Dischi in vinile: quotazione e valore, come calcolarli?

Dischi in vinile, un tesoro in cantina!

Nell’epoca del digitale, dei supporti immateriali e dello streaming, il fenomeno musicale più interessante sembra essere oggi quello dei dischi in vinile. Band, emergenti e non, si sono date alla produzione dei propri lavori sul “nuovo” supporto sonoro, per un semplice gusto del vintage o per amore del suono più corposo e avvolgente.

Vinili rari e dischi vintage, quanto costa questa passione?

Non una semplice moda da hipster, insomma, il disco in vinile è di nuovo una nicchia interessante anche per la case discografiche, che hanno riscoperto negli appassionati di LP una fetta interessante di acquirenti.

E così, si torna a investire sui dischi in vinile, ma soprattutto si torna a collezionarli e a venderli, in un vorticoso girare di testine sulle tracce nero vinilico risuonanti.

Dischi in vinile: quotazione e valore
Quanto vale un vinile raro?

E per chi ha ancora in cantina dischi in vinile accatastati a prendere polvere? Non potrebbe per caso nascondersi lì il più grande tesoro della tua vita?

Per scoprire come fare a conoscere valore e quotazione dei dischi in vinile, abbiamo fatto qualche domanda a Donato Lapomarda, appassionato ed esperto, pronto a fornirci i suoi migliori consigli musicali, per vendere e comprare dischi di vinile.

Andiamo subito al sodo: quali sono stati i dischi in vinile con le quotazioni più alte della storia?

dischi in vinile prezzo
Quanto possono valere i vinili usati?

Non è facile dare una risposta, comunque proverò a citare alcuni casi clamorosi.

Primo fra tutti la prima versione di The freewheelin’ Bob Dylan, che conteneva quattro brani che saranno poi sostituiti nelle stampe successive, uno dei quali (Talkin’ John Birch Paranoid Blues) venne subito osteggiato in quanto ritenuto offensivo nei confronti della John Birch Society (un’associazione conservatrice americana).

Circa cento copie vennero quindi ritirate dal mercato, ma alcune di queste sono circolate comunque, inserite in una copertina con la scaletta modificata, una delle quali è stata venduta per 35.000 dollari.

Per restare sul classico citerei poi la prima tiratura numerata del White album dei Beatles: ovviamente quanto più basso è il numero di serie, tanto più raro risulta il disco. Supponendo che le prime quattro copie fossero dei componenti del gruppo, nel novembre del 2008 la copia n. 5 è stata venduta su eBay alla cifra di 19,201 sterline (circa 26.000 euro).

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Altri pezzi rari del gruppo sono la prima versione stereo di Please Please Me, venduta a quasi 15,000 sterline nel settembre 2014 (circa 20.300 euro) e la prima stampa di Yesterday and Today con le bambole con la testa mozzata in copertina (successivamente eliminate), venduta nel settembre 2014 a 14.500 dollari.

Tra i 45 giri ricorderei la prima stampa di God Save the Queen dei Sex Pistols, della quale si contano non più di una decina di copie, due delle quali vendute a oltre 10,000 sterline, e la stampa americana di Street Fighting Man dei Rolling Stones, la cui copertina, raffigurante un’immagine di uno scontro tra polizia e dimostranti, fu subito sostituita.

Un paio delle poche copie sopravvissute hanno superato i 15.000 dollari.

Se ho una collezione di vinili in casa o in cantina, quali caratteristiche devo guardare per capire se i miei dischi valgono davvero qualcosa?

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Il valore dei dischi rari dipende da molti fattori.

Molta gente che si ritrova in casa dischi dei genitori o dei nonni pensa automaticamente di possedere un tesoro.

Sfatiamo quindi subito una leggenda: non è affatto vero che quanto più un disco è vecchio, tanto più è raro.

Ci sono dischi (soprattutto 45 giri, che all’epoca era il formato più diffuso) degli anni ’50 e ’60 che non sono per niente rari, perchè ne sono state stampate moltissime copie, e dischi degli anni ’80 e ’90 che invece sono decisamente difficili da reperire, spesso per via delle tirature limitate.

Valutazione del disco in vinile

Una cosa che si può fare subito è quella di verificare le condizioni dei propri dischi, non solo osservandoli visivamente ma ascoltandoli: un disco con la copertina rovinata o col vinile pieno di graffi, o comunque non conservato in maniera ottimale, perde comunque di valore, anche se si tratta di un pezzo raro.

