Valore musicassette vintage: crescono le quotazioni per il suono analogico

L’avvento del digitale ha cancellato dai nostri scaffali molti dei supporti musicali più amati dai collezionisti e tra questi anche le musicassette, che continuano a conservare valore.

Le nuove generazioni, nativi digitali o Millennial, non sapranno neanche di cosa stiamo parlando: nata nei primi anni ’60, la musicassetta ha conosciuto il suo momento di maggiore splendore negli anni ’80, per poi sparire – neanche troppo rapidamente – con la nascita del CD.

Nuovo supporto musicale, nuovo lettore, nuove modalità di ascolto e di registrazione e così le musicassette hanno piano, piano lasciato il posto a una musica nuova. E anche nella automobili il famoso mangianastri o mangiacassette ha lasciato il posto ad autoradio più aggiornate, prima con lettore CD con caricamento posteriore (il lettore era spesso nel bagagliaio), poi ad autoradio con lettore CD incluso, infine ai più recenti modelli con lettore per mp3 e connessione bluetooth ai nostri device.

Prima il CD, poi l’iPod e poi lo smartphone, insomma, hanno annientato le musicassette, che però continuano ad avere un certo valore, non solo affettivo, e possiedono una quotazione oscillante sul mercato del vintage.

musicassetta

Musicassette: cosa sono, come e quando sono nate

La musicassetta, spesso chiamata anche audiocassetta, cassetta a nastro o solo cassetta, è un supporto musicale composto da due bobine di nastro magnetico disposte all’interno di un contenitore di plastica (la cassetta appunto), utilizzato per registrare e riprodurre materiale audio, in modo molto simile all’equivalente supporto audiovisivo, la videocassetta. Anche quest’ultima è stata col tempo sostituita da supporti digitali come i DVD.

La microcassetta era, invece, una versione in scala, dalle dimensioni più ridotte delle musicassette, usata dai microregistratori vocali e nelle segreterie telefoniche.

Nella nostra memoria le musicassette rimangono come i supporti preferiti dai genitori per registrare, in casa, i primi vagiti e le prime parole dei figli. Chi, poi, non ha mai inciso e conservato un nastro casalingo nel quale si esibisce come il nuovo Bruce Springsteen italiano?

Ricordi indelebili insomma ci legano al valore delle musicassette, che potevano essere “facilmente” registrate anche in casa.

Come riportato da Wikipedia, la prima musicassetta fu immessa sul mercato nel 1963 dalla Philips.

Con i primi modelli monofonici si poteva registrare solo una traccia per ogni senso di scorrimento: una registrabile e riproducibile come lato “A”, l’altra come lato “B” capovolgendo la cassetta nel lettore, proprio come per i dischi in vinile.

Si passò solo in seguito alla stereofonia per le musicassette: due tracce audio per ogni lato e anche alcuni modelli semi-professionali con la possibilità di registrare ben quattro tracce su un solo lato, per le registrazioni multi-traccia.

La musicassetta si affermò col supporto per l’ascolto della Philips denominato Compact Cassette e lanciato sul mercato nello stesso 1963.

La produzione di massa cominciò solo nel 1965 in Germania, quando anche le case discografiche cominciarono a pubblicare album sia su disco in vinile che su musicassetta, iniziando la vendita di nastri preregistrati.

Le musicassette, insomma, nascono come supporti vuoti: le cosiddette musicassette vergini. Solo in seguito le case discografiche intravidero il potenziale commerciale di un supporto più maneggevole e capiente dello storico vinile.

Tra i pregi della musicassetta, infatti, che ne fece crescere il valore anche per la discografia, c’erano:

  1. manegevolezza, per la capacità di racchiudere in un piccolo spazio una quantità considerevole di tracce audio, variabile a seconda della quantità di nastro inserito nella cassetta;
  2. versatilità, per la possibilità di utilizzarla sia per registrazioni private o domestiche, come interviste, dettature, messaggi vocali, sia in ambito musicale professionale;
  3. facilità di utilizzo, sia in fase di registrazione, che soprattutto di riproduzione, che divenne ben presto anche portatile;
  4. economicità e semplicità nella fase di duplicazione.

Lettore di musicassette: dal Compact Cassette Philips al Walkman Sony

lettore musicassette
Lettore musicassette Sony

Una spinta ulteriore alla diffusione delle musicassette venne dal Walkman Sony, oggetto mitico che tutti ricordano e che i più fortunati ancora conservano.

Nei mercatini delle pulci è ancora possibile trovarne qualcuno funzionante in vendita e il consiglio è quello di acquistarlo e conservarlo gelosamente, perché il boom della moda delle audiocassette non tarderà ad esplodere, così come è tornato di tendenza possedere e ascoltare dischi in vinile.

Messo in commercio nel 1979, il Walkman della Sony consentiva l’ascolto di musica ovunque con l’uso delle cuffie audio. L’alimentazione funzionava in genere con due o quattro pile stile, in grado di supportare alcune ore di ascolto.

