A Year of Books, così Facebook promuove la lettura

un anno di libri su facebook
Immagine: Unsplash / Pixabay

 

Non è vero che si legge sempre meno. È certamente questa la prima osservazione che viene in mente dopo che con il suo primo post sulla pagina “A Year of Books”, Zuckerberg ha condizionato le vendite di un libro, pubblicato già nel 2013, che non avrebbe mai potuto avere una tale eco.

Il libro in questione è di natura economica e il suo titolo è La fine del potere. L’autore Naìm Moisés.

Il successo di “Un Anno di Libri” su Facebook

La nuova creatura di Zuckerberg, insomma, sembra essere già un successo, con oltre 238.800 Mi piace, una sfilza di quasi 700 commenti e più di 500 condivisioni solo per il primo post di quello che un tempo sarebbe stato il “club del libro” scolastico. Sì, una cosa da nerd, anche se oggi sono diventati più cool e si chiamano geek.

Zuckerberg ha lanciato all’inizio dell’anno il gruppo di Facebook “A Year of Books”, ossia “Un Anno di Libri”, per incoraggiare gli utenti a leggere un libro ogni due settimane durante tutto il 2015. I titoli, recita il post che introduce gli utenti in questa nuova esperienza social, saranno selezionati in base alla loro capacità di “promuovere la conoscenza di culture, credo, storie e tecnologie nuove”.

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Foto: jarmoluk / Pixabay

 

La fine del potere, un libro economico, in brossura, è attualmente tra i libri più venduti di Amazon.com, il primo in assoluto per la sezione di Storia economica e politica mondiale. Sembra che in totale le sue vendite si siano moltiplicate di circa il 775%. Un boom assoluto, a riprova che i social non uccidono la cultura, ma anzi ne possono diventare validi alleati.

Di cosa parla La fine del potere

Moisés Naím, giornalista ed ex direttore di “Foreign Policy”, illustra in questo libro la lotta tra i grandi protagonisti un tempo dominanti e i nuovi micropoteri che li sfidano in ogni ambito dell’azione umana. “Una contrapposizione, quella tra micropoteri ed establishment, che può sfociare nel rovesciamento dei tiranni o nell’eliminazione dei monopoli, ma anche condurre al caos e alla paralisi. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, nell’ambito degli affari come in quello della religione, dell’istruzione o della famiglia, in pace come in guerra: nel 1977, ottantanove paesi erano governati da autocrati, mentre oggi oltre la metà della popolazione mondiale vive in regimi democratici; nella seconda metà del 2010, i primi dieci fondi speculativi del mondo hanno registrato profitti superiori a quelli complessivi delle sei banche più importanti; gli amministratori delegati sono sottoposti a maggiori vincoli…”.

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Foto: AnnetteG / Pixabay

“A Year of Books”, una buona proposta?

Da bibliofili, però, amanti dei classici della fantascienza e dell’utopia negativa, non si può fare a meno di avere un sottile sospetto. Zuckerberg non ci starà per caso cominciando ad educare? Anche l’indottrinamento forse passa per i social? E soprattutto come fa una pagina con una tale mole di fan a rimanere tanto ordinata?

Sulla pagina è specificato che i commenti verranno moderati, così come i membri, per evitare commenti off topic o promozioni di lavori personali.

Forse per questo motivo, o [inlinetweet prefix=”” tweeter=”” suffix=””]forse per l’odore e l’atmosfera, io preferisco ancora andare a fare un giro in libreria, in un mercatino, in una biblioteca[/inlinetweet], farmi attirare da una copertina, da un titolo o dalla certezza dell’ultima uscita dell’autore che adoro.

Scusami Zuckerberg, ma per il momento non mi hai conquistata.

 

Era un po’ curioso pensare che il cielo era lo stesso per tutti, in Eurasia, in Estasia, e anche lì. E la gente sotto il cielo, anche, era sempre la stessa gente… dovunque, in tutto il mondo, centinaia o migliaia di milioni di individui, tutti uguali, ignari dell’esistenza di altri individui, tenuti separati da mura di odio e di bugie, eppure quasi gli stessi…

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