

Si fa. Non si fa. Si fa. Non si fa.

Si fa con Lynch. Si fa senza Lynch.

Il tira e molla diventa sempre più un fatto mediatico, fino ad arrivare ad una petizione che parte del cast di Twin Peaks realizza per convincere la produzione a non andare avanti senza Lynch. Il risultato è un simpatico video che illustra non solo cosa sarebbe Twin Peaks senza Lynch ma anche che il tempo è bastardo, con tutti tranne che con Sherilyn Fenn, la ancora splendida interprete di Audrey Horne.

Per farla breve, la storia si conclude così per la gioia di tutti: David Lynch si occuperà della sua creatura, gli episodi della nuova stagione di Twin Peaks saranno 18 e Kyle MacLachlan (l’agente Cooper) è per ora l’unico membro del cast originale confermato.

Ripartire dal passato?

La conferma di Kyle MacLachlan non è un fatto da poco. Ripartire dopo 25 anni potrebbe potenzialmente implicare un completo cambio di rotta nella storia, mantenendo vivo solo il tema di fondo: l’eterna lotta tra il bene ed il male, una dualità vecchia come la scoperta del fuoco ma che non passa mai di moda.

Quella del bene e del male, però, non è l’unica dualità alla base di questa serie di culto.

Vediamo quali sono le altre: la realtà terrena e la realtà ultraterrena; la loggia bianca e la loggia nera; l’uomo davanti allo specchio ed il suo riflesso; la morigeratezza (spesso solo apparente) e la trasgressione.

Ma vogliamo farla più semplice? Laura Palmer e sua cugina Maddie. Il nano ed il gigante. Mike (l’uomo con un solo braccio) e Bob.

Facciamola ancora più semplice. Twin Peaks: i picchi gemelli. Due montagne. Chi ha seguito la serie conosce bene l’importanza dei luoghi.

“C’è una specie di malattia nell’aria. Qualcosa di molto, molto strano tra questi vecchi boschi.”, dice lo Sceriffo Truman.

Ognuno di noi fan spera che Lynch non abbandoni questo aspetto, che lo coltivi e lo curi come ha fatto tante volte in passato in tutta la sua produzione cinematografica. Ma in realtà ognuno di noi desidererebbe qualcosa di più.

Il desiderio è quello di ripartire esattamente dal repentino ed inaspettato epilogo della seconda stagione. Questo non perché ci interessi sapere quanti punti di sutura sono stati dati all’agente Cooper dopo il ripetuto e ravvicinato incontro con lo specchio del bagno. Vogliamo sapere “Come sta Annie? Come sta Annie? Come sta Annie?”.

Fonte dugpa.com
Uno spoiler con i fiocchi – dugpa.com

 

No, non è vero. Vogliamo sapere cosa accade a Cooper ma anche che fine ha fatto Leo Johnson, per esempio. Perché un punto di forza di Twin Peaks è anche quello di riuscire a creare un legame non solo tra lo spettatore ed i personaggi positivi, ma anche tra lo spettatore ed i personaggi negativi, i cosiddetti villains.

Quindi, signori miei, io pretendo di sapere se Leo Johnson sta bene e secondo me volete saperlo anche voi. Così come volete sapere cosa accadrà ora che Nadine non è più Hulk Hogan. Oppure se James ha finalmente capito di essere una pippa come cantante, chissà.

Il successo di Twin Peaks: i suoi punti di forza

Abbiamo appena detto che uno dei punti di forza di questa serie è quello di far appassionare lo spettatore anche alle vicende dei personaggi poco simpatici. Ma la storia è anche un’altra.

Facciamo un passo indietro. Un bel passo lungo fino al 1990.

David Lynch e Mark Frost danno vita a quello che, a mio parere, resta il vero capostipite delle serie tv che hanno tanto preso piede negli ultimi anni. Twin Peaks, con le sue due stagioni ed un totale di 30 episodi, diventa presto una serie di culto anche in Italia.

“Chi ha ucciso Laura Palmer?”. Il quesito pronunciato dalla voce impostata del narratore di Canale5 è vivo nei ricordi di tutti noi. Così come sono vive certe scene, tipo quella in cui Bob, col suo raggiante sorriso, scavalca il divano muovendosi verso la macchina da presa che lo riprende frontalmente. Muovendosi verso di noi, insomma.

Fonte web
Un pizzico di umorismo – Ikea

 

Come se per farsela sotto non bastasse già l’inquietante e splendido tema musicale composto da Angelo Badalamenti. Ve lo ricordate, vero? È uno dei ricordi più forti che ho di Twin Peaks all’epoca. Una delle mie cugine più grandi aveva la cassetta della colonna sonora e ogni tanto la faceva partire dentro casa. Puntualmente digrignavo i denti terrorizzata, un po’ come quando i miei fratelli mi facevano vedere lo Zio Tibia al buio. Con la differenza che se lo Zio Tibia faceva paura solo ai bambini, Twin Peaks, con tutte le sue forme del male, inquietava persone di tutte le età.

Ed eccoci al punto: la vera forza di questa serie tv sta appunto nella capacità di inquietare lo spettatore con una naturalezza ed uno spirito grottesco incomparabili. E lo fa in svariati modi, ce n’è per tutti i gusti. C’è chi trova inquietante il nano ballerino, chi l’immagine di Laura Palmer grondante di sangue, chi il sorriso di Bob che compare sul volto dei vari “posseduti”, Leland Palmer in primis. Poi c’è chi di queste cose ride anche. Sì, naturalmente sto parlando di me. Per quanto mi riguarda, almeno adesso che sono più grandicella, l’immagine del padre di Laura Palmer che balla urlando e portandosi le mani alla testa è un momento altissimo di humor.

Ancora dualità: humor ed inquietudine. Ma anche soap opera e film d’autore. Twin Peaks ha tutti, ma proprio tutti, gli ingredienti giusti per un prodotto squisito. Squisito come una torta di ciliegie accompagnata da un caffè nero bollente. Un pasto che consumeremmo all’infinito, legati come siamo a quell’incredibile serie di bizzarri personaggi, spesso ai limiti della credibilità, che popolano quella cittadina al confine tra Stati Uniti e Canada. Una cittadina apparentemente normale e tranquilla ma con un’infinità di storie private da raccontare, tutte sottilmente unite ancora una volta da una dualità: ciò che sembra essere e ciò che è realmente.

Un po’ come i luoghi del nostro quotidiano, magari con meno storie torbide e soprattutto con meno paranormale. Forse.

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