Wishful Thinking, il desiderio che si costruisce intorno alla realtà

Il Wishful Thinking, la capacità di ripiegare la realtà sulla base dei propri desideri perdendo di vista il contesto reale.

Non c’è una vera e propria traduzione di Wishful Thinking perché rappresenta un concetto e una mera traduzione non convince.

Sulla rete possiamo leggere questa definizione di Wishful Thinking:

Interpretation of facts, actions, words, etc., as one would like them to be rather than as they really are; imagining as actual what is not.

Non è un fenomeno isolato né moderno: l’antica storia cinese della rana e della tartaruga ci dimostra che spesso ci rinchiudiamo nelle certezze che regolano la nostra vita quotidiana.

Wishful Thinking
Wishful Thinking, desiderare fino a far scomparire la realtà

Per la rana è impossibile accettare l’idea dell’oceano, sebbene questa venga da una pacifica, lenta tartaruga.

Quando la saggia tartaruga parla di distanze senza confini e orizzonti irraggiungibili, la rana immagina di coprirle con un certo numero di salti, perché considera il mondo stesso costruito e programmato sulla base della sua esistenza.

Non le pare possibile che esista qualcosa non misurabile con le sue zampette! Un caso di Wishful Thinking in piena regola!

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Cos’è il Wishful Thinking?

Come è possibile in questa società iperconnessa e interconnessa intimamente, nello scambio di opinioni su tutti i canali, con l’esposizione di foto in tutte le occasioni?

Potremmo parlare di autoreferenzialità, ma non è esattamente così: l’ego smisurato e amplificato dai social network non è l’unica causa del Wishful Thinking, che si esprime più spesso nell’appartenenza a gruppi e contesti che si trasforma, più o meno lentamente, in  affiliazione, tifo, idolatria.

Wishful Thinking

Nel mondo dominato dalle connessioni e dagli scambi veloci, il rischio di rafforzare questo atteggiamento, questo modo di pensare diventa concreto, perché la libertà di espressione consente il moltiplicarsi di opinioni che si trasformano in dibattito, diventando discussione e trovando nuova linfa nel flame degli insulti di troll più o meno volontari.

La rana non riusciva a immaginare le profondità dell’oceano perché non l’aveva mai visto e aveva sempre vissuto tra le pareti di pietra del pozzo.

Wishful Thinking non è pensare positivo

Scaccia via la tartaruga perché il pensiero di perdere piena comprensione del mondo la atterrisce, la verità la terrorizza al punto di fomentare gli altri abitanti del pozzo all’odio verso il diverso, lo straniero con idee tanto strampalate.

Perché se la tartaruga avesse ragione, noi abitanti del pozzo dovremmo rivedere tutte le nostre conoscenze sulla base delle nuove scoperte e della verità e rinunciare a tutti i comodi cuscini ricamati, ognuno con certosina approssimazione, sui quali poggiamo la testa per dormire un favoloso sonno (e sogno) tranquillo.

La rana ascoltò queste parole e rimase a lungo incredula, a bocca aperta e con gli occhi spalancati, a contemplare la sua stupidità.

Certamente non viviamo una situazione simile, possiamo viaggiare, leggere, studiare e muoverci facilmente.

Wishful Thinking
aunhtet0 / Pixabay

I massi che ci circondano, isolandoci da una vera comprensione della realtà, sono molto più spessi e pesanti.

Rischi e contraddizioni del Wishful Thinking

Cultura, educazione, fedeltà, sicurezza.

Sono parole confortanti, seconda faccia di una medaglia che invece di creare esclude, isolandoci in torri d’avorio di conoscenza e presunzione assoluta.

Wishful Thinking è quando pensi che sia impossibile che vinca Trump, perché, figurati, non piace ai miei amici, non piace alla mia famiglia, i miei contatti su Facebook lo insultano continuamente e su Twitter, poi!

Questo significa esattamente rifugiarsi in una comoda rielaborazione della realtà sulla base delle proprie aspettative e dei desideri: perché, poi, andar contro alle opinioni della mia gens se con pochi salti posso passare da un lato dell’altro del pozzo?

Il paradosso del Wishful Thinking è che spesso conduce a risultati completamente diversi rispetto ai presupposti iniziali.

Per quanta tranquillità temporanea possa garantire una sostanziale inerzia ideologica, che permette di sposare, più o meno volontariamente, aberrazioni quali totalitarismi e spregiudicate strategie finanziarie, sul lungo periodo le rassicuranti sponde create grazie al Wishful Thinking cedono alla forza travolgente delle circostanze reali.

Wishful Thinking

Costruire muri con pensieri confortevoli

Dighe di autoconvinzione e comportamenti ossessivo compulsivi ripetuti fino alla ritualità, modificano solo il nostro modo di rapportarci al mondo e affrontare le giornate, ma escludono qualsiasi forza creatrice, ogni spinta produttiva, ogni generazione di pensiero individuale.

Sono quindi destinate a crollare, sbriciolate dallo tsunami di informazioni della tartaruga.

Incatenati dalla nascita nelle profondità della caverna, buia, umida, troppo affollata, decidiamo di smettere di osservare perfino le ombre che vediamo riflesse, a mala pena, sul muro, ché la luce cerulea dei nostri device è più incoraggiante e allegra.

Perché sforzarsi di interpretare ciò che vediamo quando la risposta può arrivare dal vicino di catene?

Inutile provare a liberarsi, la forza della luce e della verità ci accecherebbe e, probabilmente, vedere le cose come stanno davvero non basterebbe a convincerci smontando gli universi confusi che abbiamo costruito nella nostra testa, con anni e anni di disciplinato Wishful Thinking.

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