Smarfle e Musicspot, musica intelligente dalla Puglia [INTERVISTA]

Il team di Smarfle.
Il team di Smarfle

Smarfle è la crasi delle parole inglesi smart (intelligente) e shuffle (come la funzione che riproduce brani a caso tra i più ascoltati). Si tratta in sostanza di un player e di un modo di ascoltare la propria musica, dedicato in particolare a tutti coloro che hanno poco tempo per selezionarla o per creare delle playlist. Dietro il progetto c’è una startup giovane, composta da quattro elementi (Massimo Michetti, Francesco Capozzi, Giovanni Talesco, Emiliano Mancini), tre dei quali originari della Puglia.

Smarfle si avvale della sua intelligenza artificiale e dei dati raccolti, per determinare qual è la nostra musica preferita nelle varie fasi della giornata. Può così riconoscere le nostre abitudini e scegliere per noi la musica adatta al contesto della nostra giornata. La app per iPhone accetta anche le nostre indicazioni, crea delle playlist dei momenti che abbiamo vissuto, e contiene anche funzioni da social network, permettendo di sfidare altri utenti.

L’ultima creazione del gruppo è MusicSpot, un hotspot che non richiede Smarfle e che, attraverso i dati condivisi su Facebook, è in grado di elaborare delle playlist comuni a più persone. La startup sta anche lavorando a MusicSpot Cube, un dispositivo fisico in grado di riconoscere i presenti e selezionare playlist su misura.

Le diverse situazioni considerate da Smarfle.
Le diverse situazioni considerate da Smarfle

Abbiamo fatto alcune domande a Massimo Michetti, CEO di Smarfle.

Viene spontaneo paragonare Smarfle al gigante Spotify o a Deezer, e il pubblico almeno in buona parte è il medesimo, cioè quello di chi ascolta musica da mobile. Come vi collocate in questo mercato già caratterizzato da un’accesa concorrenza e da posizioni consolidate?

Il mercato della musica è appunto composto da giganti, e noi in questo momento non pensiamo di poterci paragonare ai grandi player della musica in streaming. Però crediamo che dopo la rivoluzione dello streaming ci sia ancora tanto da fare sul come fruire in modo semplice ed immediato dei tantissimi contenuti musicali oggi disponibili.

La vita oggi è sempre più frenetica, il web e i contenuti multimediali sono sempre più utilizzati in mobilità e poter dedicare del tempo a creare le proprie playlist adatte per ogni situazione è diventato praticamente un lusso. Con Smarfle abbiamo pensato di riempire questo vuoto, permettendo a tutti di ascoltare sempre la propria musica preferita con il minimo sforzo e qualunque sia l’umore o la particolare attività che si sta svolgendo. Inoltre stiamo sviluppando altri servizi, come MusicSpot, che spostano ulteriormente l’asticella, permettendo di godere sempre meglio di questi contenuti ed in modo sempre più innovativo.

Sempre con un occhio a Spotify, il cui modello di business è stato molto discusso negli ultimi mesi, su cosa puntate per realizzare la vostra redditività in un settore che vive una situazione così delicata e complessa?

Come già detto non ci inseriamo nel complesso meccanismo della fornitura della musica, ma piuttosto riteniamo di poter offrire servizi a notevole valore aggiunto a diversi tipi di clienti. Intendiamo rivolgerci sia direttamente ai consumatori che alle attività commerciali, con servizi costruiti ad hoc che permettano di massimizzare l’esperienza ed i benefici di una buona selezione musicale.

Il Music Concierge, ad esempio, è una funzionalità di Smarfle perfetta per quelli che chiamiamo “ascoltatori pigri”. L’applicazione infatti, conoscendo le attività che una persona svolge, genererà in automatico ogni mattina le playlist per la giornata, permettendo anche di sincronizzarle offline. Allo stesso modo stiamo sviluppando una tecnologia in grado di riconoscere quando un utente entra con il proprio smartphone all’interno di una attività commerciale in modo da poter condizionare, con i gusti dell’utente, la selezione musicale all’interno del negozio o del ristorante.

