Ceres al fianco di Inward per la street art

Ceres al fianco di Inward per la street art (7)

Sapevi che in Italia esiste un Osservatorio per la creatività urbana? Si chiama Inward e quest’anno Ceres ha deciso di sostenere le attività di questa organizzazione che svolge ricerca e sviluppo nell’ambito di street art, urban design, graffiti e muralismo.

Inward opera con un proprio modello di valorizzazione nei settori Pubblico, Privato, No profit ed Internazionale, cui corrispondono le unità operative Governi, Università, Artisti, Aziende, ACU, Sociale, Europa e Mondo che alimentano il lavoro delle sue piattaforme permanenti: Italian Graffiti, Inopinatum, Streetness, DoTheWriting!, CUNTO, Urban Creativity Alliance e Creatività Urbana.

Sempre attenta al contesto urbano, agli eroi di tutti i giorni e alle tendenze più cool del momento, Ceres ha incaricato rilevanti firme della street art italiana della realizzazione di due opere: una nel quartiere San Salvario di Torino e, una seconda, nella periferia napoletana di Ponticelli.

A Torino con Blu Cerebrale

Si chiama Blu Cerebrale l’opera piemontese che Ceres ha affidato alla creatività di Corn79. Un’enorme murata nel quartiere San Salvario, snodo fondamentale del multietnico centro torinese.  I colori del writer definiscono in modo nuovo le strutture urbane, grazie ai suoi caratteristici cerchi.

 

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Napoli si colora con Rosk e Loste

Il Parco Merola di Ponticelli, estrema periferia orientale di Napoli, è protagonista come nuovo centro nevralgico della street art campana e qui l’opera di Ceres si fonde con la partecipazione e con le visioni degli abitanti del quartiere e del Parco.

Un campetto in cemento è animato qui dal muro dei siciliani Rosk e Loste: due scugnizzi che si contendono un pallone. Il calcio e la vita di strada con la sua verità, specie in una città complessa e viva come Napoli, raccontano una storia con tutti i suoi colori e le sue ombre.

Street art e mecenatismo del nuovo millennio

Ancora una volta, con questa operazione, Ceres dimostra che in Italia è possibile una nuova forma di “mecenatismo”, attento alle realtà quotidiane e alla street art innanzitutto.

Un modo di unire l’animo del brand, da sempre “in strada” con chi beve la sua birra e una realtà quotidiana ricca e colorata, mai edulcorata.

Come per la sfilata del gay pride, come per il supporto agli operai intenti a realizzare a tempo di record le strutture dell’EXPO, al centro c’è di nuovo il colore, portato in strada stavolta in tutta la sua essenza, la stessa di Ceres: essenzialmente on the road.

Buzzoole

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