Salento Fun Park, la storia di come si realizza un sogno [STORYTELLING]

Titti Stoppa insieme a Marcello Ostuni, presidente del Salento Fun Park
Titti Stoppa insieme a Marcello Ostuni, presidente del Salento Fun Park

 

Cinque anni fa, mentre ero nel community staff di un’iniziativa ministeriale denominata Kublai, venni in contatto con Titti Stoppa e col Salento Fun Park, ci “riconoscemmo a pelle” e da lì nacque sia una splendida amicizia che una collaborazione in qualità di facility manager per il primo compleanno del Salento Fun Park.

 

Mi ritrovai con Titti a organizzarmi con un team di persone motivate e capaci come Nicla Roberto, esperta di fundraising e finanza, Gianpaolo l'”americano” Bellanova esperto in comunicazione e RP e Marcello Ostuni presidente dell’associazione Salento Fun Park. Avevamo un obiettivo, quello di realizzare un mega party in pochi mesi raccogliendo sponsor e realizzare il primo vero OST a Mesagne invitando il giudice Gennaro Francione e lo staff dei Bollenti Spiriti per discutere di diritto d’autore alla luce della digitalizzazione multimediale. Le istantanee emozionali fortissime di quella giornata le abbiamo focalizzate in un apposito forum indelebile di Kublai forse una delle più belle pagine scritte in quella community di progetti creativi. Sprizzavamo energia e felicità da ogni poro e per un giorno Mesagne sembrò Berlino.

 

Vi lascio al racconto di questa bella realtà del nostro Sud, direttamente dalle parole di Titti Stoppa, direttamente dal cuore di Mesagne.

Foto da http://georgeslapassade.blogspot.it/
Foto da georgeslapassade.blogspot.it

 

 

“Se l’uomo vuole essere soggetto, attore cosciente della sua storia
deve analizzare le istituzioni dalle quali dipende,
per analizzare le istituzioni che lo attraversano e trovare nell’azione di gruppo una via d’uscita
all’atomizzazione burocratica della quale è vittima”

(G. Lapassade)

 

Miracolata da una legge regionale per l’occupazione giovanile (L.R. 285/77) che mi offrì un incarico di Assistente Sociale comunale, mi trasferii, carica di sogni, da Lecce a Mesagne nel 1979.

Nella pratica professionale, mi sono occupata per moltissimi anni del settore “Giovani”.

Ma nonostante tutto il mio impegno, anno dopo anno, prendevo atto che l’utilizzo di metodologie professionali convenzionali non riusciva a sortire alcun miglioramento sulle condizioni esistenziali dei circa 120 minori portatori di disagio, affidati ai Servizi Sociali comunali dal Tribunale per i Minorenni, con provvedimenti limitativi della potestà genitoriale.

Volevi ricercare soluzioni maggiormente rispondenti ai bisogni dei ragazzi di Mesagne e nel 1991 (gli anni bui in cui la Sacra Corona Unita la faceva da padrona in città) proposi al mio Assessore di organizzare un Convegno che titolammo “Quali politiche per i giovani?”.

 

Brancolavamo nel buio, cercavamo idee…

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Invitammo a parlare di politiche giovanili diverse personalità, tra cui anche un docente di Sociologia dell’Università di Lecce, il Prof. Piero Fumarola. Quest’ultimo proprio in quel periodo collaborava alla ricerca sulla trance e sulle relazioni tra tarantismo e rap/ragamuffin condotta dal Prof. Georges Lapassade. Fu così che il fato ci mise lo zampino e ci ritrovammo presente a Mesagne anche il luminare francese.

 

Fu un incontro determinante, potenziato dall’impatto sulla città che ebbero anche 40 writers provenienti da tutta la penisola, invitati a graffitare in occasione del convegno una intera strada che costeggiava una scuola materna, una elementare, una superiore ed il palazzetto dello sport.

Lapassade ci introdusse ad una realtà molto lontana dalla nostra, quella dei giovani francesi, dove il rap ed in genere lo stile hip hop, erano diventati emblema della protesta giovanile.

I giovani mesagnesi si dimostrarono immediatamente interessati a questo argomentare e finito il convegno, fecero capannello intorno al ricercatore chiedendogli approfondimenti. L’anziano docente di buon grado fornì una copiosa bibliografia, ma i giovani affascinati dal suo carisma, insistevano nelle richieste, così il buon Georges si rese disponibile a tenere un seminario sull’argomento, a patto che durasse almeno un mese ed a patto che ci fosse un congruo numero di presenti/interessati.

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Il seminario si tenne presso i locali dell’ex Centro Sociale “BIKO”. Lapassade nonostante l’età avanzata, feceva il pendolare da Lecce a Mesagne tutti i giorni ed infiammò gli animi, per primo il mio!

Da quegli approfondimenti trassi spunto per proporre al Comune di aprire un centro socio educativo per adolescenti (la fascia d’età maggiormente rappresentata tra i minori affidati perché maggiormente a rischio di coinvolgimenti in attività criminose).