Se ci fermiamo a pensare a quanta musica di sottofondo ascoltiamo durante la giornata senza accorgercene, ci rendiamo conto di come la musica sia una componente importantissima nella vita di tutti. Ascoltare la musica giusta al momento giusto può renderci più grintosi o rilassati, supportandoci nelle attività che svolgiamo, e magari, con un occhio al business, condizionando la propensione all’acquisto una volta entrati in un negozio.

Smarfle e Musicspot musica intelligente dalla Puglia2

Quanto sono importanti in Smarfle l’elemento social e quello ludico?

Le discussioni, i confronti e lo scambio di musica hanno sempre fatto parte della nostra cultura; succedeva con le musicassette e succede ancora oggi con le condivisioni sui social network. Quello che però abbiamo in mente, soprattutto con MusicSpot, è però qualcosa di completamente nuovo, noi lo chiamiamo Social Music Listening ed è qualcosa che crediamo possa davvero rivoluzionare il modo di ascoltare la musica insieme.

Quante volte si discute su quale musica ascoltare in auto, oppure durante una cena, e quanto tempo si perde a trovare i brani giusti per una festa con gli amici. MusicSpot si colloca proprio in questo contesto, permettendo di prendere in considerazione i gusti musicali di tutti gli ascoltatori e selezionando la musica giusta per accontentare i gusti di tutti. Quello che oggi è online è un sito di dimostrazione di come funzionerà la nostra tecnologia, ma abbiamo in mente tante cose per farlo funzionare in un modo rivoluzionario ed unico.

Il logo di Smarfle.

Quanto è complesso realizzare degli algoritmi che cercano di riprodurre qualcosa di così personale e soggettivo come i gusti delle persone?

Ci sono diversi fattori che rendono complesso quello che stiamo facendo. Da un lato c’è la necessità di essere sempre aggiornati su tutta la musica in circolazione, riuscendo a catalogarla e caratterizzarla, in modo che si possano mettere in relazione diversi artisti o generi musicali. Dall’altro c’è la difficoltà nel modellare i gusti di una persona. Con i nostri algoritmi cerchiamo di tradurre una cosa nobilissima come i gusti artistici di un individuo in freddi numeri e calcoli; prendiamo la cosa molto sul serio e cerchiamo di farlo al meglio.

La cosa più importante, però, è tenere sempre a mente che i gusti di una persona possono cambiare nel tempo, e cambiano in base all’umore, a quello che stanno facendo ed alle persone con cui sono, ed è proprio per questo che è fondamentale essere sempre aggiornati sui nuovi stili e le nuove tendenze. In un certo senso si può dire che anche l’algoritmo più freddo non smette mai di imparare.

C’è un certo orgoglio da parte vostra quando sottolineate di essere una startup pugliese. In questo momento, pensate che questa regione offra più opportunità o più ostacoli a chi intraprende un cammino simile?

La Puglia, da questo punto di vista, è una terra contraddittoria. Da un lato ci sono tante persone competenti e con tanta voglia di fare, che permettono di creare preziose sinergie e collaborazioni. L’altra faccia della medaglia è una terra con enormi problemi legati alla difficoltà di reperire fondi, in quanto gli investimenti privati spesso si fermano più a nord, e non sempre le istituzioni riescono a fare un lavoro efficace nel far capire che conviene investire anche qui da noi.

Noi però abbiamo fatto una precisa scelta ed abbiamo deciso di non dare ascolto alle sirene che ci dicevano di spostarci magari a Milano o a Roma, dove certo sarebbe stato tutto più semplice, ma dove non avremmo potuto mai provare le soddisfazioni che si provano a fare qualcosa di bello e vincente nella propria terra.

Smarfle premiata a Working Capital, nel 2013.
Smarfle premiata a Working Capital, nel 2013
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