Arriva Apple Pay, la nuova piattaforma di pagamenti mobile

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Apple approfitta della release del nuovo IOS 8.1 e lancia Apple Pay, una piattaforma di pagamento mobile che consente al consumatore di pagare con il proprio dispositivo Apple. Dopo Twitter, Facebook, Google anche il colosso di Cupertino sbarca sul mercato dell’e-payment e lo fa partendo dagli Stati Uniti per arrivare prossimamente in tutto il mondo.

Al momento Apple Pay funziona solo con carte di credito americane. Già ieri sulla rete impazzavano i tentativi dei clienti Apple intenti a pagare nei McDonald’s e in Australia un certo Beau Giles è riuscito ad effettuare il pagamento cambiando la regione del suo iPhone e impostandolo per gli Stati Uniti. L’azienda ha invece condotto dei test negli Emirati Arabi presso aeroporti e negozi, in Canada presso distributori automatici. Attualmente il sistema è disponibile per Apple Watch, iPhone 6 e iPhone 6 Plus per acquisti fisici e in app mentre per iPad Air 2 ed iPad Mini 3 consente il solo pagamento in app per la mancanza del chip interno.

 

Vantaggi

Si possono effettuare transazioni negli oltre 220.000 punti vendita che accettano pagamenti contactless aderenti ai circuiti MasterCard PayPass, Visa payWave e American Express ExpressPay e sulle app come Airbnb, Uber e Groupon, tutto con un unico tocco attraverso la tecnologia Touch ID. Pagare nei negozi diventa semplice perché non è necessario lanciare un’ app, né riattivare il display, poiché l’antenna NFC(Near Field Communication) fa attivare automaticamente il dispositivo in prossimità del lettore con la tecnologia contactless e basterà tenere il dito sul Touch ID. Inoltre a transazione andata a buon fine, il dispositivo vibra ed emette un suono.

 

Configurazione

Per attivare Apple Pay è necessario avere un account su iTunes e utilizzare Passbook che già memorizza carte d’imbarco, biglietti, coupon e altro ancora. È possibile aggiungere la carta di credito o di debito dall’account iTunes per Passbook semplicemente inserendo il codice di sicurezza della carta. La prima carta che si aggiunge diventa automaticamente la carta di pagamento di default, ma è possibile aggiungere nuove carte manualmente oppure utilizzando la fotocamera iSight per inserire i dati della carta. In qualsiasi momento si può scegliere con quale carta pagare.

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Sicurezza e Privacy

Quando si aggiunge la carta tramite Passbook, il numero della carta non viene archiviato nel dispositivo ma viene creato un codice univoco detto Device Account Number, successivamente criptato dal dispositivo e memorizzato in modo sicuro nel Secure Element, un chip montato sull’ iPhone. Quindi i numeri delle carte non vengono mai memorizzati sui server di Apple e quando si effettua un acquisto il numero di conto del dispositivo non è mai palesato, poiché viene generato un codice di sicurezza dinamico per singola operazione, utilizzato per effettuare il pagamento. In tal modo i numeri di carta di credito o di debito effettivi non vengono mai condivisi da Apple con i commercianti, né trasmessi con il pagamento. L’unica traccia che rimane riguarda gli acquisti recenti tenuti in Passbook.
Nel caso si perda il dispositivo, tramite Trova il mio iPhone si può impostare il dispositivo in modalità Lost per sospendere Apple Pay e pulirlo completamente.

 

Le vere novità di Apple

Apple Pay entra in gioco con l’aggiornamento di IOS 8.1 per mobile che implementa la funzione Continuity di Apple e presenta la sua idea di ecosistema basato sulla tecnologia cloud. Infatti chi ha scaricato l’aggiornamento per Mac OS X Yosemite ha la possibilità di scambiare dati in continuità ovunque si trovi. Ad esempio è possibile fare chiamate e mandare messaggi tramite Mac o scambiarsi file tramite Airdrop, aprire un file con iPhone e continuare a lavorarci sul Mac. In questo contesto il Touch ID diventa importante perché consente, con un’unica password rappresentata dall’imponta digitale, di accedere a tutti i servizi e prodotti forniti da Apple.

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Il mercato del proximity payment e dell’ ePayment

I servizi di pagamento hanno destato l’interesse ormai da tempo di molti colossi del web. Twitter ad esempio è partita dalla Francia in seguito ad un accordo la Groupe Bpce per il trasferimento di denaro tramite tweet. Facebook invece parte dal Giappone con la Rakuten Bank, che offre il servizio Transfer by Facebook ai propri clienti, i quali possono mandare denaro agli amici di Facebook tramite l’app della banca. L’obiettivo di Zuckerberg è trasformare l’app Messenger in una piattaforma di trasferimento di danaro.

 

Per quanto riguarda i pagamenti in mobilità, da tempo Google è presente col suo Google Wallet, utilizzabile con smartphone dotati di NFC. Anche Paypal è disponibile per IOS ed Android e consente di inviare denaro come dal web. Amazon invece ha lanciato Amazon Local Register un sistema con lettore ottico e applicazione che permette ai negozianti di usare smarthpone o tablet per ricevere pagamenti dai clienti.
Lo stesso giorno della release di Apple Pay, la Zwipe, in accordo con MasterCard, presenta una carta di pagamento dotata di lettore di impronte digitali e chip che, tramite tecnologia NFC, consente il pagamento presso gli esercenti dotati di ricevitore.

 

 

Alcune considerazioni

Apple sembra la sola ad aver ideato un sistema di pagamento unico sul mercato, che non lascerebbe molto spazio alla concorrenza. Il vantaggio competitivo, anche questa volta, consiste nell’aver pensato a qualcosa che facilita le azioni quotidiane dell’utente finale, semplificando nello specifico il processo di pagamento. Forse risiede in questo la reale forza dell’operazione. È vero che il roll-out bancario conta al momento il coinvolgimento di 500 istituti e che i venditori dovranno adeguarsi con lettori per NFC, ma è anche vero che la forza del brand Apple e dei suoi valori sono in grado di condizionare le scelte del consumatore. Ciò vuol dire molto probabilmente che dovranno essere gli esercenti ad adeguarsi al cliente Apple e non il contrario. E ben venga questo maggiore interesse da parte dei grandi colossi del web verso il mondo finanziario, se serve a diminuire lo strapotere degli istituti finanziari e delle banche a vantaggio dei consumatori.