Un temporary store “casalingo” per promuovere gli acquisti online

Un temporary store "casalingo" per promuovere gli acquisti online

È meglio leggere un ebook o un caro, vecchio libro? È più romantico spedire lettere d’amore o chattare parole dolci con l’amato? È meglio ascoltare un vinile rigato ma “caldo” che un file mp3 in streaming?

La dicotomia tra il presente digitale e il passato analogico si riflette in scelte a volte condizionate dalla semplice nostalgia.

Anche l’acquisto di un capo d’abbigliamento pone, da qualche anno a questa parte, un’apparente dilemma: uscire a fare shopping o rimanere in casa, esplorando siti di ecommerce specializzati?

Da “CasaZalando”

Zalando – società tedesca proprietaria di una delle più importanti piattaforme europee di e-commerce dedicato all’abbigliamento con un fatturato di 2.2 miliardi di euro nel 2014 – ha deciso di far sperimentare ai suoi utenti e a nuovi possibili clienti una doppia esperienza: la visita in un “negozio” fisico e contemporaneamente la comodità dell’acquisto online.

Nei giorni scorsi ho visitato il temporary store Zalando a Roma, in una calda giornata di maggio.

Non casualmente, il negozio (o meglio lo spazio espositivo) è allestito all’interno di una vera, bella casa privata vicina alla Città del Vaticano come del resto gli altri pop up stores allestiti nelle scorse settimane a Torino, Milano e, prossimamente, a Palermo.

Insieme a una selezione delle collezioni presenti sulla piattaforma, disposte secondo un percorso attentamente organizzato, sono previsti aperitivi, incontri e mini workshop dedicati al mondo della moda e alle sue tendenze.

 

Ho chiacchierato con Sara Bongiovanni e Alessandro Pantina, giovani e competenti manager (rispettivamente content manager/fashion editor e senior brand manager per il Sud Europa) che mi hanno spiegato gli obbiettivi di questa iniziativa, che fin dal nome, “CasaZalando”, precisa la strategia sottostante.

Sara mi dice che ci sono due diverse prospettive da cui si può vedere “Casa Zalando”; da una parte [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”#ecommerce”]si ricrea l’esperienza dello shopping tradizionale ma facendo emergere contemporaneamente gli svantaggi di tale approccio[/inlinetweet] – come il muoversi in città in afosi giorni estivi (come sperimentato personalmente…), la folla, lo stress – e i vantaggi di una tranquilla sessione di acquisti online nello spazio della propria abitazione.

D’altro canto si mostra al pubblico di utenti che dietro lo schermo del computer o del tablet ci sono persone, professionisti che si occupano di fornire un servizio di alta qualità, una grande selezione di marchi e modelli e una costante attenzione alle esigenze del cliente. Non a caso, mi dice Alessandro, sono presenti nello store-house le ragazze che abitualmente lavorano nel customer center e che quindi instaurano anche online un rapporto diretto con l’utente.

L’idea di muoversi tra le stanze della casa potendo acquistare vestiti semplicemente digitando su un tablet riprende e rafforza il video pubblicitario che ha come protagonista Vanessa Incontrada.

Un altro obbiettivo dell’iniziativa è anche quello di [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=”#ecommerce”]proporre “un’educazione all’acquisto online” agli utenti italiani[/inlinetweet], che, rispetto alla media europea, sono ancora frenati da diffidenza verso i pagamenti online e da scarsa conoscenza della Rete e dei suo meccanismi.

Nel temporary store (in effetti no-store) non si possono infatti comprare direttamente gli abiti e gli accessori esposti, perché si vuole dimostrare “in diretta” come sia facile, conveniente e divertente fare shopping online, facendo aumentare la fiducia e la voglia di riprovarci a casa. Zalando offre tra l’altro uno dei meccanismi di reso più semplici ed efficienti, consentendo al cliente di restituire la merce entro 100 giorni: un aspetto importante trattandosi di abbigliamento.

Le prime tappe a Milano e Torino hanno avuto successo; le case private (anche con il proprietario presente!) hanno attirato affezionati clienti desiderosi di conoscere di persona lo staff della loro piattaforma preferita e nuovi potenziali clienti si sono affacciati al mondo Zalando attraverso un’esperienza offline.

Questo permette al team presente ad ogni appuntamento di avere anche una sorta di mini analisi di mercato sul campo e in “real time, contribuendo alla comprensione delle diverse abitudini, richieste e peculiarità degli utenti in varie città e regioni italiane. Una delle forze del mercato italiano, del resto, è proprio l’attenzione alla moda e allo stile amplificata e moltiplicata da mille sensibilità legate a storia e cultura di ogni territorio.

La prossima e ultima tappa sarà a Palermo, il prossimo 15 e 16 maggio.

La dicotomia di cui ho accennato all’inizio è in realtà una ricchezza dal momento che arricchisce le possibilità per ciascuno di noi: non esiste un’alternativa rigida e permanente, esistono modi diversi, esperienze diverse che possono viversi, anche per lo shopping. Del resto, in questo caso, come direbbe la Becky del romanzo “I Love Shopping” di Sophie Kinsella, l’importante è che

quando compri qualcosa (ndr: indipendentemente da come l’hai comprato) hai la sensazione di essertelo realmente meritato”.

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