L’ultimo album di Mark Knopfler: Tracker, dall’ex solista dei Dire Straits

L'ultimo album di Mark Knopfler
L’ultimo album di Mark Knopfler: Tracker

Ogni nuova uscita dell’ex Dire Straits rappresenta un evento, ma forse con Tracker, l’ultimo album di Mark Knopfler, c’è anche un motivo in più per parlarne.

L’ultimo album di Mark Knopfler: Matrice Dire Straits in Beryl

Il chitarrista originario di Glasgow ha costruito la sua fama con i Dire Straits e Beryl, primo singolo che ha anticipato l’album da cui è estratto, [inlinetweet prefix=”null” tweeter=”null” suffix=”null”]già al primo ascolto provoca un sussulto, in quanto  ricorda il tipico sound delle “terribili ristrettezze”[/inlinetweet].

Sì, perché il buon Mark raramente si è ripetuto nel corso della sua carriera e non ha certo vissuto di rendita clonando il successo già ottenuto, piuttosto [inlinetweet prefix=”null” tweeter=”null” suffix=”null”]ha percorso i sentieri artistici che più gli stavano a cuore, noncurante delle aspettative dei fans[/inlinetweet] e tanto meno delle esigenze del mercato discografico.

Dal rock alle Uillean pipes

Fin dalla prima release a suo nome, Golden Heart, la proposta musicale di Knopfler si è discostata sempre più dal rock suadente della band inglese, proponendo una miscela sonora con chiari rimandi alla musica tradizionale dell’Irlanda e della Scozia, alla popolare americana cajun, bluegrass e root, queste ultime introdotte negli States proprio dagli immigrati dalla terra d’Albione, senza dimenticare il country e il blues.

E se a suo tempo il talentuoso chitarrista pare abbia incredibilmente affermato che, riascoltando la lunga e magistrale suite Telegraph Road, contenuta in Love over Gold del 1982, gli sia sembrata un ammasso inutile di suoni, c’è anche da considerare che il pallino per  fisarmoniche e cornamuse (Uillean Pipes) si è manifestato in epoca non sospetta, già nel 1984 con la colonna sonora del film thriller irlandese Cal.

Uomo di parola Mark, aveva dichiarato: “Voglio tornare a suonare pezzi scozzesi, irlandesi e celtici. Quello che ho fatto con Cal era solo un inizio”.

L'ultimo album di Mark Knopfler

L’ultimo album di Mark Knopfler: musica e letteratura

Beryl, dicevamo, sembra, almeno in parte, un ritorno al passato glorioso. Certo, [inlinetweet prefix=”null” tweeter=”null” suffix=”null”]lo stile di Knopfler, da sempre improntato al lirismo e all’intensità del feeling, lontano dall’arido tecnicismo, appare oramai votato alla sobrietà[/inlinetweet]. Non fanno più capolino i memorabili solo alla Sultans of Swing o Tunnel of Love, ma si percepisce che la magia c’è ancora.

E la laurea in letteratura inglese nel suo curriculum non è un caso: se Romeo&Juliet è stata una trasposizione del classico shakespeariano in chiave moderna, proprio Beryl è stata composta in memoria della scrittrice Beryl Bianbridge (ci viene in mente Lady Writer), mentre la struggente Basil è dedicata al poeta Basil Bunting, conosciuto quando il futuro leader dei Dire Straits si occupava di giornalismo.

L’ultimo album di Mark Knopfler, canzoni a rilascio prolungato

L’ultimo album di Mark Knopfler va assimilato con calma, ascolto dopo ascolto, lo possiamo definire un disco “a rilascio prolungato”. Ci limitiamo, per quanto concerne i consigli per l’ascolto, a poche segnalazioni oltre ai brani già citati: il sax suonato da Nigel Hitchcock in River Towns, Lights of Taormina che è nata in seguito al concerto del 16 luglio 2013  nella stupenda cittadina siciliana, sul balcone della stessa suite che aveva già ammaliato Bob Dylan.

L’incedere jazz dell’introduttiva Laughs and jokes and drinks and smokes,Wherever I go, anch’essa impreziosita dal sax e dal duetto con Ruth Moody delleWailin’ Jennys, che ricambia il favore a Mark che aveva suonato nel suo disco solista These Wilder Things. Una collaborazione che si estende anche a John McCusker e Mike McGoldrick, session men in entrambi i lavori e decisivi nel creare atmosfere celtiche.

Per i nostalgici dei Dire Straits, menzioniamo anche il fedele Guy Fletcher, co-produttore e tastierista in Tracker e compagno di strada di Mark fin dai tempi di Brothers in Arms.

Ma il vero consiglio è di abbandonarsi alla voce calda e profonda e al tocco unico di Knopfler, deciso ma al tempo stesso morbido ed elegante, per farvi condurre per mano alla scoperta delle storie di vita che ci racconta lungo gli 11 solchi di Tracker, a cui aggiungere quelli della versione De Luxe e della Limited Edition Box, con la chicca  Oklahoma Ponies, traditional con liriche dello stesso Knopfler.

Tracker, in definitiva, sembra rinnovare la buona vena compositiva mostrata nel precedente doppio cd, l’ottimo Privateering.

L’uomo tranquillo del rock

Mark Knopfler, “l’uomo tranquillo del rock”, colui che ha sdoganato definitivamente il fingerpicking da esclusiva tecnica country per introdurlo nel rock-blues, va avanti per la sua strada.

Questo “discepolo” di J.J. Cale, di cui ha assimilito il tipico fraseggio per forgiare il suo stile (non poteva mancare nel disco-tributo al chitarrista originario proprio dell’Oklahoma voluto da Eric Clapton) aggiunge un’altra gemma pregiata alla sua – e nostra – collezione d’alta classe.

Nello scrivere queste note ci siamo fatti guidare all’obiettività, dall’analisi quanto più possibile distaccata, senza far trapelare l’affetto e la stima che ci legano a questo grande artista. Vogliamo confermare questa scelta fino in fondo, e per questo motivo preferiamo affidarci alle parole di David Knopfler, fratello di Mark e suo compagno d’avventure nei primi due album dei Dire Straits:

“Camminando per le sale de museo Van Gogh, si può capire lo scopo del suo lavoro, la completezza della sua tecnica e i molteplici stili, tutti soggetti alla sua volontà d’artista… Lo stesso discorso vale per Mark”.

L'ultimo album di Mark Knopfler

Il tour  2015 di Mark Knopfler toccherà l’Italia  il 28  maggio a Milano e a luglio con altre quattro date:  Piazzola sul Brenta (Padova) il 18,  Barolo (Cuneo) il 20, Roma il 21 e infine il 22 al Lucca Summer Festival.

 

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