Per il resto, oggi da un lato è molto più facile informarsi, ma dall’altro, proprio per la vastità di fonti disponibili, non è sempre facile capire quali siano quelle più affidabili.

Ci indichi riviste di settore, siti o piattaforme su cui è possibile trovare quotazioni, comprare o vendere?

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Dischi in vinile: il vintage diventa mainstream

Esistono ovviamente delle riviste specializzate, attive già da molto tempo, che si occupano del mercato discografico e delle relative quotazioni.

Si tratta però quasi sempre di ambiti settoriali, dato che un’opera onnicomprensiva è praticamente impossibile da realizzare.

In Italia la pubblicazione più famosa è certamente Raro!, che però si occupa fondamentalmente di discografie italiane: quando tratta di artisti stranieri esamina quasi sempre le versioni italiane dei loro dischi, anche se spesso prende in esame, soprattutto per grossi nomi, le rarità a livello mondiale.

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Vinile, il valore dei dischi sul mercato di Internet

È un po’ la versione italiana del più celebre Record Collector, attivo in Gran Bretagna, che si occupa a sua volta principalmente delle discografie inglesi, pubblicando annualmente un volume di grosse dimensioni. Per il mercato americano abbiamo invece il Goldmine.

Queste pubblicazioni finiscono però spesso per scontrarsi con la nuova realtà del mercato globale di Internet e delle aste online, che, nonostante le perplessità di coloro che scrivono sulle suddette riviste, esprime in maniera molto più precisa l’andamento del mercato, perché alla fine la verità è che il valore economico di un disco, come di qualsiasi altro bene, lo fa la legge della domanda e dell’offerta: un disco rarissimo, ma che nessuno vuole, non raggiungerà mai quotazioni elevate.

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Il disco in vinile, una passione vintage

Il modo migliore per farsi un’idea è quello di esaminare i principali portali dedicati alla vendita online: eBay e Discogs.

Quest’ultimo, a differenza del primo, si occupa esclusivamente del settore musicale, ma non prevede aste.

Molto utile risulta poi Popsike, un sito che raccoglie le aste di eBay e offre una visione complessiva dell’andamento delle vendite nel corso del tempo.

È presente anche una sezione dedicata ai dischi che hanno raggiunto le cifre più alte negli ultimi anni, nella quale, oltre ad alcuni dei titoli che abbiamo già citato, compaiono diverse sorprese.

Solo i dischi in vinile o anche le audiocassette e i cd possono valere qualcosa?

Dischi in vinile: quotazione e valore, come calcolarli?

Anche i cd, e in misura minore le audiocassette, hanno un loro mercato, sia pure ridimensionato rispetto al disco in vinile.

In generale si tratta di prime stampe delle versioni digitali dei dischi di nomi molto collezionati (ad esempio, le prime stampe italiane in cd di Bowie), o di titoli di culto che nel tempo non sono mai stati ristampati.

A volte si arriva al paradosso che, per determinati dischi, sia più facile reperire il disco in vinile che non il cd, fenomeno questo che si verifica spesso ad esempio in ambito heavy-metal. Ovviamente anche qui dipende da quanto sia ricercato l’autore o il disco in questione.

In base a cosa varia la quotazione di un disco in vinile?

Dischi in vinile: quotazione e valore, come calcolarli?

In parte abbiamo già risposto: innanzitutto le condizioni generali di disco e copertina – quanto meglio sono conservati, tanto maggiore sarà la possibilità di vendere il disco a un prezzo più alto.

Spesso c’è poi una differenza sostanziale – in alcuni casi molto elevata – tra le prime stampe di un disco e le versioni successive (le prime sono quasi sempre più rare), anche se in alcuni casi non è facile distinguerle e spesso è solo l’esperienza che aiuta in tal senso.

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E infine, va detto che alcuni dischi conservano o addirittura aumentano il loro valore nel tempo, mentre altri vanno scemando.

Questo può dipendere dal diminuito interesse del pubblico o dal fatto che il disco viene ristampato, riducendo così il numero di coloro che sono disposti a spendere grosse cifre per accaparrarsi una copia originale.

E poi non va sottovalutata, soprattutto per le aste online, la componente casuale, che può portare in un’occasione due o più potenziali acquirenti a darsi battaglia pur di vincere l’oggetto, mentre in un momento successivo lo stesso disco, nelle medesime condizioni, può passare inosservato o attirare l’attenzione di un unico soggetto ed essere di conseguenza venduto a un prezzo più basso.

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