Lo aprimmo, lo chiamammo “Allegra Compagnia”, e lo collocammo in un immobile confiscato alla mafia. Fu inaugurato da Don Luigi Ciotti.

Lì istituimmo laboratori gratuiti aperti a tutti per la pratica della breakdance e della spray art, laboratori ambientali, teatro, ma anche sostegno scolastico, laboratori supportati dai migliori professionisti.

 

Il Comune propose per dieci anni consecutivi corsi gratuiti con istruttori al top dell’hip hop style, coinvolgendo un gran numero di ragazzi. Quegli stessi ragazzi attualmente compongono testi, cantano, ballano, hanno fondato una etichetta musicale indipendente, sostengono l’ “HIP HOP COMMUNITY” , un movimento molto attivo in provincia di Brindisi.

 

Purtroppo il centro “Allegra Compagnia”, che operava principalmente attraverso finanziamenti statali provenienti dalla legge 616/87 in favore dei minori, e dalla Legge 309/90 sulla prevenzione delle tossicodipendenze, esauriti i fondi ministeriali, rimase ancora attivo per qualche anno con fondi comunali, ma la miopia politica degli amministratori che si successero, non consentì più risorse economiche: il centro dovette chiudere i battenti.

I ragazzi erano disorientati. Deprivati del loro spazio creativo, dispersi nei loro mondi privati, purtroppo non avevano più luoghi dove riunirsi, discutere ed allenarsi.

 

Amicizie, relazioni umane significative e competenze uniche, rischiavano di disperdersi proprio quando fu emanato il bando regionale “Principi Attivi”, nel 2008.

Fu allora che mi venne in mente l’idea di provare a mettere intorno ad un tavolo gli “hiphoppari” con gli skaters, uno sparuto gruppo di adolescenti a cui veniva negato, da parte dell’Amministrazione Comunale, l’accesso ad un impianto sportivo anche se abbandonato da 20 anni, utilizzato abusivamente perché non erano iscritti a nessuna associazione sportiva legalmente costituita.

Il mix si rivelò efficace, la mia illustrazione del bando li entusiasmò a tal punto che cinque ragazzi decisero di metterci la faccia, produssero una discussione vivacissima e competente tanto da riuscire ben presto a scrivere il progetto del “Salento Fun Park”, il primo parco urbano pugliese legato alle street arts.

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Al contempo i ragazzi richiesero ad una distratta Amministrazione Comunale, la sottoscrizione di una lettera d’intenti, da allegare al loro progetto per, in caso di vittoria, ricevere in comodato d’uso il pattinodromo comunale abbandonato.

Vinto il bando, gli Amministratori ancora increduli, non potendosene esimere, concessero la location (non senza pregiudizi, lungaggini burocratiche ed ostacoli reali e fittizi).

Nacque così il Salento Fun Park, inaugurato il 26 giugno del 2009!

 

La gestione ormai quinquennale del posto, rappresenta ancora oggi una buona pratica di attivazione dal basso, di collaborazione tra diverse generazioni di giovani appassionati di Street sport & Art.

Il brand è riconosciuto ed apprezzato non solo in Puglia, ma anche in Italia ed all’estero.

Lo skatepark è diventato nel tempo un valido incubatore di talenti musicali, artistici, imprenditoriali, oltre che un parco frequentato da ampie fasce di popolazione.

I giovani in questi cinque anni hanno accumulato tanta esperienza, hanno imparato, confrontandosi con gli adulti, a difendere lo spazio faticosamente conquistato, ora sanno proporre, discutere e realizzare le loro idee. Sono diventati bravissimi ad autogestire risorse economiche ed umane per allestire tantissimi eventi sportivi, concerti musicali e performance culturali di vario genere.

 

Alcuni di questi ragazzi attualmente cavalcano le scene internazionali del writing (v. Hunto, Phen, Mr. Wany, Millo), della breakdance (Gabriele Quaranta aka Omed, ha partecipato a molte competizioni mondiali, vincendone tante, gestisce a Mesagne una delle più importanti palestre di breakdance italiane: “Danza in disordine”). Abbiamo supportato e sponsorizzato dj Spada, campione mondiale di scratch, abbiamo lanciato nel mondo della grafica personalità come Bando, Keiro, Panka, e poi ancora bravi esperti della comunicazione, Dj, fotografi, video maker, e nel Vjing Omar Eox, artista creativo di videomapping 3D.

 

Tutto questo si è potuto realizzare solo grazie ad un piccolo finanziamento (25.000 euro), ma soprattutto grazie alla fiducia data ai giovani dal programma “Bollenti Spiriti”, non più considerati come probabili manovalanze della mafia o portatori di problemi, ma esempi di successo per i pari, risorse attive, intelligenti, creative, artefici della propria fortuna.

 

Introduzione a cura di Walter Giacovelli

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