✒️ Dal museo del profumo al mausoleo e allo schifamondo, così era il Vittoriale di D’Annunzio

A Gardone Riviera il “vate” visse gli ultimi anni della sua straordinaria esistenza, in quel Vittoriale degli Italiani che dopo la sua morte è divenuto meta di turismo culturale.

Gardone Riviera e la devozione per la Madonna di Fraole

Gardone è situata su un lieve pendio e appare subito bellissima e contornata di verde, con tante piccole trattorie e un’ampia piazza su cui domina la chiesa settecentesca di San Nicolò. La chiesa conserva al suo interno una particolare icona, la Madonna di Fraole e il sacrestano, che si può  facilmente incontrare, è felice di raccontarne la storia che è narrata in un antico manoscritto conservato nell’archivio parrocchiale. La Madonna è  collocata sul primo altare di sinistra della chiesa ed è dipinta su una pietra.

La devozione  del popolo di Gardone nei confronti della Madonna di Fraole nasce agli inizi del ‘600. L’immagine delicata  della vergine Maria, che regge il bambino Gesù, fu dipinta da un chierico, in seguito ad una visione, sopra una roccia posta in un bosco chiamato “Fraole” , cioè fra gli olivi. Nel 1673 quel masso venne trasportato, con grande venerazione, nella chiesa parrocchiale, collocato sul primo altare e adornato da una cornice d’argento riccamente decorata.

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L’ingressi del Vittoriale

Di fronte alla chiesa si trova l’ingresso del Vittoriale.

Un complesso di costruzioni che stupisce il visitatore: bellissimi giardini, il laghetto della danza, la fontana del delfino, la casa, un anfiteatro che affaccia sul lago di Garda con una vista spettacolare, un grande canile, il mausoleo e l’aereo monoposto usato per il volo su Vienna; persino un’enorme sezione della prora della nave Puglia, il torpediniere costruito nell’arsenale di Taranto, che operò in Adriatico durante la prima guerra mondiale.

Entrando dal monumentale ingresso si gode subito della bellezza del giardino, arricchito qua e là da grandi sculture. Al di sotto della prua della nave Puglia, lungo il digradare della collinetta accarezzata da acque sorgive,  esso si divide in due, una parte è detta acqua pazza e l’altra acqua savia.

Il museo del profumo

Nel museo del profumo, avvolti da un piacevole alone olfattivo, si può seguire un filmato sulla vita e sul pensiero del grande letterato, sulla sua concezione di esteta, attento alla bellezza e alla cura della persona. Si possono ammirare centinaia di bottigliette di profumi, scarpe,  accessori e abiti che caratterizzarono il suo stile dandy.

Il MAS 96, memento audere semper

Salendo lungo i giardini si giunge alla rimessa dove è custodito il MAS 96 usato da D’Annunzio nella beffa di Buccari, quando il poeta, nel 1918, partecipò ad un attacco agli Austriaci e lasciò messaggi in versi in alcune bottiglie.

La sigla MAS voleva significare motoscafo anti sommergibile, ma egli trasformò il significato dell’acronimo in “memento audere semper”, che campeggia sulla parete esterna della rimessa.

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Il mausoleo

Inerpicandosi ancora sulla collina si giunge nel punto più  alto dove è collocato il mausoleo. In questa zona della collina, detta Monumentale, si trova la tomba di D’Annunzio e vi sono anche sepolti alcuni Legionari Fiumani e l’architetto che realizzò il Mausoleo e altre strutture del complesso.

Nei pressi della nave Puglia, colpisce la scultura di Cesare Inzerillo, “Febbraio 1938”, che ritrae il poeta nella sua decadenza fisica, proprio in quella condizione di “vecchiezza” che il poeta non accettava.

Quello che più  colpisce è la “prioria”, la casa del poeta, che accoglie i visitatori in una fosca luce che in fondo si compenetra con la sua complessa personalità. In effetti la necessità di vivere in penombra fu la conseguenza della fotofobia che segnò D’Annunzio dopo l’incidente aereo che lo costrinse alla parziale cecità  per un lungo periodo in cui egli si dedicò  alla stesura del “Notturno”.

Gli ingressi, l’alcova e lo schifamondo di D’Annunzio

Diversi sono gli ambienti visitabili e colpiscono per la ricchezza esasperata di quadri, oggetti, vasi, sculture, decorazioni murali. Il primo ingresso si divide in due sezioni, quella degli ospiti graditi  e quella degli ospiti sgraditi. Tra i primi vi erano certamente le donne; tra i secondi, i creditori!

Oltre all’alcova dove accoglieva le numerose amanti, scuote il visitatore, in una delle stanze da letto, la vista di un letto che ha una forma che ricorda al tempo stesso una culla e una bara. In questo ambiente il poeta era solito ritirarsi nei momenti più difficili della sua esistenza per riflettere, in particolare negli ultimi anni della sua vita.

Il suo superomismo sicuramente emerge nell’accesso al suo studio,  dove un porta d’ingresso molto piccola costringe i visitatori a chinarsi proprio di fronte alla sua scrivania. E a questa genuflessione fu costretto anche Mussolini quando si recò a fargli visita!

Vittoriale di D'Annunzio

D’Annunzio aveva  previsto l’ampliamento della casa facendo progettare all’architetto Maroni lo “schifamondo”, una nuova costruzione rimasta incompleta per la morte del poeta, che aveva la struttura di un transatlantico con tanti oblò e il ponte di comando.

Vittoriale di D'Annunzio

È  in questa parte della casa che egli aveva fatto preparare il suo letto di morte, ed è qui che si trova il teatro che può accogliere un gran numero di spettatori, sulla testa dei quali resta sospeso il suo aereo monoposto.

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