👸 Il castello di Torrechiara a Langhirano e l’amore eterno raccontato dalla Camera d’Oro

Ogni castello è  legato ad una vicenda amorosa, basti pensare a Paolo e Francesca che nella bella Gradara vissero il loro amore, a Giulietta e Romeo, o a Ìsabella Morra di Valsinni. Quasi sempre si trattava di amori  infelici.

Non fu così, però, l’amore che vide protagonisti i più famosi abitanti del castello di Torrechiara: Pier Maria Rossi e Bianca Pellegrini.

Benché sposato con la figlia del Conte di Guastalla, Pier Maria, tra il 1448 e il 1460, fece edificare il bellissimo maniero in onore di Bianca. Il castello divenne il luogo di incontro dei due amanti e il conte volle che il pittore Benedetto Bembo decorasse la preziosa stanza da letto, la cosiddetta stanza d’oro. Tuttavia, Pier Maria, pur restando vedovo nel 1468 della moglie Antonia, non sposò mai la bella Bianca.  

Il conte di San Secondo dedicò all’amata anche la Rocca dei Rossi di Roccabianca che divenne residenza invernale della dama.

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Castello di Torrechiara Langhirano
Credits: Cetty Rasulo

Il castello di Torrechiara in provincia di Parma

Il castello di Torrechiara svetta sulla collinetta che sovrasta la Val Parma, a Langhirano, comune della provincia parmense ed è, tra i tanti castelli presenti in zona, uno dei più belli.

Come ogni castello, aveva sicuramente scopo difensivo, tanto da essere circondato da tre cerchia di mura e da quattro torri angolari, ma era anche una sontuosa dimora e ciò è testimoniato dalla ricchezza degli affreschi presenti. 

La grande sala degli Acrobati, certamente con funzione di ricevimento, presenta dipinti a “grottesche” che narrano vicende mitologiche, offrono insegnamenti morali, ma anche episodi divertenti della quotidianità, come la rappresentazione di un servitore che inciampa mentre porta un grande arrosto.

E  ancora, l’antica cucina, la stanza di Giove, le salette del Pergolato, dei Paesaggi, della Vittoria, degli Angeli, del Velario e degli Stemmi che presentano affreschi realizzati in epoca sforzesca dall’artista Cesare Baglione.

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La Camera d’Oro

Ma come si è  già accennato, la Camera d’Oro è lo scrigno di eccezionale bellezza che il conte fece realizzare dal Bembo e i cui affreschi avrebbero tramandato ai posteri  i suoi sentimenti per Bianca, ma anche la potenza del casato. Delicate scene rappresentano l’amore cavalleresco, il cammino di Bianca attraverso i castelli del feudo e la celebrazione del legame tra il Conte e la sua amata.

La Camera d’Oro si affaccia su un ampio loggiato realizzato alla fine del Quattrocento, quando il castello perse le originarie funzioni militari e si trasformò esclusivamente in dimora.

Il nome di Camera d’Oro ha origine dalle foglie di oro zecchino che un tempo rivestivano le formelle alle pareti, che purtroppo sono state asportate e vendute dai successivi proprietari del castello. Vi si riconoscono gli stemmi dei due amanti, due cuori con le frasi Digne et in aeternum (degnamente e in eterno) e Nunc et semper (ora e per sempre), a testimonianza dell’eternità del loro amore.

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