Tinder e la campagna shock contro la prostituzione

 

Il profilo di Kim. Fonte: eightytwenty
Il profilo di Kim. Fonte: eightytwenty

 

Nei giorni scorsi su Tinder, l’app d’incontri più in voga del momento, sono apparsi dei profili di donne con evidenti segni di lesioni, col volto tumefatto e segni di graffi, che non sono passati inosservati e hanno suscitato lo sdegno degli utenti. Era la reazione che l’agenzia pubblicitaria irlandese eightytwenty voleva suscitare, imbastendo una campagna che denunciasse lo sfruttamento sessuale e la prostituzione. L’iniziativa è partita dal Dipartimento di Immigrazione irlandese, che ha voluto destare l’interesse dell’opinione pubblica su una piaga che affligge il paese, ma che in compenso ha avuto un’eco di propagazione a livello globale.

Fonte: Tinder
Fonte: Tinder

Cos’è Tinder?

Tinder è un’app per incontri, disponibile per iOS e Android, concorrente dell’ app per gli incontri a tre 3nder di cui abbiamo già parlato, che con un modulo GPS consente di conoscere altri utenti che vivono nelle vicinanze. Usarla è semplice, basta scaricare l’app, iscriversi con Facebook e scegliere quali informazioni condividere, caricare fino a sei foto personali dagli album di Facebook, inviare richieste di contatto ad altri utenti. Si potranno scegliere i profili delle persone che interessano cliccando sul cuoricino che appare sotto il profilo o scartare con la “X”. Per interagire con gli utenti è necessario che l’interesse sia reciproco e che mostrino lo stesso “apprezzamento”.

La campagna di eightytwenty

L’agenzia pubblicitaria irlandese eightytwenty ha usato delle modelle creando dei profili Tinder legati a tre personaggi: Natalia, Ana e Kim. Gli utenti curiosando tra le immagini del profilo di ogni donna, le vedono trasformarsi da bellezze composte e truccate a vittime brutalmente picchiate.
L’opzione è destra o sinistra” si legge nella slide finale. “Le vittime della tratta sessuale non hanno opzioni. Tu puoi aiutarci a porre fine a questo ora”. E Cathal Gillen di eightytwenty ha affermato:

Questa è la prima volta che si usa Tinder in Irlanda per una campagna di questo genere ed è uno dei primi esempi a livello mondiale. Tinder è diventata un app molto popolare in Irlanda, e ci fornisce un modo unico, innovativo e differente per comunicare agli uomini i problemi affrontati dalle donne coinvolte nel traffico di sesso

 

Il profilo di Ana. Fonte:eightytenty
Il profilo di Ana. Fonte: eightytenty

 

Il messaggio ha raggiunto l’obiettivo”, ha detto Denise Charlton direttore generale del Dipartimento dell’Immigrazione irlandese , notando che i profili hanno procurato uno shock agli utenti e che molti uomini sono rimasti sbalorditi nell’apprendere che il traffico sessuale avviene all’interno della comunità irlandese. Alcune ricerche hanno appurato che le prostitute utilizzano l’applicazione per trovare i clienti, ma l’app è stata pensata per chi è alla ricerca di relazioni o di sesso senza il coinvolgimento del denaro.
Cathal Gillen di eightytwenty dichiara in una mail “Non vogliamo dire che Tinder è il posto deputato alla prostituzione, ma l’abbiamo utilizzato soltanto come strumento di comunicazione”. Tinder è stato utilizzato come strumento di sensibilizzazione e soprattutto per concentrare l’attenzione su una tematica delicata e attuale che non ha lasciato nessuno indifferente. Questi profili sono stati finora molto ben accolti dagli utenti di Tinder con un gran numero di commenti e condivisioni.

Il successo di Tinder

Non c’è da meravigliarsi che la eightytwenty abbia deciso di veicolare il suo messaggio su questa app, poiché in questi ultimi mesi sta conoscendo un successo inaspettato anche per gli stessi ideatori. Ad oggi è stata scaricata più di 10 milioni di volte ed è arrivata a sfiorare i 20 milioni di utenti unici mensili. La febbre da Tinder ha colpito molte star statunitensi, incuriosendo celebrità del calibro di Britney Spears, Lindsay Lohan, Katy Perry, che ne fanno un utilizzo costante.

Il profilo di Britney Spears su Tinder. Fonte: Tonight Show
Il profilo di Britney Spears su Tinder. Fonte: Tonight Show

La piaga del traffico sessuale in Irlanda

Il traffico sessuale è uno dei crimini più redditizi insieme alle scommesse,  al traffico di droga e alla vendita di armi, ma molte persone non sono consapevoli del fatto che si tratta di una realtà  comune a tutta l’Irlanda. È importante che gli uomini di tutte le età che comprano del sesso siano a conoscenza delle conseguenze delle loro azioni. Siamo lieti di collaborare con il team di eightytwenty per portare questo importante messaggio ad un pubblico che è difficile da raggiungere attraverso i media tradizionali.

