Una città a misura di disabili è possibile

Una città a misura di disabili è possibile

Un modo di dimostrare civiltà da parte delle pubbliche amministrazioni è di offrire città e servizi a prova di disabili.

Chi ha difficoltà deve essere agevolato e farlo oggi non è impossibile.

Certificazioni e contrassegni online per i disabili

Cominciamo dai servizi: se una persona ha difficoltà a spostarsi, perché non andare virtualmente al suo domicilio tramite internet? Se ha fatto una visita che certifichi l’invalidità non dovrebbe essere cura del disabile portare gli esiti presso gli uffici, ma si potrebbe magari autorizzare online l’acquisizione per il rilascio di contrassegni o per avere la registrazione online a un sito che certifichi lo stato di malattia o disabilità, anche temporanea.

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La cartella sanitaria del cittadino esiste in regioni come l’Emilia Romagna ed è possibile in tutta Italia. In questo modo trasferire file con il permesso del cittadino è semplice. Non esiste, infatti, nessun problema nel trasferire elettronicamente file e immagini in maniera sicura.

Fatta la visita, si potrebbe già avere pronta la certificazione, i sistemi di accesso a siti riservati e, perché no, anche l’iscrizione al database dei disabili, sia esso provinciale, regionale o nazionale.

Ovviamente sarebbe meglio un database nazionale, ma anche più banche dati, se interconnesse, sarebbero possibili. I costi in questo caso sarebbero molto maggiori, dovendo scoprire più volte gli stessi sistemi e pagando più volte gli sviluppi, costringendo inoltre a integrare i dati. Spesso però, si sa, poco è molto meglio di niente.

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I dati consentiranno di avere le agevolazioni dovute dalla legge nel proprio comune, ma se esistesse un database sovra-comunale si potrebbero avere automaticamente le agevolazioni occasionali anche in altri comuni. E se tutti i comuni adottassero questo sistema, la vita sarebbe estremamente più semplice per i cittadini disabili di tutto il Paese.

Parcheggi e mobilità

Contemporaneamente sarebbe semplice progettare e gestire i parcheggi dedicati e, conoscendo gli indirizzi di residenza dei disabili, progettare corse più frequenti del trasporto pubblico con mezzi attrezzati (dove esistono) e le manutenzioni dei marciapiedi e delle strade con soluzioni standard.

Nel mondo dei sogni tutte le strade dovrebbero essere a prova di disabile, ma nel mondo reale si devono concentrare gli interventi dove si può.

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Ai cittadini disabili si dovrebbero garantire gli accessi, con tessere o altri dispositivi, alle aree a traffico limitato, garantire la mobilità, inserendoli nella lista degli autorizzati nei controlli sulle ZTL e magari anche garantire posti riservati nei parcheggi, siano essi pubblici o privati.

Andare oltre il minimo di legge è sempre interessante e perché non iniziare dai disabili, garantendo posti riservabili in un parcheggio per evitare traffico inutile?

Qualora si volesse essere eccellenti, anche le ASL dovrebbero dare priorità ai disabili, che certificano in proprio e di cui devono avere i dati.

Ma anche un cinema, un teatro o un ristorante potrebbero offrire parcheggi riservati, magari forniti di webcam che monitori se sono liberi o meno. Il massimo sarebbe avere la rete dei parcheggi per disabili su strada monitorata in remoto, per poterla rendere visibile agli autorizzati.

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Esistono già tecnologie che consentono, con tag RFID o webcam per esempio, di capire se il parcheggio è libero, occupato da un autorizzato o occupato abusivamente.

Cosa serve per realizzare una città a misura di disabili?

Si tratta di una piccola cessione di privacy che va gestita con sicurezza per conservare adeguatamente i dati, ma che offre soluzioni reali. Ovviamente si richiede onestà da parte di chi ha avuto agevolazioni, per restituirle non appena se ne sia perso il diritto e comunicare i cambi di targhe con puntualità. Ma questo è davvero un piccolo prezzo in rapporto ai vantaggi che si potrebbero avere.

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