Anche la qualità del nastro magnetico delle musicassette si evolvette nel corso del tempo, diventando capace di soddisfare le più svariate esigenze: al nastro “normale” fu aggiunto il nastro al cromo, con migliori performance di registrazione e durata; a questo si affiancarono poi  quello al “ferrocromo” e il nastro “metal”, molto apprezzato dagli audiofili.

Fu solo a partire dagli anni ’90 che la diffusione di massa dei masterizzatori, a prezzi più accessibili per tutti, spinse la maggior parte dei consumatori ad adottare i CD audio per la registrazione musicale casalinga, favorendo la diffusione dei lettori anche nel settore delle autoradio.

La scomparsa delle musicassette preregistrare e delle musicassette vergini: dove trovarle ancora in vendita

Negli anni 2000 la maggior parte delle case discografiche smise di produrre musicassette preregistrate (salvo rare eccezioni), mentre le musicassette vergini furono ancora prodotte per qualche anno soprattutto da produttori storici come TDK, Sony, Maxell e Basf, con il marchio Emtec a partire dal 2000.

Le musicassette vergini sono state prodotte ancora fino ai primi anni 2010 e sopravvivono tra i cultori dell’analogico soprattutto grazie alla vendita su piattaforme di eCommerce come ebay, Amazon o di alcune aziende che continuano a produrre nastri vergini in quantità limitate.

Puoi trovare, ad esempio, audiocassette vergini qui:

Per i più pignoli rispetto a qualità del suono e della registrazione, il consiglio è quello di leggere le discussioni presenti in molti forum.

valore musicassette quotazione

Valore e quotazione delle musicassette

Abbiamo parlato finora solo del valore affettivo delle musicassette, ma cosa dire del valore economico? Insomma, quanto valgono le vecchie musicassette?

Lo abbiamo scoperto cercando in rete e trovando informazioni soprattutto sui soliti forum di appassionati, dove in tanti esortano a non gettare via le vecchie audiocassette, perché (anche se minimo) possiedono ancora un discreto valore e in casi particolari possono arrivare a essere pagate fino a 70 euro, in caso di un particolare interesse da parte di un possibile acquirenti.

Ancora una volta, proprio come per i dischi in vinile, una delle piattaforme migliori dove vendere musicassette usate è ebay.

Qui le musicassette originali si vendono ancora e a volte raggiungono una discreta quotazione. Basterà fare una lista e pubblicare un annuncio per trovare qualche appassionato certamente interessato all’articolo.

In genere, se vendute in stock, le musicassette valgono circa 50 centesimi l’una, ma proprio il fatto che molti le buttano via, perché le ritengono solo un ingombro, potrebbe renderle sempre più rare nel prossimo futuro e fare lievitare la loro quotazione.

Anche su mercatinomusicale la scelta tra le offerte di musicassette è davvero variegata e per tutte le tasche.

le musicassette valore

 

Ascoltare musicassette senza mangianastri: ecco come convertire musicassette in mp3

Abbiamo rievocato lontani ricordi e ora hai davvero voglia di ascoltare la tua cassetta musicale preferita, quella che hai gelosamente custodito in un cassetto, ma non sai come fare?

Ecco come puoi facilmente convertire una musicassetta in mp3, perché ci sono alcuni dispositivi che permettono di farlo automaticamente, ma esiste anche una soluzione economica che funziona utilizzando il tuo computer.

Tutto ciò di cui avrai bisogno sarà un programma di acquisizione audio scaricabile gratuitamente come Audacity e alcuni cavetti da collegare al vecchio mangiacassette. Qui troverai tutti i dettagli su come fare e anche alcuni suggerimenti aggiuntivi.

Oggi sono disponibili anche dispositivi molto economici che ti permettono di trasformare le audiocassette in file mp3: ricordano un po’ il vecchio walkman, ma hanno una uscita usb collegabile direttamente al PC. Trovi per esempio un convertitore di musicassette piuttosto economico disponibile su Amazon.

convertitore musicassette in mp3

Musicassette, audiocassette, nastri: quanti ricordi.

Ci sono immagini che ricordiamo tutti come se fosse ieri. Lo scotch incollato sugli angoli della musicassetta per poterci registrare nuovamente su, per esempio.

La cassetta infatti era provvista di un meccanismo di protezione dalla scrittura, attivabile o meno, per prevenire la cancellazione accidentale della traccia già registrata. Per ogni facciata, sul lato superiore era presente una linguetta di plastica che poteva essere rimossa, aprendo così un piccolo foro.

Il sensore del registratore rilevava la presenza di questo foro e, tramite un accorgimento meccanico o collegandosi a un dispositivo elettronico, impediva la registrazione. La funzione di protezione poteva comunque essere rimossa, su cassette già protette, coprendo nuovamente il foro, ad esempio con del nastro adesivo.

matita e musicassetta

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One thought on “Valore musicassette vintage: crescono le quotazioni per il suono analogico

  1. Molto vero… le audiocassette continueranno ad avere un valore affettivo e vintage enorme, soprattutto per la generazione nostra che ci è cresciuta! E non dimentichiamo le videocassette, specie quest’anno che l’ultima industria del settore ha chiuso…

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