Così ha chiarito Denise Charlton.
Il Dipartimento dell’Immigrazione irlandese è impegnato ad utilizzare ogni possibile occasione per aumentare la consapevolezza circa le attività criminali che stanno dietro questi crimini e l’impatto sulle loro vittime.
La prostituzione in Irlanda rappresenta un business da 200 milioni di dollari, gestito da bande criminali straniere e nazionali, e il dipartimento ha salvato fino ad oggi sessanta donne, portate in Irlanda per essere sessualmente sfruttate.
L’ultima slide collega a Turn Off The Red Light, una campagna per porre fine alla prostituzione, il traffico di sesso in Irlanda e la schiavitù legata a questo, gestita da una rete di organizzazioni della società civile. Lo scopo è quello di combattere la domanda di prostituzione criminalizzando l’acquisto di sesso.
Alcuni attivisti sostengono che questo atteggiamento, teso a puntare il dito in forma palese contro i clienti e le prostitute, non produce altro che pratiche sommerse e rende tutti meno sicuri.

1 commento

  1. Tinder: mancanze di controllo su tentativi di truffa, staff inefficiente, app di pessima qualità
    Qualche dato di esperienza:
    1) in periodo di lockdown per Covid mi sono abbonato a Tinder Gold (123,99 € per 6 mesi);

    2) premetto: sono ritenuto dalle donne un “uomo interessante”: non sono un bello canonico, ma ho il mio buon successo, nei rapporti “face to face”; sono stato fidanzato anche con qualche modella;

    3) like pochi – in proporzione a quelli da me postati (compresi i superlike) – e a volte, dopo il like, la ragazza non ha risposto;

    4) ho ricevuto numerosi like da ragazze orientali; con 3 di queste siamo passati a Whatsapp: dopo qualche giorno di chat, senza che io chiedessi nulla, queste ragazze (di nazioni diverse), in tempi diversi (non erano conoscenze in contemporanea) hanno iniziato a inviarmi “screenshot” di loro presunti investimenti finanziari, con percentuali di guadagno tra il 20 e il 30%, proponendomi poi di unirmi a loro e di investire denaro con loro; analogamente, una ragazza giapponese, apparentemente residente a Milano, mi ha chiesto ripetutamente di giocare con lei a una lotteria on line (dopo essersi dichiarata “innamorata” di me dopo un giorno di chat!);

    5) ho segnalato i suddetti fatti come veri e propri tentativi di truffa al customer service di Tinder: mi è stato risposto di fornire dettagli, e quindi ho inoltrato loro: a) foto delle utenti, b) loro numeri telefonici, c) descrizione accurata dei fatti; mi è stato risposto, con una mail in copia-incolla, che avrebbero indagato; dopo tre settimane, e nessun riscontro, da me ripetutamente sollecitato, non mi è rimasto che segnalare la vicenda alle autorità competenti; la ragazza giapponese “della lotteria” (per brevità) continua ad apparirmi come profilo su Tinder: per almeno venti volte l’ho segnalata come “scammer” (truffatrice), il suo profilo compare, rinnovato, ogni giorno, con foto diverse, nei profili consigliati da Tinder;

    6) sempre più numerosi i profili proposti di: a) bellissime ragazze con la scritta sovra-impressa “prenotami su cazzostasera.com -130 euro tutto incluso” (ogni volta segnalato da me, senza successo: i profili continuano ad essere proposti); b) ragazze stupende che sul profilo rinviano a quello personale su SC o Instagram dove, puntualmente, richiedono denaro in cambio di sesso: anche queste segnalate, nessun provvedimento: stimo, nei fine settimana, che il 50-60% dei profili proposti appartenga a queste tipologie;

    7) conclusione: ho scritto una lettera molto dura al customer service di Tinder (anche perché, nel frattempo, ho avuto un pessimo scambio con una orientale residente a Milano che in due giorni ha cambiato ripetutamente profilo postando foto NON veritiere) e ho risposto a una delle ragazze-esca: il mio profilo è stato sospeso, nessuna spiegazione dal servizio clienti, se non la classica mail copia-incolla, seconda segnalazione alla polizia postale in corso di stesura;

    8) morale: denaro mal speso, enorme quantità di tempo sprecata, e ora ulteriore tempo per redigere denuncia contro un’applicazione del tutto inerte nel fare i controlli sugli utenti iscritti.

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