Il MIT migliora la guida autonoma anche con la neve e la nebbia

La tecnologia a guida autonoma ha fatto molta strada, ma le auto si trovano ancora in difficoltà con il maltempo.

Un team del Computer Science and Artificial Intelligence Lab (CSAIL) del MIT potrebbe avere una soluzione. I ricercatori hanno infatti sviluppato un modo per aiutare i veicoli autonomi a “vedere” mappando la strada usando il Ground Penetrating Radar (GPR).

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Con il GPR, la guida autonoma mapperà la strada

La maggior parte dei veicoli autonomi utilizza sensori e telecamere LIDAR per capire dove si trovano sulla strada, ma le telecamere possono essere condizionate dall’illuminazione o dai segnali innevati e dai segni di corsia, e LIDAR spesso diventa meno preciso in caso di maltempo.

Il GPR, invece, invia impulsi elettromagnetici nel terreno per misurare la combinazione specifica di suolo, rocce e radici. Tali dati vengono trasformati in una mappa per veicoli a guida autonoma.

Il sistema, che utilizza un tipo di GPR chiamato Localizing Ground Penetrating Radar sviluppato presso il MIT Lincoln Laboratory, offre alcuni vantaggi.

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Per cominciare, non importa se la strada è coperta di neve o se la visibilità è bloccata dalla nebbia: le condizioni sotto la strada, infatti, tendono a cambiare meno spesso rispetto a caratteristiche come lo striping e la segnaletica.

I test hanno dato esiti positivi

Finora, il team CSAIL ha testato il sistema solo a bassa velocità su una strada di campagna chiusa, ma i ricercatori ritengono che possa essere facilmente esteso alle autostrade e ad altre aree ad alta velocità.

Ammettono che il sistema non funziona altrettanto bene in condizioni di pioggia, quando l’acqua è penetrata nel terreno. Dovrebbe anche essere usato in combinazione con altre tecnologie, in quanto non rileva i pericoli sulla strada.

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Un documento sul progetto sarà pubblicato sulla rivista IEEE Robotics and Automation Letters alla fine di questo mese. Il team prevede di continuare a perfezionare l’hardware, in modo che sia meno ingombrante (attualmente è largo un metro e ottanta).

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Fabio Casciabanca

Chi sono Fabio Casciabanca

Classe 1980, il che mi fa steampunk di nascita. Ho pubblicato la mia prima intervista nel 1992 sul Corriere del Giorno: avevo 12 anni e intervistare un venditore abusivo di sigarette è stata una vera impresa. Fino al 2018 ho fatto altre cose, ma cercatele voi: oggi sono Managing Editor di Ninja.it, la più importante rivista di settore in Italia sul marketing. La mia impronta verde: sono presidente dell'Associazione Missione Girasole.

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